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Risorgete Partigiani greci

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(25 Febbraio 2012) Enzo Apicella

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    (Flessibili, precari, esternalizzati)

    Sulle esternalizzazioni nel gruppo Telecom

    In risposta al segretario nazionale SLC-CGIL

    (22 Novembre 2003)

    Nel Manifesto del 19 novembre, all'interno dell'interessante articolo sul problema delle esternalizzazioni nel gruppo Telecom, era pure riportata una dichiarazione di Strazzullo, segretario nazionale SLC-CGIL, che nel suo primo passaggio si dichiarava contrario a questo processo, impegnandosi quindi a non firmare la cessione. Fino a qui tutto bene, peccato che in una frase successiva lo stesso Strazzullo si ritrova a smentire quanto affermato nel passaggio iniziale della sua intervista, dichiarando che "per le cessioni che l'azienda realizzerà dobbiamo garantire" tutta una serie di cose ai lavoratori.

    Pur nell'inquietudine di queste dichiarazioni e di questo atteggiamento, a Strazzullo, così come a tutto il sindacato confederale di categoria del gruppo Telecom, non manca sicuramente una qualità: la coerenza, perchè sono proprio queste le logiche sulle quali si è mosso in questi ultimi anni il sindacato confederale nel settore delle telecomunicazioni.

    Le esternalizzazioni, i contratti di lavoro a ribasso e le riorganizzazioni che hanno generato migliaia di pendolari, nascono proprio da questi atteggiamenti e da quella sete di concertazione a tutti i costi che loro non hanno mai abbandonato, nemmeno la SLC, nonostante i distinguo della CGIL di questo ultimo periodo. Ma evidentemente la SLC non è la FIOM e Strazzullo non è Cremaschi, e tutto ciò non contribuisce a rivitalizzare una categoria sfiduciata. L'esempio lo abbiamo proprio su queste ultime esternalizzazioni: le tre organizzazioni sindacali di categoria hanno avviato le procedure di legge per proclamare lo sciopero dei soli 540 lavoratori che dovranno essere ceduti, ma si sono ben guardate dal coinvolgere i 65 mila lavoratori delle aziende interessate.

    A causa della rigida regolamentazione degli scioperi nel settore, questo è anche un grosso impedimento per ulteriori iniziative di lotta più serie ed efficaci. I sindacati di base, praticamente inesistenti nel gruppo Telecom solo otto anni fa ed oggi ben rappresentati, stanno facendo quello che possono, con tutti i limiti per le organizzazioni non firmatarie di contratto, previsti dalle vigenti regole che salvaguardano il monopolio della rappresentanza alle solite confederazioni.

    La prima urgenza per i dipendenti del gruppo Telecom è ricostruire una forte solidarietà, confidando non tanto sulle sigle sindacali, quanto sulla serietà e l'autonomia dei singoli delegati RSU eletti direttamente dai lavoratori.

    FULVIO MACCHI
    R.S.U. TELECOM TRIESTE
    Lista COBAS - CUB - SNATER

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