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Pace, lavoro e libertà

Pace, lavoro e libertà

(16 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Manifestazione nazionale della FIOM

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07.04.11 - Piaggio (Pontedera) - La Piaggio pretende di scegliere i rappresentanti dei lavoratori con cui discutere

(9 Aprile 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.rete28aprile.it

L’altro giorno è stato dichiarato uno sciopero in 2r perché il responsabile di produzione di quel reparto ha praticamente buttato fuori dal suo ufficio, senza neanche farli parlare, due rappresentanti sindacali FIOM che volevano visionare i tempi della linea 2, minacciando di chiamare la vigilanza.

La Piaggio, da tempo, cerca in maniera spudorata di ostacolare in tutti i modi l’attività di quei delegati che cercano di contrastare le strategie e le scelte aziendali che hanno portato negli ultimi anni ad un continuo peggioramento delle condizioni di lavoro, agevolando invece l’attività di tutti quei delegati che da bravi firmano tutti gli accordi e che si prestano ad una loro gestione in un ottica puramente clientelare di “ falsi favori” personali e non di difesa collettiva degli interessi dei lavoratori per conquiste chiare e reali.

Per questo mentre altri delegati possono scorazzare liberamente sulle linee a noi contestano di disturbare l’attività lavorativa.

Per questo per poter svolgere l’attività sindacale dobbiamo stare attenti a non sgarrare e chiedere sempre il monte ore 24 ore prima altrimenti ce lo negano, mentre gli altri possono girare per lo stabilimento anche senza monte ore e senza rendere conto a nessuno della loro produzione lavorativa.

Un esempio? : I responsabili politici di FIM e UILM molto “impegnati” durante la giornata a fare sindacato fanno molto meno monte ore di altri nostri delegati che oltre a svolgere attività sindacale lavorano.

Come è possibile? E perché ciò non è permesso al responsabile politico della FIOM?

Per questo da anni, mentre gli altri difendevano l’accordo del ’95 e il TMC2, noi abbiamo fatto emergere il problema dei ritmi massacranti e delle malattie professionali, abbiamo promosso denunce e scioperi su molti aspetti della sicurezza ( valut. rischi, paranchi ecc…) su cui la piaggio e’ inadempiente.

Per questo il capo della produzione della 2r cerca di non parlare con noi dimostrando tra l’altro tutta la debolezza di questi dirigenti di fronte alle nostre ragioni.

Continueremo a pretendere di poter esercitare i nostri diritti sindacali pensando che i lavoratori non hanno bisogno di un sindacato che li accompagni alla sconfitta ma di un sindacato che valorizzi e unisca la forza che i lavoratori possono esprimere.

Questi metodi e questi accordi non servono ai lavoratori

Lavoratori,

non solo i contenuti dell’accordo sulla mobilità, ma l’intero percorso che ha portato alla sua firma solleva questioni sulla situazione sindacale in Piaggio che hanno conseguenze decisive su come si possono difendere realmente gli interessi dei lavoratori.

Ricordiamo che l’accordo significa ridurre l’occupazione, rinviare di almeno un altro anno la stabilizzazione dei ptv e dei lavoratori precari (che peraltro nell’accordo non è nemmeno nominata) prevista dal contratto aziendale che scadrà quest’anno, finanziare la Piaggio con i soldi dell’INPS aggirando la legge.
Data anche la totale libertà della Piaggio di importare componenti e motori dall’Asia, il risultato sarà un disimpegno produttivo sulle meccaniche e sicuramente l’aumento dei ritmi di lavoro e della flessibilità, che la Piaggio pretenderà con il prossimo accordo aziendale.

Anche in questo accordo si conferma una politica sindacale di totale disponibilità alle richieste dell’azienda. Non si ricorda negli ultimi 15 anni un solo accordo che abbia messo al centro della trattativa le esigenze dei lavoratori, visto anche che non vengono interpellati prima.

Mentre la maggioranza della rsu FIOM ha espresso molto chiaramente la sua posizione contraria sia sui contenuti che sui metodi della trattativa, la FIOM provinciale e nazionale hanno giudicato l’accordo difensivo ma positivo e hanno voluto la consultazione dei lavoratori. Non si è trattato perciò di un referendum sull’accordo, tanto è vero che vincolava la sola FIOM, e il suo scopo era di fatto solo quello di legittimare la prosecuzione di una politica che, col pretesto dell’unità sindacale, ancora una volta cede alle pretese aziendali e mette i lavoratori di fronte al fatto compiuto; una linea che ha portato in 15 anni, a partire dal 1995, a dimezzare l’occupazione, ad intensificare i ritmi di lavoro, e a sottoscrivere un largo uso del lavoro precario.

Siamo certi che non siamo riusciti a far comprendere a tutti i lavoratori, e soprattutto a quelli che hanno partecipato alle iniziative di lotta e votato in assemblea una mozione che negava qualsiasi mandato a siglare l’accordo e diffidava di un referendum, quale fosse lo scopo reale e l’importanza della consultazione. Molti lavoratori non hanno votato perché hanno ritenuto una contraddizione partecipare, oppure per esprimere chiaramente il disgusto per referendum decisi negli anni passati dal voto plebiscitario degli impiegati, senza sufficienti garanzie di trasparenza e correttezza.

Diversi altri lavoratori che hanno partecipato agli scioperi, alla fine, e solo per timore , hanno votato si spaventati da sciacalli che passavano sulle linee a dire che in caso di vittoria del no la Piaggio avrebbe mandato in mobilità i più giovani. Nonostante tutto questo, ben 438 operai hanno votato no, equamente divisi tra meccaniche e 2r più una cinquantina della 3r,oltre a 24 impiegati che si sono mantenuti indipendenti dalla Piaggio.

I no al referendum, ma soprattutto gli scioperi e le assemblee che hanno rivendicato a sé la direzione della trattativa, dimostrano che esiste una grande forza operaia che ha affermato, anche nelle condizioni più difficili, la necessità di una pratica sindacale radicalmente diversa, di difesa inflessibile delle condizioni di lavoro e di rivendicazioni su ritmi di lavoro, livelli occupazionali, sviluppo delle meccaniche, limitazione del lavoro precario, sicurezza e, certo non ultimi aumenti salariali.

Noi delegati FIOM facciamo nostra questa volontà dei lavoratori, vogliamo rappresentarla in fabbrica e in tutti le sedi sindacali e riteniamo che le richieste contenute nella mozione approvata dall’assemblea definiscano già in sostanza una piattaforma da articolare e sostenere con la mobilitazione. Confermiamo per questo, come primo passo, lo sciopero della flessibilità e dello straordinario.

RSU Fiom Piaggio

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