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Mai piu’ guerra. Via le truppe di occupazione dall’Iraq

Un futuro per il popolo iracheno

(22 Novembre 2003)

Le vittime, italiane ed irachene, dell’attacco al comando dei Carabinieri a Nassiria ci ricordano che la guerra in Iraq non è mai finita e che anche l’Italia è in guerra.
A tutte le vittime di una guerra che non si doveva fare, va il nostro pensiero e vogliamo essere vicini alle loro famiglie e ai loro cari.

PER NOI I MORTI DELLE GUERRE SONO TUTTI EVITABILI
ANCHE QUESTI SI POTEVANO EVITARE


Ci avevano detto che la guerra era finita.
Che gli iracheni avevano accolto l’esercito USA come liberatore.
Ci avevano detto che una nuova era di pace e democrazia si era aperta per l’Iraq.

NON ERA VERO

Ci avevano detto che si doveva disarmare l’Iraq dalle armi di distruzione di massa.
Cia avevano detto che la guerra avrebbe contribuito alla lotta al terrorismo.

NON ERA VERO

Con l’invio dei militari italiani in Iraq in appoggio ad una guerra condannata dalla maggioranza del popolo italiano ed in VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO 11 DELLA COSTITUZIONE, il Governo si è assunto la responsabilità di partecipare, sotto il comando americano, all’occupazione di un paese esponendo migliaia di giovani militari e civili al rischio della guerra, SOLO PER POTERSI SEDERE AL TAVOLO DEI VINCITORI.

Oggi lo stesso Governo ribadisce con forza la volontà di proseguire la missione.

NOI NON SIAMO D’ACCORDO

Non è vero che ritirando i militrai si rinuncia a sostenere la popolazione irachena.
È vero il contrario. Molto di più si potrebbe fare se i 40 MILIONI di EURO che si spendono ogni mese per mantenere il contingente militare in Iraq fossero usati per ricostruire scuole, ospedali, centrali idriche ed elettriche.
Non è vero che è necessaria una presenza militare per fare questo: lo dimostrano le molte Ong italiane che con decine di operatori lavorano da mesi con interventi umanitari in tutto il paese.
Sono questi gli interventi umanitari che bisogna sviluppare.

SOLO LA FINE DELL’OCCUPAZIONE MILITARE PUÒ METTERE
FINE ALLA GUERRA


Per questo chiediamo il ritiro immediato di tutte le truppe militari straniere dall’Iraq a cominciare da quelle italiane e l’avvio di un processo costituente che veda la partecipazione di tutte le componenti politiche, culturali, religiose ed etniche irachene e garantito dall’ONU.

SOLO QUESTO PUÒ PORTARE AD UN FUTURO DI DEMOCRAZIA

Coordinamento veronese contro la guerra

Fonte

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