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Albano. Il Tar del Lazio dà ragione ai comitati contro l’inceneritore: 'La lotta continua'

(16 Dicembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

Albano. Il Tar del Lazio dà ragione ai comitati contro l’inceneritore: 'La lotta continua'

foto: www.radiocittaperta.it

16-12-2010/12:25 --- Ogni tanto qualche buona notizia. Con la sentenza numero 76340 del 2010 la prima sezione del Tar del Lazio, presieduta dal giudice Giorgio Giovannini, ha accolto il ricorso principale presentato dal coordinamento "No inc" di Albano contro il locale inceneritore. Il Tribunale amministrativo regionale annulla così la contestata e discussa Valutazione di Impatto Ambientale emessa dalla Regione Lazio nel marzo del 2008, che esprimeva parere positivo sulla realizzazione di quello che la stampa e gli amministratori definiscono eufemisticamente gassificatore. Anche perché la valutazione sull’impianto non sarebbe stata positiva , a sentire l’ASL locale, che da anni studia l'impatto che potrebbe avere l'inceneritore sulla salute della cittadinanza, ha dato un parere di totale contrarietà ribadendo che i Castelli Romani versano in una grave emergenza idrica, le falde acquifere si sono drasticamente abbassate e la potabilità delle acque è pregiudicata da sostanze velenose come fluoro e arsenico. Accolti anche i ricorsi successivi attraverso i quali i "No inc" si opponevano al secondo progetto di inceneritore presentato dalla ‘Pontina Ambiente’ e al consumo di acqua dell'impianto, ritenuto incompatibile con il territorio. «Abbiamo saputo oggi del pronunciamento del Tar - ha commentato Daniele Castri, referente legale del coordinamento "No inc" in una breve intervista a Castellinews -. Siamo contenti, dimostra che le nostre obiezioni contro l'impianto di incenerimento sono fondate. La relazione tecnica che presentammo al Tar è stata stesa con l'aiuto gratuito di tecnici, fisici, geologi... professionisti del settore che hanno detto la loro sull'inceneritore anche a costo di mettere a rischio i loro lavori nel settore. Evidentemente eravamo sicuri di quello che scrivevamo. Il Tar ci ha dato ragione». A sostegno dei "No inceneritore" si erano costituiti, con ricorsi ad adiuvandum, il Wwf e i comuni di Castel Gandolfo, Lanuvio, Ariccia, Ardea, Albano, Genzano, Rocca di Papa e Pomezia.
“E stata una vittoria del tutto inaspettata, nonostante il 23 ottobre scorso ci sia stata una manifestazione imponente per le vie dei Castelli Romani” commenta ai microfoni di Radio Città Aperta Emiliano Viti, attivista del coordinamento contro l’inceneritore di Albano. “Una vittoria insperata nel senso che i giudici del Tar hanno recepito tutte quelle che erano le osservazioni fattele sia da un punto di vista amministrativo e di merito rispetto alla tipologia di impianto. Il TAR ci ha dato ragione sia per il fatto che la cosiddetta valutazione per l’impatto ambientale positiva non era assolutamente fatta a norma, cerano state delle forzature che noi avevamo segnalato nella conferenza dei servizi , non si era sentito il parere della ASL locale che aveva già dato un parere negativo sull’impianto”. Aggiunge Viti: “Abbiamo vinto anche su questioni di merito poiché questo impianto si sarebbe dovuto raffreddare ad acqua (ben 220.000 metri cubi d’acqua annuali), nonostante Cerroni e Coema abbiano dichiarato che si sarebbe dovuto raffreddare ad aria. Anche questo imbroglio è stato smascherato”.
Viti denuncia anche che “questa sentenza praticamente già circolava da due giorni ,e anche il sindaco Alemanno ne era a conoscenza, ma ci hanno detto che per opportunità era meglio non renderla pubblica sia per la difficoltà che sta vivendo ora la giunta comunale dopo l’emersione degli scandali Ama, Acea e Atac sia per quello che sta accadendo in questi giorni per quanto riguarda la Regione Lazio. Per non parlare delle difficoltà del governo Berlusconi”. Per quanto concerne la strategia dei movimenti di lotta dei Castelli dopo la sentenza del Tar dice Viti: “E’ evidente che qui si è vinta una battaglia ma non si è vinta tutta la vertenza. Potremmo dire che siamo uno a zero per noi nei confronti di Cerroni. Pensiamo che la mobilitazione deve proseguire, dobbiamo tenere alta la tensione, goderci questo momento e già dalla prossima settimana attivarci perché c’è ancora tutta la questione della crisi idrica che rimane in piedi, alla quale abbiamo dedicato un’assemblea sabato scorso 11 dicembre. Un’altra assemblea è prevista per sabato 18 dicembre alle 17.30 a Genzano. Crediamo che il signor Cerroni, che è andato avanti finora a colpi di minacce e pressioni, una contromossa la farà , probabilmente con un appello al Consiglio di Stato “

Klara Kice, Radio Città Aperta

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