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Libia. Il silenzio della voce del padrone

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(5 Ottobre 2011) Enzo Apicella

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Pioggia di fuoco e uranio impoverito sulla Libia. A La Russa e Bersani non basta. Napolitano benedice la guerra

(20 Marzo 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

Pioggia di fuoco e uranio impoverito sulla Libia. A La Russa e Bersani non basta. Napolitano benedice la guerra

foto: www.radiocittaperta.it

20-03-2011/15:02 --- "Rivediamo le immagini del lancio del missile Tomahawk dalla nave americana, sono molto belle...”. E’ mezzanotte, almeno 110 missili hanno già centrato altrettanti obiettivi in diverse località della Libia, senza contare i bombardamenti dal cielo. Rainews ha confermato che uno degli attacchi delle forze armate dei paesi che hanno appena scatenato l’ultima guerra del secolo ha centrato un ospedale a pochi chilometri dalla capitale libica Tripoli. Ma alla giornalista di Rai News 24 brillano gli occhi, è eccitata. Ripete: ‘Rivediamo le immagini del lancio del missile Tomahawk dalla nave americana, sono molto belle...”. E poi, al corrispondente della rete Rai in Libia augura una ‘buona notte’. Ma poi, ridacchiando, aggiunge: “Certo si annuncia una notte movimentata da quelle parti…”. Agghiacciante. Come il nome che gli americani hanno dato all’ultima strage che il suo esercito ha scatenato: ‘Odissea all’alba’. Che strana abitudine quella di appioppare nomi evocativi, eroici quando non addirittura romantici alle mattanze provocate dai Cruise e dai Bombardieri. Non l’ha notato nessuno, ma noi ci siamo chiesti: come mai un attacco militare partito alle 18 del pomeriggio è stata associata all’alba? Forse perché i comandi militari di Washington avevano deciso di scatenare la loro tempesta di fuoco all’alba di oggi. Ma i francesi hanno tirato un brutto tiro a Obama. Dopo aver impedito che l’assalto alla Libia avesse le insegne della Nato, Sarkozy non ha neanche aspettato che il vertice di Parigi si chiudesse per dare ordine ai suoi caccia di dare inizio all’operazione militare, seguiti da quelli italiani specializzati nel contrasto ai radar e quindi preziosi. Che poi il governo Berlusconi abbia smentito il coinvolgimento dei velivoli tricolore poco importa, la notizia ieri era stata ribattuta in tutto il mondo da decine di media e agenzie di stampa. E così l’attacco che doveva partire all’alba è iniziato ben prima, quando a Tripoli ancora non era calata la sera. Ma il nome dell’ultima guerra ‘umanitaria’ è rimasto quello originale. Oggi il ministro della guerra La Russa, euforico e voglioso di emozioni belliche, ha annunciato: “Gli otto aerei italiani messi a disposizione dall'Italia per le operazioni in Libia si aggiungono agli altri assetti forniti da tutte le altre nazioni che partecipano e da oggi compiranno le loro azioni sotto un unico comando, che è a Napoli”. Il presidente Napolitano sostiene lo sforzo bellico e invita a ‘non cedere alle paure’, il leader del PD Bersani critica il governo Berlusconi per il basso profilo assunto finora nella guerra. L’unico che esprime i suoi dubbi è un Umberto Bossi che sembra parlare per bocca di una Germania scettica sulla nuova operazione militare.

Poche le immagini delle distruzioni provocate dai missili sparati da sottomarini, navi e portaerei o sganciate dall’alto dai bombardieri. Non è bello far vedere gli effetti dei bombardamenti sulla popolazione libica, almeno non ora. E infatti anche i quotidiani nei loro titoli parlano di ‘guerra contro Gheddafi’. Sono almeno 5 i quotidiani che questa mattina hanno aperto con questa formula neutra. Come se le bombe non cadessero sulla testa dei libici ma prendessero di mira esclusivamente il dittatore... Finora i morti, denunciati dalle autorità sanitarie libiche, sono almeno 60. Rai News 24 dà la notizia senza grande enfasi. La giornalista chiama le vittime dei bombardamenti ‘i fedeli di Gheddafi’...

Intanto alcuni scienziati italiani consultati tra ieri e stamane dalla redazione di Contropiano lanciano l’allarme: i missili Tomahawk lanciati contro la Libia contengono, come ripetutamente dimostrato da numerosi studi scientifici, grandi quantità di uranio impoverito. Dunque al di là dei danni immediati provocati dai bombardamenti, i 7 paesi della cosiddetta ‘coalizione occidentale’ (si sono nel frattempo aggiunti Spagna e Danimarca) stanno spargendo sulla Libia sostanze radioattive che compromettono gravemente il futuro della popolazione locale, esponendola ad un aumento epsponenziale di malattie tumorali e non. Si avvelena dunque il futuro di quella popolazione civile che - a parole, nelle dichiarazioni o nelle risoluzioni Onu - su afferma di voler "proteggere".

E chi afferma che gli attacchi aerei non preludono ad un intervento di terra – che scatenerebbe una guerra ancora più cruenta – viene smentito da alcune notizie che parlano di commandos occidentali in azione da settimane nell’est della Libia. Centinaia di soldati delle forze speciali britanniche Sas sarebbero in azione da almeno tre settimane in Libia al fianco dei gruppi ribelli, ha affermato infatti oggi il quotidiano Sunday Mirror. Ufficialmente due unità di forze speciali soprannominate "Smash" avrebbero dato la caccia ai sistemi di lancio di missili terra aria di Muammar Gheddafi (i Sam 5 di fabbricazione russa) in grado di colpire bersagli attraverso il Mediterraneo con una gittata di quasi 400 chilometri. La guerra è cominciata. La no fly zone è durata poco. Giusto il tempo di farsi dare l’ok dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU... Con buona pace di Niki Vendola che nei giorni scorsi aveva provato a spiegare ai suoi discepoli che mentre la No Fly Zone era cosa buona e giusta la guerra no, non si deve fare...

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

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