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NO a qualsiasi intervento neo-colonialista in Libia.

Sarkozy, Bernard Henry-Levy, Obama, Cameron, giù le mani!

(23 Marzo 2011)

E' impossibile idealizzare Gheddafi, la cui politica fluttuante ha oscillato tra l'anti-imperialismo incoerente e, in seguito al collasso dell'Unione Sovietica, un riallineamento neanche mascherato, alle politiche occidentali. Il PRCF ha ripetutamente espresso la sua analisi e le sue posizioni sulla crisi in Libia. Ma oggi, la questione che si pone è quella di impedire la smarcata ricolonizzazione della Libia con il pretesto dell'intervento umanitario e di impedire che l'imperialismo riprenda il controllo della Tunisia, che la rivoluzione di gennaio gli ha fatto perdere, e condannare categoricamente gli attacchi decisi da Sarkozy, la cui politica liberticida e xenofoba nella stessa Francia, lo dequalifica a parlare di "diritti umani".
Ricordiamo anche che Bernard-Henri Lévy, e Sarkozy non hanno mai sostenuto la "no fly zone" o gli "attacchi mirati" e "umanitari" quando l'esercito israeliano ha strangolato e bombardato Gaza in modo criminale. Ricordiamo che questi stessi personaggi rimangono di pietra, quando i servi dei dirigenti schiavisti di Ryad, alleati strategici di Washington e compari dell'integralismo internazionale, massacrano il popolo del Bahrein o quello dello Yemen. Contare sull'imperialismo per "liberare la Libia", come fa la socialdemocrazia, seguita dal "verde Cohn-Bendit" è un po' come chiedere ad un pedofilo di ristabilire l'ordine in una scuola materna!

E' davvero triste che la Cina, che dispone del diritto di veto presso il Consiglio di Sicurezza, e che è essa stessa, in ultima analisi, nel mirino dell'imperialismo degli Stati Uniti, non abbia utilizzato il suo diritto in tali gravi circostanze in cui l'indipendenza della Libia è apertamente violata.

Sul piano nazionale francese, è deplorevole che il partito "socialista", fedele alla sua vergognosa tradizione imperialista che data dal 1914, sostenga gli attacchi francesi, nel momento in cui perfino Sarkozy auspica che la nuova "santa unione" realizzata, in Parlamento, intorno alla sua politica guerrafondaia, rimetta in sella il suo sporco regime delegittimato dalle lotte sociali dell'autunno. E' deplorevole che Mélenchon, che a volte suona le sirene della "sinistra radicale", sostenga gli attacchi reputandoli peraltro solo troppo tardivi. A che pro il popolo francese, che vede il suo paese morire a fuoco lento strangolato dalla "costruzione europea" e dalla politica dell'UMP, ha incaricato i suoi politici ad inviare l'esercito francese in quella che potrebbe diventare un nuovo Afghanistan o un nuovo Iraq?

Per quanto riguarda il PRCF ricorda la posizione di sempre del Movimento Comunista Internazionale: l'emancipazione dei popoli sarà opera degli stessi popoli, aiutati dalla solidarietà internazionale degli oppressi e non dalla politica guerrafondaia degli oppressori. In realtà, la politica di Sarkozy in Africa e nel bacino del Mediterraneo è totalmente contraria agli interessi del nostro Paese che si colloca ancora una volta a rimorchio dell'imperialismo degli Stati Uniti. Nel momento in cui l'indipendenza e l'esistenza stessa della nazione francese sono direttamente minacciate, i progressisti devono guardarsi dal sostenere tutto ciò che minaccia il diritto dei popoli all'autodeterminazione e che può abituare le menti al diritto di ingerenza a senso unico delle potenze imperialiste.

Non solo Sarkozy e Cameron non possono "liberare" il popolo libico, ma al contrario, il compito degli stessi popoli francese e britannico, è quello di liberarsi dai loro rispettivi oppressori e delle oligarchie "nazionali" ed europee che si rappresentano sotto le usurpate bandiere della "democrazia".

Più che mai l'imperialismo è il principale nemico dei popoli.

Sì all'emancipazione sociale e nazionale dei popoli arabi, no alla ricolonizzazione della Libia

Fuori i mercenari sauditi dal Bahrain

Viva la lotta di tutti i popoli arabi per il benessere, l'indipendenza nazionale e la democrazia popolare!

Il PRCF chiama tutti all'azione unitaria contro l'intervento imperialista di Sarkozy e alla partecipazione alle iniziative che saranno intraprese sotto la bandiera dell'internazionalismo e dell'anti-imperialismo. Esorta le organizzazioni e compagni comunisti, ai quali ha presentato una proposta ampiamente emendabile, ad esprimersi INSIEME su questo tema.

Pôle de renaissance communiste en France (PRCF)

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