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Piano Sarkozy

Piano Sarkozy

(25 Agosto 2011) Enzo Apicella
Sarkozy esterna il suo piano per il dopo-Gheddafi, rivendicando per la Francia un ruolo più importante nella rapina delle materie prime libiche

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L'Occidente attacca la Libia. Ora non si tratta più di un fatto interno

(18 Marzo 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in medioevosociale-pietro.blogspot.com

Come volevasi dimostrare. Non riuscendo i secessionisti a vincere il confronto armato, alla vigilia della loro sconfitta, mentre le forze lealiste sono alle porte di Bengasi interviene la risoluzione dell'ONU che autorizza l'intervento aereo ed i bombardamenti su Tripoli per ribaltare la situazione sul campo a loro favore. I ribelli, che nessuno conosce ma che tutta la stampa mondiale identifica come campioni purissimi di democrazia, .nonostante fossero armati fino ai denti ed alimentati da continui rifornimenti attraverso l'Egitto non sono riusciti a vincere in campo aperto contro Gheddafi.

La risoluzione dell'ONU non è stata approvata dalla Germania, dall'India, dal Brasile, dalla Russia e della Cina che tuttavia non hanno avuto il coraggio di mettere il veto o di votare contro.Ma si tratta di Stati che rappresentano molta parte della popolazione mondiale. Purtroppo, l'Onu è diventato l'Ufficio Distaccato, una sorta di Protocollo della Legalità che gli USA pretendono per "impupare" le loro aggressioni militari. La maggioranza dei soci dell'ONU si adegua perchè teme di essere iscritta nella lista dei cattivi, degli Stati Canaglia,. Mi meraviglia che la Germania di Angela Merkel abbia sfidato la permalosità e la sospettosità degli USA.

La Francia è tra le più focose e pronte alla aggressione. Precede l'Inghilterra in una gara a c hi fa primo ad inviare i bombardieri. Naturalmente l'obiettivo è sostituirsi all'Italia ed all'Eni nel commercio del petrolio libico.

La pace del mediterraneo è in pericolo ma questo non interessa gli USA che a quanto pare trovano naturale tenere intere regioni del mondo in stato di guerra. Dopo l'Iraq, l'Afghanistan, il Pakistan, la Somalia, ora anche la Libia deve regredire allo stato di territorio di guerra con tutto ciò che questo significa.

Naturalmente la posta in gioco di questa aggressione è sempre il petrolio ed il gas e la rapina già avvenuta dei fondi sovrani della Libia. Disgraziati i popoli che posseggono il petrolio. O lo consegnano subito alle Sette Sorelle o vedranno l'Apocalissi.

Si tenterà di uccidere Gheddafi e la sua famiglia con un bombardamento come fece Reagan nel 1986. Credo che la Libia conoscerà una nuova tragedia coloniale. A quanto pare la parentesi di libertà e di autonomia che ha goduto per quaranta anni, parentesi di prosperità e di crescita, diventerà presto un ricordo del passato. L'aspetta quanto è accaduto a Bagdad ed a Kabul. Finalmente gli USA potranno installlare le loro basi militari in Libia e controllare dal Sud l'Europa.

Pietro Ancona

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