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Gli USA lasciano Falluja

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(16 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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    L'iraq resta con un governo a meta'

    Mentre a Tikrit i kamikaze portavano a termine l’ennesima strage (58 morti) il premier Maliki ha presentato al Parlamento la lista con i nomi dei candidati a tre dei quattro ministeri ancora scoperti. Ma il voto di fiducia non e' vicino.

    (31 Marzo 2011)

    anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.nena-news.com

    L'iraq resta con un governo a meta'

    foto: www.nena-news.com

    DI ORNELLA SANGIOVANNI (Osservatorio Iraq)

    Roma, 31 marzo 2011, Nena News - Martedì la mossa del premier, secondo quanto riferisce [in arabo] il quotidiano arabo al Sharq al Awsat, accolta senza entusiasmo da Iraqiya, la lista dell'ex Primo Ministro Iyad Allawi, che contesta la scelta fatta per la Difesa – Khalid al Obeidi.

    Rinvio, invece, per il terzo dei ministeri con competenze sulla sicurezza: quello della Sicurezza Nazionale - in "quota" alla National Alliance (la coalizione che raggruppa tutti i partiti sciiti), come gli Interni, mentre la Difesa spetta alla lista di Allawi.

    Il giornale arabo cita "fonti irachene" – anonime – secondo le quali il premier avrebbe presentato tre nomi per gli Interni: il generale Mohsen al Ka'abi, attuale comandante delle forze di frontiera, il generale Ibrahim al Lami, e Adnan al Asadi, un deputato. Escluso, apparentemente, Ahmad Chalabi, il candidato di una componente dell'alleanza sciita (quella che include i sostenitori di Muqtada al Sadr), assai sgradito a Maliki.

    Per la Difesa, invece, c'è solo Obeidi: e da Iraqiya protestano. Rispettiamo la sua professionalità, ma avevamo deciso di ritirare la sua candidatura, con una lettera ufficiale inviata da Allawi al Primo Ministro, dice la portavoce ufficiale Maysun al Damluji - "dunque siamo rimasti stupiti quando abbiamo scoperto il suo nome fra i candidati".

    Non è il candidato di Iraqiya, ma quello di al Da'wa (il partito del premier), afferma.

    La conseguenza? Non lo voteremo – "né lui né gli altri candidati, finché non sarà conseguito il principio dell'accordo nazionale innanzitutto".

    Tutto da rifare?

    Si torna al punto di partenza? Chissà. Intanto i nomi dei candidati presentati dal premier non sono stati ancora messi al voto, mentre l'alleanza guidata da Allawi ha fatto una riunione, alla presenza del leader, da cui è uscita con un comunicato nel quale insiste sul "raggiungere la partnership nazionale" e sull'attuazione di tutti gli accordi politici che hanno portato alla formazione del governo (nel dicembre 2010) – quelli che vanno sotto il nome di "iniziativa di Barzani", Mas'ud Barzani, cioè, il presidente della regione del Kurdistan.

    "Accordo nazionale" che si applica in particolare ai ministeri con competenze sulla sicurezza, sottolinea il comunicato.

    Mette in dubbio che si possa arrivare a un accordo politico sui nomi presentati dal premier anche il movimento di Muqtada al Sadr.

    Hakim al Zamli, uno dei suoi parlamentari, afferma che questo è difficile "in assenza del principio di accordo nazionale che deve essere raggiunto prima della decisione definitiva sui candidati ai ministeri competenti per la sicurezza".

    L'Iraqi National Alliance, la componente della coalizione sciita di cui fanno parte i sadristi (che sono la maggioranza), questi nomi rifiuta di votarli, dice Zamli – giustificando il rifiuto con il fatto che la lista non è completa, perché manca il candidato al ministero della Sicurezza Nazionale.

    Allora si ricomincia da capo? Si vedrà.

    Fonte: al Sharq al Awsat
    http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=10268

    Nena News

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