il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

Belvest. Ci risiamo! Sono sempre i soliti a pagare

55 operaie licenziate dalla fabbrica tessile di Piazzola sul Brenta (Padova)

(17 Dicembre 2003)

Nonostante i consistenti regali che il governo Berlusconi ha fatto e continua a fare ai padroni: la deregolamentazione selvaggia del mercato del lavoro attraverso la legge 30 e il libro bianco, la speculazione sull’ulteriore taglio delle pensioni, il taglio dello stato sociale, l’imposizione di ticket sempre più onerosi sulla sanità a lavoratori e pensionati, le fabbriche continuano a chiudere.

Nel padovano il settore tessile negli ultimi mesi ha visto la chiusura di numerose aziende (Nicol Moda, Elena Rossi Tricot, Blu Project e Gam). Infine il 5 dicembre ha chiuso la Osval di Limena e 46 operaie si trovano oggi per strada, senza salari e con il concreto pericolo di perdere oltre alle mensilità di ottobre, novembre la tredicesima e anche il TFR.
A livello nazionale la delocalizzazione della produzione del gruppo Marzotto continua a mietere posti di lavoro: dopo la chiusura di Manerbio (271 lavoratori), il ridimensionamento di Valdagno (100 lavoratori) oggi tocca alla Marlane di Praia a Mare che butta in mezzo alla strada 191 lavoratori.

Anche alla Belvest di Piazzola sul Brenta i licenziamenti avvengono in nome della produttività e delle flessibilità, e i lavoratori, dopo aver contribuito per anni e con stipendi da fame all’arricchimento dei padroni, vengono trattati come qualsiasi altra merce non più competitiva e quindi gettati per strada.

Questo stato di cose avviene in un settore come quello tessile per responsabilità precise delle politiche concertative sindacali che in nome del “sistema moda” hanno inserito la flessibilità nel CCNL da oltre 15 anni e nell’ultimo rinnovo contrattuale hanno concordato con il padronato anche la ”flessibilità tempestiva” motivandola con un’ulteriore urgenza delle commesse.

Nel frattempo nei luoghi di lavoro si arretra sia dal punto di vista normativo che salariale. Tutto questo però non basta ai padroni

Come Progetto Comunista – sinistra prc dell’alta padovana riteniamo che non sia affatto “dignitoso” un accordo che prevede il licenziamento di 55 lavoratori!

Esuberi in un’azienda che da una parte denuncia un presunto stato di crisi, mentre dall’altra
- apre a Milano, nel “quadrilatero della moda”, uno show room di 200 mq
- promuove in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova un corso per formare figure professionali per il settore moda
- organizza stage in azienda in cui questi futuri lavoratori prestano il loro lavoro a costo zero

NO ALLA MASSIMIZZAZIONE DEI PROFITTI
SI A UNA REDISTRIBUZIONE EQUA DI SALARI E ORARI
SOLIDARIETÀ ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI DELLA BELVELST

Progetto Comunista
Sinistra del PRC – Alta padovana

7336