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"Eccoci": perché una nuova aggregazione di sinistra in Cgil

lettera pubblicata da Liberazione

(19 Dicembre 2003)

Caro Alessandro, riteniamo importante informare te e "Liberazione" che abbiamo avviato la costituzione di una nuova aggregazione di sinistra in Cgil. Il progetto politico è stato formalizzato alla Segreteria ed ai componenti il Direttivo nazionale della Cgil. Il nome che proponiamo per l'aggregazione è "Eccoci", che richiama il titolo con cui "l'Unità", a metà degli anni Ottanta, salutava in prima pagina la ripresa delle lotte del movimento dei lavoratori.

Per comprendere meglio le motivazioni di partenza di questa nostra scelta politica è utile richiamare brevemente la fase in cui abbiamo prodotto collettivamente la "rottura politica" e quindi la "scissione" con l'Area post congressuale di "Lavoro Società", nel giugno 2002. La rottura è stata allora sul pluralismo interno, in quanto fu tradito lo spirito unitario con il quale andammo al congresso della Cgil, a Rimini, come Aggregazione ampia e plurale della sinistra. Dopo il Congresso quasi tutta la sinistra che si richiamava al documento alternativo si è costituita nell'Area di Lavoro Società. L'Area dei comunisti, che era parte integrante e fondante della Aggregazione ampia e plurale del congresso, è stata penalizzata e mortificata, attraverso una conta interna, nella composizione dei gruppi dirigenti che "Lavoro Società" si accingeva ad effettuare.

Nell'anno trascorso, la rottura si è approfondita anche nei contenuti. Noi, con molti altri compagni e compagne delle strutture di base, dei luoghi di lavoro e dei pensionati, continuiamo a riconoscerci nella linea tracciata in quello che era il documento alternativo al congresso di Rimini. "Lavoro Società", invece, nella sostanza non esprime più nessuna posizione di sinistra in Cgil. Infatti i contenuti del documento alternativo, pur avendo trovato una sintesi nel documento unitario uscito dal Congresso, non vivono e non vengono esplicitati nella attuale politica della Confederazione, nelle piattaforme contrattuali e nei contratti di categoria, nella pratica sindacale.

Nel documento che abbiamo prodotto, denunciamo i guasti prodotti dalla globalizzazione liberista che ha accresciuto povertà, alienazione, sfruttamento del lavoro ed ha prodotto ricchezza spropositata per pochi. Nella nostra analisi proponiamo come alternativa un modello multipolare che si integri con un nuovo modello di sviluppo e in cui la democrazia e la solidarietà prevalgano sull'egoismo di pochi, cominciando da subito con una giusta politica d'accoglienza degli immigrati (contro la Bossi-Fini) per l'ampliamento e l'estensione dei diritti.

Tutto ciò necessita della messa in campo di un nuovo grande progetto, capace di prefigurare sul versante politico un'ipotesi di trasformazione globale e di sconfitta del modello neoliberista, e di rispondere, sul versante sociale, alle aggravate condizioni delle classi subalterne a partire dalla questione salariale.

La Cgil in questi ultimi due anni ha riposizionato il proprio ruolo, caratterizzandosi sui temi di carattere generale contro la guerra, per i diritti, per la difesa dello stato sociale ecc. Oggi bisogna arricchire questo riposizionamento con una innovata scelta politica, con un progetto e una piattaforma. La giusta posizione della Fiom che avanzava proposte innovative tendenti a superare la concertazione è rimasta totalmente isolata all'interno della Confederazione. Nemmeno forze critiche come "Lavoro Società" hanno saputo costruire una mobilitazione e una lotta in grado di allargare il fronte aperto dalla Fiom. In molte piattaforme e rinnovi contrattuali constatiamo anzi che ci si è mossi in direzione opposta.

Riteniamo che nella Cgil la lotta alla precarizzazione, la redistribuzione salariale e sociale delle risorse, l'intervento programmato nell'economia da parte dello Stato debbano diventare questioni prioritarie. Così come la riduzione dei tempi di lavoro e la difesa della salute.

Intendiamo rivendicare, con la scelta politica annunciata nel documento, un reale progetto di rinnovamento e di svolta delle politiche della Cgil che si avvia ad essere il sindacato del nuovo secolo. Proponiamo un sindacato autonomo contro le politiche subalterne della concertazione. Vogliamo realizzare un sindacato democratico e partecipato, in cui siano affermati i diritti individuali e collettivi. Ci opponiamo fermamente alla legge 30 e ci battiamo per un lavoro stabile e tutelato, per la difesa vera dei redditi, per aumenti salariali rispondenti al costo della vita, siamo contro un sistema fiscale iniquo. Intendiamo ribadire il nostro no alla controriforma delle pensioni e rivendichiamo un innovato stato sociale. Intendiamo adoperarci per la crescita del movimento contro la globalizzazione liberista.

Per raggiungere questi obiettivi occorre sviluppare il pluralismo, la democrazia e l'autonomia, e raggiungere l'unità interna alla Confederazione sul merito dei contenuti superando la logica dei "patti di gestione" fra aree.

Con la presentazione del documento è stata avviata, nei fatti, la fase costituente. Il documento è aperto al contributo di tutti gli interessati. Intendiamo raccogliere adesioni a partire dai luoghi di lavoro, dalle Rsu e dalle Leghe dei pensionati. Una volta raccolte le adesioni e i contributi politici al progetto, proponiamo di fare una assemblea nazionale di presentazione pubblica con la stampa, a partire dal nostro giornale "Liberazione", nei locali della Cgil Nazionale.

Ferruccio Danini, Carlo Baldini Direttivo nazionale Cgil

Fonte

  • da Liberazione del 17/12

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