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Boicotta

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(6 Giugno 2010) Enzo Apicella
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    (Imperialismo e guerra)

    La prima volta dell’Ungheria

    (1 Gennaio 2011)

    Il 1° gennaio l’Ungheria assumerà per la prima volta la presidenza della Unione Europea. Un appuntamento che desta molte perplessità nei ambienti europei per le misure restrittive della libertà di espressione varate dal governo conservatore. Inoltre, la riscrittura del testo costituzionale che evidenzia un preoccupante ritorno nazionalistico che si evidenzia nela promulgazione di leggi come quella sulla doppia cittadinanza agli ungheresi che vivono all’estero che ha indispettito e non poco la Slovacchia, che fra l'altro vuole una rilettura del trattato di Trianon del 1920, quello che ridette, attraverso gli accordi delle potenze vincitrici, un nuovo assetto all’Europa uscita dalla Prima guerra mondiale. Inoltre, il nuovo governo di destra ungherese vuole usare il pugno di ferro contro i Rom che però sono il 7% dei dieci milioni di abitanti del paese magiaro e questo è un grave problema di civiltà e sociale.

    L’Ungheria non è paese della zona euro ma dovrà ugualmente varare misure politiche atte a difendere la moneta europea a iniziare dalla modifica del Trattato di Lisbona per creare, fra le altre cose, un fondo permanente anticrisi. Anche l’allargamento della UE è nell’agenda della presidenza ungherese con la ricerca della chiusura delle trattative di adesione della Croazia e per far procedere il cammino di adesione di Serbia e Montenegro che stanno a cuore alla nuova presidenza. L’Europa sarà investita anche del problema dei Rom che per l’Ungheria sono diventati un problema e per questo cercheranno di coinvolgere gli altri paesi UE, anche se la direzione degli interventi possibili ben difficilmente andrà nella direzione di politiche di civiltà e di solidarietà.

    L’Ungheria uscita dalle urne si scopre di nuovo nazionalista e di destra e la sua “prima volta” alla guida della UE non lascia tranquillo nessuno, tanto meno i Rom e i lavoratori ungheresi.
    Una Unione Europea sempre più polo imperialista prosegue sulla sua strada.

    a cura della redazione di Contropiano Internazionale

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