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Autoferrotranvieri: sciopero riuscito

(19 Dicembre 2003)

La riuscita dello sciopero di ieri - 24 ore su tutto il territorio nazionale - è stata di dimensioni tali da impedire persino al governo di minimizzarne la portata. Il blocco dei mezzi pubblici e delle metropolitane è stato totale in molte città, e comunque superiore al 90% quasi dappertutto (con l'eccezione di Milano). Numerose anche le infrazioni alle "fasce protette" (tre ore alla mattina e tre al pomeriggio), segno che l'esempio milanese del 1 dicembre era solo la punta dell'iceberg dell'esasperazione della categoria.

A Torino e Brescia nemmeno la precettazione, disposta dai prefetti per la seconda fascia, ha impedito che molti mezzi restassero nei depositi. Nel capoluogo piemontese, tra le 6 e le 9, nessun autobus era in circolazione, e neppure nel circuito extraurbano. C'è voluta una lunga trattativa condotta direttamente dalle forze dell'ordine per convincere un centinaio di autisti - su 800 - a uscire per un paio d'ore. La precettazione disposta per il pomeriggio ha incontrato comunque il netto rifiuto di almeno 200 autisti o l'impossibilità di uscire a causa di un blocco effettuato da un gruppo di manifestanti. La Cub, confederazione dei sindacati di base, appoggia in pieno le forme di protesta meno "rispettose delle regole", considerandole "giuste e legittime", perché gli autoferrotranvieri "lottano con l'unico mezzo che hanno a disposizione: lo sciopero". Al sud, però, c'è stato anche un massiccio aumento dei casi di malattia (fino al 50% in Puglia e in alcune città calabresi); su questo modo di bloccare il servizio senza pagare nulla (la giornata di sciopero incide negativamente sulla busta paga) storcono però il naso tutti i sindacalisti "veri" (sia tra i confederali che tra quelli si base).

La Commissione, con il presidente Martone, ha annunciato l'avvio di una "procedura di valutazione" dei casi di Torino e Brescia. Di fatto governo ed enti locali si sono mossi per risolvere il problema solo dopo la fuoriuscita delle lotte dai binari delle regole esistenti.

A Napoli, "no global" manifestano con gli autoferrotranvieri: "Vi siamo grati perché con il vostro blocco questo sciopero non è stato inefficace". M. tranviere da 15 anni è soddisfatto nel vedere il gruppo no global fare muro davanti al deposito dell'Anm di via Nazionale delle Puglie, uno dei più grandi di Napoli dopo quello di Cavalleggeri D'Aosta. E' l'alba e fa freddo, ma gli autisti sono confortati da quei giovani che hanno deciso di sostenere le ragioni di chi non si vede rinnovare il contratto da due anni e glielo fanno capire come possono. Caffè e cornetti vengono distribuiti, insieme a strette di mano e sorrisi. E' stato bloccato il cancello principale così 219 dei 220 pullman pur messi in moto dagli autisti non sono potuti uscire in strada fino alle 7.30. Un imprevisto che ha dato valore aggiunto al blocco: alle 8.30 gli autobus sono tutti tornati alla base. I disobbedienti nel pomeriggio hanno replicato l'iniziativa. Alle cinque, infatti, puntuali per la seconda fascia protetta si sono ritrovati davanti al deposito di Capodimonte. Qui però la polizia non ha lasciato fare e ha richiesto i nominativi dei lavoratori perché fiancheggiatori dei "sovversivi", poi con una piccola carica ha disperso i manifestanti che sono riusciti comunque a bloccare gli autobus per una mezz'ora. Secondo i dati forniti dai sindacati lo sciopero nel napoletano ha avuto un'adesione pressoché totale, ma anche dall'Anm hanno riferito di un 94,1% di mezzi fermi nei depositi.

16 dicembre 2003

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