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(17 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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La rivolta dei tranvieri milanesi: NON LASCIAMOLI SOLI

Dichiarazione di Luciano Muhlbauer (segr. naz. SinCobas)

(3 Dicembre 2003)

Una vera e propria caccia alle streghe si è scatenata contro gli autoferrotranvieri di Milano. Scontata e comprensibile la rabbia dei milanesi, lavoratori anche loro, rimasti a piedi senza preavviso un grigio lunedì di pioggia. Prevedibili la violenza e l ?arroganza delle minacce scagliate contro i lavoratori dal sindaco Albertini, nel suo consueto stile thatcheriano, e dai suoi colleghi di partito, dal governatore Formigoni al sottosegretario Sacconi. Ma il diluvio di condanne proveniente dai partiti del centrosinistra e da Cgil-Cisl-Uil, a livello territoriale e nazionale, per non parlare delle denunce delle associazioni dei consumatori, francamente stonano un po ? troppo.

I lavoratori dell ?Atm hanno rotto consapevolmente le regole, puntando sul gesto clamoroso. Sapevano di rischiare sanzioni, provvedimenti disciplinari. Non sono ultrà da stadio, ma lavoratori e cittadini come altri, padri di famiglia o giovani che sognano un futuro. Eppure hanno agito lo stesso, compatti ed uniti, a prescindere dalle appartenenze e dalle indicazioni sindacali. Invece di condannare e isolare, bisognerebbe cercare di ascoltare e capire. Sono lavoratori i cui salari hanno perso continuamente potere d ?acquisto in questi anni di ?inflazione programmata ? e vivono in una città tra le più care in Europa, dove il tasso ufficiale di povertà è superiore alla media nazionale. Il loro contratto nazionale, siglato nel 2000, prevedeva aumenti salariali a partire dal 2002, ma quei soldi non li hanno visti nemmeno con il binocolo. Avevano scioperato sette volte rispettando le regole imposte dalla legge 146 per ottenere che l ?azienda dei trasporti rispettasse il contratto firmato, ma inutilmente. Insomma, senza soldi e pure presi in giro.

La rivolta dei tranvieri milanesi non parla soltanto della loro esasperazione, ma allude ad una tendenza più generale. I salari e gli stipendi continuano a perdere valore, i rinnovi contrattuali sono ormai perennemente in ritardo a quando arrivano non servono a recuperare il potere d ?acquisto perso, né a migliorare le condizioni di lavoro. Scioperare diventa sempre più difficile, specie nei servizi, dove impera la famigerata L.146/90 che considera lo sciopero un ?illegalità latente e che vorrebbe rendere gli scioperi sempre più indolori e pertanto inefficaci.

Oggi occorre non lasciare soli i tranvieri milanesi. Le loro rivendicazioni sono giuste e sacrosante e ogni intervento repressivo va contrastato con energia. Il problema non sono i lavoratori che scioperano, ma il governo e le amministrazioni che privatizzano i servizi, tagliano i fondi per gli enti locali e infine non rispettano nemmeno i contratti firmati.

Ufficio Stampa Sincobas

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