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(Nucleare? No grazie!)

Anche in Svizzera si vota contando gli incidenti

(21 Gennaio 2011)

NUCLEARE. Durante lo scorso anno si sono moltiplicati gli “inconvenienti” nelle cinque centrali presenti nella confederazione elvetica: 42 in totale, la maggior parte nell’impianto di Mühleberg.

Nel cadenzare l’attesa per il referendum italiano sul ritorno o meno nell’abisso nucleare, può essere di estrema utilità dare un’occhiata a quanto accade negli altri Paesi europei, specie in quelli a noi più vicini per distanza, più che per modello socio-culturale. Scopriamo così anche nella placida Svizzera un clima non dissimile al nostro, in particolar modo nel civilissimo cantone di Berna, abituato alla soluzione referendaria ma senza quorum e in procinto di votare, il prossimo 13 febbraio, sulla presenza o no dell’atomo in casa propria, dal momento che il governo federale svizzero è intenzionato a costruire una nuova centrale nucleare in loco.

Una consultazione che viene dopo i quesiti referendari con cui i cittadini svizzeri della capitale, di San Gallo, Zurigo e Basilea hanno recentemente detto il loro “no”, decidendo per una politica energetica basata sulle fonti verdi. Scelta dettata sia da motivi economici, essendo le rinnovabili in grado di generare anche posti di lavoro, che da decisive questioni di sicurezza: sirene non certo ipotetiche secondo le recenti notizie che giungono dalla confederazione elvetica. Lo scorso anno si sono infatti moltiplicati gli incidenti nelle cinque centrali nucleari presenti sul territorio. Ad attestarlo è l’ente preposto, l’Ifsn (Ispettorato federale della sicurezza nucleare), che ne ha contati in totale 42, contro i 27 del 2009, anche se solamente in un caso è stato superato il grado di «incidente di semplice routine», quando cioè un sommozzatore è stato esposto a una dose di radiazione eccessiva.

Un fatto che si è verificato il 31 agosto durante i lavori di revisione della centrale nucleare di Leibstadt, situata nel canton Argovia e che ha anche portato alla contaminazione di un collaboratore esterno soggetto a un’irradiazione pari a 28 millisievert (mSv), quando la dose ammissibile è di 20 mSv all’anno. Un incidente classificato al livello 2 della scala internazionale degli avvenimenti nucleari (che va da 0 a 7), due scalini sopra gli altri 41, tutti a livello zero, di cui 14 annunciati e perlopiù nella centrale di Mühleberg, oltre che in quelle di Gösgen e Leibstadt, nei due reattori di Beznau e presso l’Istituto Paul Scherrer. Giustificati dall’Ifsn con le problematiche relativi all’ammodernamento degli impianti, i 42 indizi non fanno forse una prova, ma, sparsi ovunque e venuti alla luce solo in un secondo tempo, questi inconvenienti non possono certo far dormire sonni tranquilli agli svizzeri, che infatti si tutelano nel modo più sacrosanto: dicendo “no” all’energia atomica.

Diego Carmignani - Terra

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