il pane e le rose

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21 Dicembre 2001 – 24 Novembre 2003

La lotta dei lavoratori del call center Tim di Bologna

(25 Novembre 2003)

Due anni sono oramai passati dal giorno in cui i lavoratori TIM di Bologna incrociavano tutti assieme per la prima volta le braccia per dare un segnale forte ad un’azienda (la più grande e ricca d’Italia) che dal 2000 applicava un contratto collettivo imposto , inaugurava la stagione della flessibilità, del diverso salario tra “vecchi” e “nuovi” e dell’uso/abuso del lavoro interinale.

Due anni intensi in cui si sono svolte sui vari territori le elezioni RSU che hanno premiano quelle considerate “voci fuori dal coro” le quali tentano di portare una ventata d’aria fresca in un’azienda moderna che però non aveva mai avuto una reale rappresentanza dei suoi lavoratori.

In questo biennio l’azienda ha raggiunto i suoi apici economici, ha “promosso” i suoi lavoratori da dipendenti a “clienti interni” per poi iniziare efficacemente a “spremerli” per ricavarne “produttività” e quindi profitto.

Le prime “vittime” di questo processo sono stati gli interinali, usati e poi gettati.

Contemporaneamente i lavoratori dei call-center hanno subito continui “giri di vite” dettati dagli obiettivi sempre più sfrenati che rendono la vita lavorativa e la qualità della vita complessiva insopportabile tanto da spingere i lavoratori ad andarsene da soli. Il tutto accompagnato da campagne pubblicitarie, sponsorizzazioni ed articoli economici intesi a magnificare l’immagine dell’azienda leader verso il mondo esterno.

Nell’autunno 2002 mentre ci si avviava al “disarmo” dei lavoratori interinali, l’azienda decide di ristrutturare il comparto CUSTUMARE SERVICE 119 (che tra l’altro rappresenta la gran parte dei lavoratori Tim) presentando una piattaforma sconcertante.

Nella primavera di quest’anno, dopo un faticoso lavoro, la RSU costruisce una controproposta (passata al voto dei lavoratori di tutti i C.S. d’Italia) che si sforza di soddisfare la nuova “curva di traffico” presentata dall’azienda adottando e mettendo in essere strumenti previsti nel contratto ma “interpretati” dalla parte dei lavoratori.

Per tutta risposta l’azienda, dopo l’estate, rilancia infischiandosene del lavoro svolto presentando una piattaforma ancor peggiore che non tiene in considerazione la vivibilità sul lavoro, aumenta il numero di sabati e domeniche lavorativi nella ruota dei turni a “prezzo zero”, aumenta l’estensione dei turni la sera, riduce le pause pranzo da 30’ a 10’ e durante l’attività dimezza i tempi acw necessari comunque per chiudere correttamente le pratiche e staccare dal ritmo incalzante delle chiamate in cuffia.

Alla ripresa della trattativa ci si scontra contro un muro e la rottura risulta inevitabile.

SNATER, da sempre al fianco dei lavoratori nella lotta per i diritti e la dignità sul posto di lavoro, invita tutti i lavoratori ad aderire allo sciopero nazionale di tutti i C.S. TIM d’Italia e a partecipare al presidio davanti ai cancelli per farci sentire da un’azienda che fino ad ora si è dimostrata sorda al malcontento ed ai bisogni delle persone che di questa azienda hanno fatto la ricchezza.

Bologna, 19/11/03

Segreteria Nazionale Snater – Sezione Tim
snater.tim.b0@katamail.com

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