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Libia: non ci arruoliamo. in piazza il 2 aprile a roma. usb aderisce all’appello per la manifestazione contro la guerra

(30 Marzo 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in confederazione.usb.it

Libia: non ci arruoliamo. in piazza il 2 aprile a roma. usb aderisce all’appello per la manifestazione contro la guerra

foto: confederazione.usb.it

Nazionale – mercoledì, 30 marzo 2011 L’attacco delle forze europee e statunitensi alla Libia non avviene per mettere in campo un intervento umanitario, ma è in tutta evidenza legato alle enormi risorse energetiche di cui quel paese dispone, anche a seguito della nuova crisi della produzione energetica nucleare, messa in ginocchio dalla catastrofe del Giappone.

Il mancato analogo intervento in altre situazioni simili, come il massacro dei Palestinesi a Gaza da parte degli Israeliani, che ha prodotto migliaia di morti mentre le potenze occidentali stavano a guardare e i media internazionali si occupavano d’altro; il silenzio totale su quanto sta accadendo in Bahrein e Yemen, non consente di equivocare sulle reali intenzioni degli attaccanti.

L’intervento in corso non solo consentirà ai paesi occidentali di garantirsi probabilmente gli approvvigionamenti di risorse energetiche per i prossimi anni, instaurando in Libia un vero e proprio protettorato occidentale, ma potrà anche essere di pesante monito alle popolazioni dei paesi limitrofi in lotta per liberarsi dai tiranni locali.

Ancora una volta le potenze occidentali decidono una guerra come strumento di controllo del mondo e per far fronte alle nuove ventate della crisi economica, che il capitale non riesce a superare, a cui si somma con drammaticità la crisi energetica.

I lavoratori italiani non hanno nulla da guadagnare dalla guerra, che sicuramente consentirà al Governo, dentro una crisi economica che i lavoratori stanno già pagando duramente, di dirottare ulteriori risorse sul fronte degli armamenti giustificando così ulteriori tagli al welfare.

L’Unione Sindacale di Base invita dunque tutte le proprie strutture a farsi promotrici di iniziative a sostegno della pace e dell’immediato cessate il fuoco, aderisce all’appello per la manifestazione nazionale contro la guerra ed il 2 aprile sarà in piazza a Roma.

Riportiamo l'appello:

Sabato 2 aprile a Roma, in Piazza San Giovanni, alle 15.00
Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra. Gheddafi ha scelto la guerra contro i propri cittadini e i migranti che attraversano la Libia. E il nostro Paese ha scelto la guerra "contro Gheddafi": ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria.

Nessuna guerra può essere umanitaria. La guerra è sempre stata distruzione di pezzi di umanità, uccisione di nostri simili. Ogni "guerra umanitaria" è in realtà un crimine contro l'umanità.

Se si vuole difendere i diritti umani, l'unica strada per farlo è che tutte le parti si impegnino a cessare il fuoco, a fermare la guerra, la violenza, la repressione.
Nessuna guerra è inevitabile. Le guerre appaiono a un certo punto inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle. Appaiono inevitabili a chi per anni ha ignorato le violazioni dei diritti, a chi si è arricchito sul traffico di armi, a chi ha negato la dignità dei popoli e la giustizia sociale. Appaiono inevitabili a chi le guerre le ha preparate.

Nessuna guerra è necessaria. La guerra è sempre una scelta, non una necessità. E' la scelta assurda di uccidere, che esalta la violenza, la diffonde, la amplifica, che genera "cultura di guerra".

“Questa é dunque la domanda che vi poniamo, chiara, terribile, alla quale non ci si può sottrarre: dobbiamo porre fine alla razza umana o deve l'umanità rinunciare alla guerra?” Dal Manifesto di Russell-Einstein, 1955

Perché l'utopia diventi progetto, dobbiamo innanzitutto imparare a pensare escludendo la guerra dal nostro orizzonte culturale e politico. Insieme a tutti i cittadini vittime della guerra, della violenza, della repressione, che lottano per i diritti e la democrazia.

“La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.” Albert Einstein

Primi firmatari:
Gino Strada, Carlo Rubbia, Luigi Ciotti, Renzo Piano, Maurizio Landini, Massimiliano Fuksas, Luisa Morgantini, Lella Costa, Riccardo Scamarcio , Valeria Solarino, Vittorio Agnoletto

Unione Sindacale di Base (USB)

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