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“Vogliamo giustizia. E colpevoli”. Parla Daniela Rombi, Presidente del Comitato familiari delle vittime della strage di Viareggio

(29 Dicembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

“Vogliamo giustizia. E colpevoli”. Parla Daniela Rombi, Presidente del Comitato familiari delle vittime della strage di Viareggio

foto: www.radiocittaperta.it

La notte del 29 giugno del 2009 a Viareggio muoiono 32 persone quando il treno merci 50325 Trecate-Gricignano deraglia dopo una fuoriuscita di gas da una cisterna contenente GPL, una dei quattordici carri cisterna.
Undici delle 32 persone sono morte nel giro di pochi minuti investite dalle fiamme o travolte dal crollo degli edifici, visto che lo scoppio ha distrutto l’intero quartiere limitrofo ai binari.
Delle decine di persone rimaste coinvolte e ustionate, 21 sono morte anche a distanza di diverse settimane dall’incidente.
Tra queste Emanuela, la figlia ventunenne di Daniela Rombi, che in seguito alla strage ha fondato l’associazione familiari delle vittime ‘Il mondo che vorrei’, per portare avanti la sua battaglia di giustizia contro ‘Ferrovie dello Stato’.
Emanuela la notte dell’incidente era in una casa accanto alla stazione. Si è ritrovata con il novanta per cento del corpo ustionato e ha impiegato più di un mese a morire. Daniela, nel corso dei mesi successivi, si è fatta portavoce di quanti, tra i familiari delle vittime, non accettano il palliativo ed il contentino dei rimborsi in cambio della mancata costituzione di parte civile nel corso del processo. Daniela sì è fatta portavoce di quanti ritenevano che tra le persone rinviate a giudizio dovessero esserci anche i dirigenti di Ferrovie.
E dopo mesi - se ne parlava infatti almeno da dicembre dello scorso anno - sono arrivati in questi giorni i nomi dei 38 avvisi di garanzia. Tra questi quello che Daniela ritiene essere il più importante: l’amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti.
“Siamo sempre stati convinti che questa è stata una strage voluta- ha detto Daniela Rombi ai microfoni di Radio Città Aperta - infatti ormai sappiamo bene che i convogli hanno cominciato a fare scintille già da Pietrasanta e che la rottura dell’asse che ha provocato la strage avrebbe potuto essere evitata se solo fossero state fatte le manutenzioni di cui i binari e questi convogli hanno bisogno”.
Lo stesso Moretti che a poche ore dall’incidente disse “quando accade un incidente in ferrovia sembra che caschi il mondo”, che non si è mai curato delle sorti dei familiari delle vittime, e che in questi giorni, in risposta all’avviso di garanzia afferma, in una nota ufficiale: “Le Fs attendono con serenità gli sviluppi delle indagini nella consapevolezza che le Società del Gruppo hanno sempre operato nel rispetto delle regole e secondo comportamenti adeguati a garantire la massima sicurezza”.
Paradossi. Non l’unico. Visto che Moretti è stato nominato Cavaliere del Lavoro, motivo che ha spinto Daniela Rombi, a nome dell’associazione, a scrivere al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere la revoca di questa onorificenza (così come è stato fatto, anche se con anni di ritardo, per Calisto Tanzi, ad esempio).
L’ultimo dei paradossi, ma solo in ordine di tempo, è che a pochi giorni dagli avvisi di garanzia cominciano ad arrivare i risarcimenti per 14 familiari delle vittime di quel 29 giugno. Alla voce Tempismo.
Infatti dal giorno dopo l’incidente sia la società austriaca Gatx sia Ferrovie stanno barattando risarcimenti con la mancata costituzione al processo come parti civili dei familiari.
Motivo per cui la battaglia di Daniela Rombi è ancora solo all’inizio “Non ci daremo per vinti -ha concluso- e per questa ragione una nostra delegazione ha anche partecipato alla requisitoria di Guariniello a Torino durante il processo Thyssen. Anche qui a Viareggio il dolo è evidente. Questa per noi è una strage voluta e noi vogliamo giustizia. E colpevoli”.

Francesca Mannocchi, Radio Città Aperta

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