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La borsa vola

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(22 Febbraio 2012) Enzo Apicella

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(Call center e lotta di classe)

Sciopero nei call center TIM

(13 Gennaio 2004)

Otto ore di sciopero per dire no alla riorganizzazione dei call center Tim: no all'allungamento dei turni, no al taglio delle pause, no all'aumento dei sabati e delle domeniche. E no, più in generale, alle esternalizzazioni e alla precarizzazione del lavoro in atto in tutto il gruppo Telecom. Le adesioni sono superiori al 90%.

E' il secondo sciopero della serie, dopo quello del 24 novembre. Otto call center in tutto il territorio nazionale, 3800 dipendenti. La riorganizzazione che Tim ha proposto già un anno e tre mesi fa prevede 4 sabati e 2 domeniche in più rispetto all'attuale turnazione; il prolungamento dell'orario lavorativo: non più dalle 8 alle 22,19, ma dalle 8 alle 23,30; il taglio netto delle pause pranzo, 10 minuti anziché 30.

Dietro i problemi delle singole aziende, ci sono quelli del gruppo: dalle Rsu delle diverse sedi viene l'invito alle segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil a organizzare al più presto uno sciopero generale di tutta la Telecom, contro le esternalizzazioni e la precarizzazione del lavoro. A Bologna le cause guida contro l'abuso di contratti interinali, una cinquantina avanzate dalla Cgil, e due hanno già portato al reintegro dei lavoratori. Ma con la legge Biagi la moltiplicazione di contratti usa e getta potrebbe diventare ingovernabile. Mentre le esternalizzazioni procedono a tutto spiano: 250 lavoratori sono già passati alla Emsa in dicembre, altri 250 passeranno dal "document management" a una nuova società in febbraio, con una fuoriuscita consistente di lavoratori disabili.

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