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Primo Maggio

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(1 Maggio 2009) Enzo Apicella

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(Diritti sindacali)

I padroni delle conce vogliono il Modello Marchionne.

(9 Marzo 2011)

Non sono serviti cassa integrazione e contratti di solidarietà, non è servita la flessibilità oraria o i contratti nazionali al ribasso con aumenti irrisori e sostanziale perdita di diritti.

Ora gli industriali della concia vogliono di più, non si accontentano degli aiuti pubblici per scaricare sulla collettività i costi di depurazione come il TUBONE da €200 milioni.

Prima ancora della scadenza naturale del contratto, le associazioni padronali hanno manifestato le loro intenzioni, ossia applicazione del
"modello marchionne" al settore conciario, annullamento del contratto nazionale.

Hanno iniziato dal nord est, con il sostegno della Lega e del pdl , dove è partita la campagna degli industriali . A tal riguardo citiamo una dichiarazione inequivocabile proveniente dall'unione industriali di Vicenza
"Il mondo è cambiato, non possiamo stare fermi ad una discussione che ricalca i riti e le liturgie degli anni '70. Bisogna avere il coraggio di mettersi in discussione, porsi nella logica del dare per ricevere. I sindacati minacciano lo sciopero e scioperare è un loro diritto ma non si risolvono così i problemi. C'è bisogno di elasticità, di muoversi a seconda di quanto richiede il mercato, non di rimanere arroccati nelleproprie posizioni. Il sistema delle relazioni sindacali va ripensato. Fiat docet"

Il contratto nazionale è scaduto dal 31 Ottobre 2010,e riguarda oltre 30mila addetti (terzisti e accessoristi a cui si applica il contratto nazionale inclusi). Le trattative si sono interrotte lo scorso 12 gennaio, visto che l'unione nazionale industria conciaria pretende l'assenso sindacale su aumenti salariali irrisori , sulla flessibilità e sul mancato pagamento dei primi giorni di malattia, su minori permessi per gli ultimi assunti, condizioni essenziali a detta loro "per sbloccare la situazione".

Cgil Cisl Uil piuttosto che scioperare e bloccare la produzione, si appellano ai sindaci della zona del cuoio che a loro volta fungeranno da pompieri.

A rimetterci sono i lavoratori della concia sui quali incombe il modello Marchionne. In questa situazione, poi, non è escluso che gli enti locali offrano sgravi fiscali e nuovi investimenti antinquinamento sostituendosi nella adozione di tali misure agli industriali che privatizzano i profitti e poi socializzano perdite e costi sociali. Se la merce di scambio è il modello Marchionne, sarà bene seguire l'esempio della fiom , ossia non firmare il contratto nazionale. Ma la cgil dei chimici arriverà a tanto? A vedere il recente passato sembrerebbe proprio di no e a rimetterci saranno i lavoratori senza diritti e senza aumenti e i cittadini sui quali scaricheranno i costi degli interventi antinquinamento

Confederazione Cobas Pontedera e zona del Cuoio

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