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Pro mutuo mori

Pro mutuo mori

(19 Settembre 2009) Enzo Apicella
In un attentato a Kabul, sono colpiti due blindati italiani, uccidendo 6 parà della Folgore

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Il nemico tra le fila

(22 Gennaio 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.webalice.it/mario.gangarossa

La morte dell'alpino Sanna nella base avanzata di Bala Murghab, nel nord ovest dell’Afghanistan è l’ulteriore dimostrazione del salto di qualità fatto da un lato da parte delle truppe italiane, impegnate in prima linea e, dall’altro, della resistenza afgana, capace di infiltrare decine di combattenti tra le fila di un esercito locale il quale, a dieci anni dall’occupazione occidentale, è distante anni luce dal traguardo ipotizzato di controllare autonomamente il territorio per conto del governo fantoccio di Amid Karzai.

Contro ogni logica razionale il Ministro La Russa dichiara alla stampa che il tipo di attacco nel quale un soldato italiano è morto ed un altro è stato ferito gravemente, se sommato alla diminuzione degli ordigni nascosti sotto il manto stradale (noti come IED) sarebbero segni di debolezza della resistenza contro le truppe occupanti.

La realtà pare invece ben diversa: La capacità di colpire direttamente le truppe occidentali con armi leggere, attraverso attacchi aperti o l’infiltrazione di combattenti nelle milizie al servizio della NATO, segnalano invece un notevole rafforzamento della capacità di combattimento della guerriglia, impegnata da anni contro la più potente coalizione militare oggi esistente al mondo.

I militari italiani rimangono ora vittime anche di coloro i quali dovrebbero addestrare, aggiungendo così un’ulteriore sconfitta per un contingente che - nella propaganda - dovrebbe svolgere in Afghanistan una funzione di ricostruzione delle strutture civili e di rafforzamento di quelle coercitive (polizia, esercito).

I fatti dimostrano che in tutti questi anni sono stati inutilmente spesi miliardi di euro, la vita di trentasei militari italiani e di chissà quanti combattenti e civili afgani.

Berlusconi stesso, occupato su altri fronti, si interroga sul senso di questa missione.

Nessun dubbio trapela invece tra le fila del maggiore partito di opposizione, a riprova del fatto che la crisi politica del nostro paese non dipende solo dalla ferocia di un esecutivo criminogeno, ma anche dalla sostanziale mancanza di alternative, in politica interna come in quella estera.
Per quest’ultima gli esecutivi succedutisi in questi anni hanno gareggiato nell’incrementare sempre più investimenti economici e bellici.
La credibilità internazionale dell’Italia val bene 23 miliardi di euro annui di spesa militare e la vita di qualche professionista della guerra. Delle vite degli afgani manco a parlarne.

La lotta contro le occupazioni neo – coloniali della NATO e contro le spese militari deve trovare nuova centralità nelle rivendicazioni dei lavoratori, dei precari, degli studenti e di tutte le figure sociali colpite duramente dalla crisi capitalistica.

La guerra è una risorsa per questo sistema ed un salasso, morte e distruzione per i popoli

Ritiro immediato di tutte le truppe italiane all’estero, a partire da quelle in Afghanistan

Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia

20 gennaio 2011

Rete nazionale Disarmiamoli!

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