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Pinar selek, vittima di un processo kafkiano

La sociologa turca, militante femminista, antimilitarista Pinar Selek, accusata in passato di sostenere il PKK, rischia il carcere a vita, in un processo in cui è già stata assolta due volte.

(24 Gennaio 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.nena-news.com

Pinar selek, vittima di un processo kafkiano

foto: www.nena-news.com

Roma, 24 gennaio 2011, Nena News - Accusata (senza prove) di sostenere il PKK (il Partito del lavoratori curdi), poi di essere la responsabile di un attentato terrorista nel bazaar di Istanbul nel 1998, Pinar Selek, attivista turca per i diritti delle donne e delle minoranze curda e armena, è stata in carcere per due ani e mezzo prima di essere assolta ben due volte per “mancanza di prove”. Apparirà di nuovo, il prossimo 9 febbraio, di fronte all'Alta Corte di giustizia criminale di Istanbul, dopo essere stata vittima per anni di procedimenti legali kafkiani.

Pinar è nata in Turchia, a Istanbul, ha 40 anni. Sociologa, militante femminista, è diventata il bersaglio della sua attività di ricerca, un progetto sociologico condotto nel 1996 sulla questione curda. La polizia la arrestò allora preventivamente perché facesse i nomi delle persone da lei intervistate. In carcere, si rese conto – guardando la televisione - di essere accusata di un attentato dinamitardo che il 9 luglio 1998 causò la morte di 7 persone al mercato (egiziano) delle spezie a Istanbul.

Durante il processo tutti i capi di accusa contro Pinar furono archiviati e le false testimonianze contro di lei vennero smentite: le indagini infatti dimostrarono che l’esplosione era stata causata da una perdita di gas; dopo due anni e mezzo in carcere e torture, la donna venne rilasciata. Nel marzo del 2009 però il suo caso fu riaperto: l’Assemblea Penale Generale ha respinto l'obiezione del procuratore capo e ha inviato la causa alla Dodicesima Corte dei crimini aggravati di Istanbul, che in passato aveva dato l’assoluzione. Il caso di Pinar Selek verrà quindi ancora una volta riesaminato, il prossimo 9 febbraio 2011: stavolta per lei è stato chiesto il carcere a vita. Se ancora una volta Pinar sarà assolta, il procedimento la vedrà di nuovo davanti alla Corte di Cassazione.

Nel 2001 è stata fra le fondatrici della Cooperativa di donne Amargi, ha organizzato incontri a Diyarbakır, Istanbul, Batman e Konya. Più di 2000 persone, fra cui figure intellettuali note come Orhan Pamuk e YaÅŸar Kemal, scrittori, registi di cinema e teatro, giornalisti, avvocati, attivisti, accademici, e, ovviamente molte donne, hanno dichiarato la propria solidarietà a Pınar Selek affermando: “Siamo testimoni dell’atteggiamento di Pinar Selek contro la violenza”.

Lunedì 24 gennaio, una conferenza stampa sarà organizzata a Istanbul presso l’Hotel Hilton, alla quale prenderà parte anche la eurodeputata francese dei verdi, Hélène Flautre, co-presidente della Commissione parlamentare per le relazioni UE-Turchia.

Contro l’ accanimento politico e giudiziario che per anni l’ha accusata di essere una “terrorista” ancora una volta si schiera la cooperativa di donne turche Amargi, che sta diffondendo un appello per mostrare solidarietà a Pinar Selek, chiedere che vi sia una partecipazione della società civile all’udienza del 9, o che siano inviati comitati di osservazione e dichiarazioni di sostegno politico da parte di gruppi, associazioni, comitati. (red Nena News)

La petizione per sostenere la campagna “A fianco di Pinar Selek” può essere sottoscritta sul sito:

http://www.ps-signup.de/

Per maggiori informazioni e/o per qualsiasi proposta di sostegno a Pinar Selek si prega di

contattare: solidarietapinarselek.italia@gmail.com - (comitato di solidarietà con Pinar Selek, Italia)

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