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Parlamento Europeo: esponenti della “Sinistra Europea” insieme alla destra votano per la “no fly zone” in Libia

(13 Marzo 2011)

Il 10/03/2011 il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione sul vicinato medio-orientale ed in particolare sulla Libia nella quale si chiede, tra le altre cose, la costituzione della “no-fly zone”. Tra le forze di sinistra che compongono il GUE/NGL ( il gruppo al parlamento europeo ) il dibattito è stato acceso ed ha portato ad un posizionamento differente dei vari membri nella votazione.

I parlamentari eletti nelle fila del KKE greco e del PCP portoghese, nonché qualche membro eletto in Germania con la “Linke” (che su una questione del genere va verso una spaccatura interna), i deputati ciprioti, il deputato spagnolo di"Izquierda unida" e quelli olandesi del partito socialista, hanno votato contro questa risoluzione. Un fatto importante che testimonia della tenuta di un fronte anti-imperialista anche in Europa, composto da partiti, in particolare quelli comunisti, che da anni porta avanti almeno in alcuni paesi una forte e decisa battaglia contro le scelte imperialiste dell'Unione Europea

Il fatto di maggior rilievo, però, è che Bisky, figura di spicco della “Sinistra Europea” e della Linke abbia votato a favore della risoluzione. Ma ancor più grave è che il deputato tedesco non si è ritrovato da solo: in suo soccorso si sono aggiunti anche i deputati portoghesi eletti nelle fila del "Bloco de esquerda" e alcuni deputati francesi del Front de Gauche e del PCF (il PCF è attualmente presidente della “Sinistra europea”, e il “Bloco de esquerda” vicepresidente)

Ora, sebbene i partiti comunisti del nostro paese non abbiano una rappresentanza nel parlamento europeo sono comunque forti (e in un certo senso privilegiati) i legami di una certa parte della sinistra “radicale” con la “Linke” e rilevante è il ruolo che Rifondazione Comunista ha dentro il Partito della sinistra europea, in quanto membro a pieno titolo di questa organizzazione sovranazionale.

Per questa ragione, sulla gravità di quanto è avvenuto al Parlamento Europeo, il gruppo dirigente di Rifondazione non può sottrarsi all'obbligo di esprimere il suo giudizio, che ci auguriamo di netta condanna. Non possiamo pensare che i compagni di Rifondazione possano perseverare nella costruzione di un progetto, quello della Sinistra Europea, che assume sempre più un carattere strategico, senza che la linea di politica estera sia discussa e condivisa dalle forze che lo compongono. A meno che non concordino anche loro con le aberranti posizioni assunte da Bisky e gli altri deputati che lo hanno seguito, che non hanno certo un ruolo di secondo piano nella SE. Non vogliamo neppure pensarlo.

Non è forse allora più coerente la posizione di quei partiti comunisti, come quello greco e quello portoghese, che stanno fuori dalla “Sinistra Europea”, che in alcuni casi la criticano aspramente, ma che portano avanti coerentemente una battaglia contro le varie forme di politica imperialista, sia essa americana o europea?

I legami a livello europeo (e mondiale) per i comunisti devono essere costruiti sul terreno della coerenza anti-imperialista e non con chi vota sulla politica estera, e addirittura a favore di misure di guerra, allo stesso modo dei partiti socialdemocratici, popolari e liberali europei. Chi intende continuare a definirsi comunista non può farsi scavalcare a sinistra da Cofferati (che ha votato contro la risoluzione). Rifondazione deve sciogliere questo nodo. Ci aspettiamo parole chiare.

Franco Tomassoni (Ernesto Online del 11/03/2011)

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