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(9 Marzo 2012) Enzo Apicella
Oggi sciopero generale dei metalmeccanici convocato dalla Fiom e manifestazione nazionale a Roma

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(Per un sindacato di classe)

22.12.2010 - Bologna: “La CGIL che vogliamo” nella FLC riunita in assemblea nazionale

(22 Dicembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.rete28aprile.it

Mercoledì 22 Dicembre 2010 11:17
L’area programmatica “La CGIL che vogliamo” nella FLC, riunita in assemblea nazionale a Bologna il 19 dicembre 2010, concorda e dichiara quanto segue: (...)

1) chiediamo il ritiro del DDL Gelmini sull’università e manifestiamo tutta la nostra solidarietà alla grande mobilitazione studentesca e sociale che si oppone allo smantellamento del sistema di istruzione statale e all’attacco al diritto allo studio, ai diritti dei lavoratori e dei cittadini.

Rifiutiamo la criminalizzazione della protesta di massa del 14 dicembre e sosteniamo e condividiamo le ragioni delle manifestazioni previste a Roma per il 21 e il 22 dicembre in occasione della discussione del DDL Gelmini in Parlamento.

2) Chiediamo che si unifichino tutte le lotte in uno sciopero generale non rituale, costruito con un'ampia e diffusa informazione e mobilitazione per bloccare il Paese, che veda anche la nostra categoria incrementare ed indurire le forme di lotta.

In particolare se il DDL sull’università dovesse passare, la FLC dovrà impegnarsi a contrastarne il disegno nei singoli atenei, con una linea nazionale che deve essere elaborata al più presto convocando i comitati di settore.

3) Chiediamo il ritiro della sperimentazione sulla valutazione delle scuole e dei docenti, nonché dell’intero progetto ad essa sotteso.

Ribadiamo che subordinare irrisori aumenti di retribuzione ad una valutazione sul “merito” significa sostituire con un palliativo individuale la mancanza di un riconoscimento economico collettivo ottenuto per via contrattuale; che dietro il concetto di “meritocrazia” si cela la volontà di alimentare insane logiche competitive tra insegnanti, disconoscendo le acquisizioni fondamentali delle esperienze della cooperazione e della collegialità; che la valutazione delle scuole ed il loro finanziamento sulla base dei risultati ottenuti nei test Invalsi sarà causa della fine della scuola inclusiva, della didattica legata allo sviluppo del pensiero critico e dell’apprendimento come relazione.

Esprimiamo quindi tutto il nostro sostegno ai collegi docenti delle città coinvolte (Napoli, Torino, Pisa e Siracusa) che hanno respinto tale progetto di sperimentazione promosso dal MIUR e ci adoperiamo perché questo rifiuto sia sempre più generalizzato.

Rete del 28 aprile per l'indipendenza e la democrazia sindacale

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