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Visto dal treno.

(19 Gennaio 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.comunistiuniti.it

Visto dal treno.

foto: www.comunistiuniti.it

Buongiorno, buongiorno, come va', bene grazie e tu, ben trovato, altrettanto, buongiorno....Ci ritroviamo in parecchi quì nella vecchia stazione di ORTE inaugurata (non è uno scherzo, anzi ne siamo fieri) il 1 aprile 1865, oggi, il primo giorno lavorativo del 2011, pendolari diretti a Roma. Ho già rinnovato, come tutti del resto, l'abbonamento. Come qualche volta mi capita ho perso il treno delle 5,48 mi tocca insieme ad altri, diciamo ritardatari, (ah se ci fossero più corse!) aspettare il prossimo delle 6,31. Dovrebbe arrivare a Roma Tiburtina alle 7,13. La condotta, le azioni, le emozioni dei pendolari sono una routine quotidiana sempre uguale: arrivare in stazione, aspettare il treno, beccare la coincidenza, le soppressioni di treni improvvise e mai avvertite, lo scompartimento, le toilette, (sic) scendere e correre a piedi verso un altro bus e poi l’ufficio, diventano azioni quasi meccaniche, talmente sono ripetute e familiari. Si arriva al lavoro già stanchi e stressati, degli stracci. Il treno qui a Orte scalo, oggi, arriva in orario, potenza del primo giorno dell'anno, ma è straripante e zeppo e sporco e lercio e imbrattato come al solito. Nello scompartimento contrariamente a quello che prescrive il manuale del perfetto pendolare nessuno dorme. Si chiacchiera, si discute, si argomenta, anche animatamente, sul tavolo della discussione butto subito qualcosa contro l'accordo per Mirafiori del 23 dicembre scorso non firmato dalla Fiom e sul prossimo referendum che si terra' nello stabilimento torinese il 13 e 14 gennaio prossimi. Qualcuno dice che firmerà l'appello di MicroMega in solidarieta' agli operai. Io l'ho già fatto. Ma presto la conversazione, e come potrebbe essere differentemente, scivola sull'allarme per i treni a rischio per l'appena cominciato 2011. Con il nuovo anno il trasporto su ferro, che riguarda ogni giorno nel Lazio 2,7 milioni di pendolari, dovrà fare i conti con ”un taglio di risorse” vicino al 50% e ”la soppressione” di alcune linee. Si è così, con il nuovo orario invernale, si apre una stagione drammatica per i pendolari italiani, destinata, in assenza di nuovi provvedimenti, a peggiorare a causa dei tagli ancora più drastici che le Regioni saranno costrette ad operare. La Legge di Bilancio (bello no! non si chiama più finanziaria, vuoi mettere legge di bilancio) ha certificato che per il 2011 mancano ben 800 milioni di Euro, pari al 45% delle risorse in meno rispetto al 2010. Con la Manovra di luglio infatti, sono stati cancellati ben 1.224 milioni di Euro di trasferimenti alle Regioni per le spese relative al servizio di trasporto ferroviario regionale. Ci diciamo che non potranno che aumentare ”disagi e prezzi”, a fronte della ”mancanza di investimenti da parte di Governo e Regioni”. Esiste oggettivo ed incombente, ilrischio soppressione per treni e tratte, nonostante assistiamo ad una crescita della domanda di mobilità su ferro. Si parla di ”154 treni a lunga percorrenza (su 600), mentre per il servizio ferroviario pendolare mancano 800 milioni di euro rispetto al 2010 (meno 45%)”. E' certissimo, questo Governo ha fatto scelte sbagliate, scelte di destra. Analizzando le risorse da reperire, la strada continua a vincere. ”Mancano il 61% dei fondi per le ferrovie a fronte del solo 30% di quelli che mancano per le strade”. Vedi per esempio lo sconvolgente e disastroso progetto del previsto tratto autostradale tirrenico meridionale. Stiamo parlando su questo lercio scompartimento (vorrei farvelo vedere) della cancellazione dei 1.215 milioni di euro dei trasferimenti alle Regioni per il fondo del servizio ferroviario, questo nel più assoluto silenzio generale! Ma anche la soppressione, a partire dal 2011, della norma contenuta nella Finanziaria 2008, che consentiva alle regioni di trattenere una quota dell'accisa sul gasolio per il servizio ferroviario locale. Si continuano a privilegiare la strada a danno della ferrovia, sia in termini di spesa per le infrastrutture che per le risorse assegnate al servizio ferroviario pendolare. Dunque si parla, e tutti si riempiono la bocca, della necessità di ridurre l’emissione dei gas provenienti dalle auto, ma di fatto si continua a tagliare il servizio di trasporto pubblico su rotaia; il quale, se migliorato, sostenuto, finanziato, è l'unico che consentirebbe oltre che una riduzione dell'inquinamento, anche una riduzione della congestione del traffico. A Tiburtina siamo tutti certi che bisogna organizzarci e spingere come pendolari alla creazione di una AZIENDA UNICA REGIONALE dei trasporti ovviamente rigorosamente pubblica che inglobi le attuali Co.Tral ed ATAC e congiuntamente a Trenitalia e FS di fatto riorganizzi, ricostruisca, arricchisca, integri, l'intera rete dei trasporti su gomma e ferro del Lazio.

Mauro PULIANI

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