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150° anniversario dell'unità d'Italia

150° anniversario dell'unità d'Italia

(19 Febbraio 2011) Enzo Apicella
Si festeggia tra le polemiche il 150° anniversario dell'unità dell'Italia

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Eran trecento, eran giovani e forti.

O Dell’"Educazione sentimentale" al Risorgimento.

(20 Marzo 2011)

…”Me ne andavo al mattino a spigolare
Quando ho visto una barca in mezzo al mare;
Era una barca che andava a vapore
E issava una bandiera tricolore…”


Questi alcuni dei versi più toccanti della Spigolatrice di Sapri, opera maggiormente conosciuta dell’altrimenti oscuro letterato e patriota italiano Luigi Mercantini, scritta nel 1857, anno che vide la tragica conclusione dell’Impresa di Carlo Pisacane, al cui sacrificio l’autore volle ispirarsi.

Per meglio apprezzare queste brevi note, sarebbe del massimo interesse che chi legge interroghi in proposito alcuni italiani e italiane che abbiano fatto le elementari del periodo 1922-1943; chi scrive ha iniziato l’interessante esperimento con i propri genitori, proseguendo poi la ricerca informale con altri soggetti ultrasettantenni.

Ebbene, i versi suddetti son ancora oggi ben impressi nella memoria dei vecchi scolari dell’Italia Littoria. La spigolatrice aveva un ruolo centrale nei programmi ministeriali del Ventennio, stante il conclamato e vibrante patriottismo del componimento in questione; i bambini la “mandavano a memoria” ,assieme a La Sagra di Giarabub , il Giuramento dell’Avanguardista ed altre amenità in camicia nera.

…”Avevo quattordici anni, ero studente, e un giorno il comando fascista del mio paese organizzò una gita obbligatoria in bicicletta all’aeroporto di Ghedi.Studenti e operai, ragazzi e ragazze si trovarono così insieme, a dividere una giornata con gli aviatori. Ci fecero vedere e visitare i famosi trimotori “gobba di bisonte”, gli ufficiali furono molto gentili con noi, si mangiò pane e salame, si bevve vino, si cantò. L’anno dopo quei trimotori , agli ordini di Badoglio e Graziani, buttavano sugli inermi abissini barili d’iprite e gas soffocanti”. Mario Lodi, Scuola e Caserma, 1973

…”Sceser con l’armi , e a noi non fecer guerra / ma s’inchinaron a baciar la terra…”

Nella sua opera di distorsione della storia del Risorgimento ai propri fini ,il Fascismo non esitò ,dunque , ad impadronirsi della figura del Pisacane; di cui si volle tacere ,.tra l’altro, la formazione di rivoluzionario, l’adesione alle tesi insurrezionaliste di un Proudhon o di un Herzen, che fanno dell’Eroe di Sapri una delle figure più interessanti, nelle sue contraddizioni, ed uno degli esponenti più rappresentativi di quelle componenti radicali del Risorgimento italiano, il cui destino fu segnato da un processo di rimozione già pesantemente all’opera all’indomani dell’Unità d’Italia. Lo sfortunato rivoluzionario, fu trasformato in antesignano dell’Italia in armi, i suoi Trecento Giovani e Forti, in precursori dei due milioni di baionette.

“A Francesco Cirio va un altro grande merito: con la conservazione degli alimenti egli ha aiutato l’umanità nella lotta contro la fame”…”Che mestiere fa la mamma? Fa solo la mamma”…”L’Italia giunta ultima chiese anch’essa qualche pezzo di terra africana. Le toccarono le terre peggiori e dovette pagarle a caro prezzo con il sangue dei suoi figli”…”Sorse il Partito Fascista, con il compito di rendere la Patria ordinata e disciplinata all’interno, forte e rispetta nel mondo”…da una ricerca sui libri di testo in uso nelle scuole elementari italiane nel 1969, ancora da Mario Lodi, Cominciamo dal Bambino, 1977

In compenso, i bambini dell’Italia del dopoguerra, continuavano a “mandare a memoria” La spigolatrice; ripetendone i versi come una formula magica, sbirciando dalla finestra un paesaggio di cantieri e ricostruzioni, sotto l’occhio benevolo e severo di maestre e provveditori agli Studi della Repubblica Democratica fondata sul lavoro.

…“Dicono che le classi differenziate servono ad aiutare i bambini poveri che nelle loro case non imparano quello che imparano i “figli di papà”.Questo è un trucco per ribadire l’esistenza inamovibile dei privilegiati e dei diseredati .C’è un mezzo molto più logico per eliminare le diseguaglianze culturali: eliminare il privilegio e quindi la povertà.”… Collettivo di intervento Primavalle.Servizio Civile,. Roma.1971

Al pari di tutti i piccoli proletari, anche i bimbi capaci di recitare di un fiato La spigolatrice vivevano nelle scuole l’incubo di essere rinchiusi nei ghetti delle Classi differenziali, interessante emanazione della Madre Patria; dopotutto ,anche in quei brutti posti, il Tricolore non mancava mai..Oltre un decennio di battaglie culturali e lotte politiche condotte da militanti,insegnanti, educatori, genitori, ottennero il risultato di portare Democrazia nella scuola.

...”Ad uno ad uno li guardai nel viso / tutti avevano una lacrima e un sorriso “…

E La spigolatrice fu ancora recitata; ma ,finalmente, la maestra spiegava , invitando i piccoli ad interrogarsi su Carlo Pisacane, così come su Pablo Neruda , Antonio Gramsci ed il giornale quotidiano. Il Tricolore sembrava mondato delle tracce delle molte manomissioni di generazioni di funzionari e docenti , espressioni tristi di un triste passato di autoritarismo ed educazione alla sudditanza.

Ma ogni conquista esige i suoi sacrifici e i suoi sacrificati; e così, i giovanissimi scolari, i futuri cittadini di una Democrazia Realizzata ebbero Ho chi min accanto a Pascoli e Carducci nelle loro voluminose Antologie di Letteratura. Videro la Resistenza ascendere maestosa i gradini della Storia Ufficiale e sedersi accanto al Risorgimento. Ascoltarono parole di Unità , e di Antifascismo. Ma le finestre delle loro aule, in certi freddi giorni dell’inverno 1977, rimasero sbarrate, e non solo ai rigori invernali.

Nei commenti agli articoli dei quotidiani, insegnanti generosamente democratiche si sforzarono di mostrare ai bimbi come uomini in divisa fossero costretti a salvare la Democrazia da altri ,combattendoli nelle piazze …e l’uomo dal volto abraso dalla Storia non fu più Carlo Pisacane, ma Francesco Lo russo…

“…O mia sorella, vado a morir per la mia Patria bella…”

Ciò che fu in seguito, trasformò per sempre testi contesti; i finestroni delle aule scolastiche in periferia , mostrarono file di cellulari a sirene spiegate. Sempre più stanchi e distratti i commenti di maestri e professori “…Terroristi…”. Ancor più distratti e stanchi gli accenni a Resistenze, Secondi o Terzi Risorgimenti, Democrazia, ridotti a formule recitate con il tono monocorde della Spigolatrice d’anteguerra.

…”Li disser ladri usciti dalle tane / ma non portaron via neppure un pane”…

Il nome Carlo Pisacane, in compenso, si legò recentemente alla vicenda esemplare della Scuola Elementare omonima, quartiere Torpignattara, Roma. In seguito a proteste di un gruppo di genitori che vedevano i propri figliuoli “discriminati in quanto italiani”, balzò alle cronache nazionali il caso dell’istituto con la maggiore concentrazione di figli di immigrati da paesi extra-europei; scandalo, sdegno e fiammata di patriottismo negli esponenti delle Istituzioni, proposta di introdurre il “numero chiuso”, cioè, la quota-stranieri: con il risultato, per i piccoli malcapitati ed i loro genitori, di doversi sobbarcare chilometri ogni mattina per raggiungere la scuola “autorizzata” più vicina. E chissà se avranno il tempo per imparare La spigolatrice

...”Io non vedeva più fra mezzo a loro / quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro”…

Leonardo Donghi

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