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(15 Maggio 2010) Enzo Apicella
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    La compagnia israeliana ahava abbandona covent garden

    Chiude nel centro di Londra, il negozio della filiale britannica di Ahava, la compagnia di cosmetici del Mar Morto, etichettati come "made in Israel", ma prodotti in una colonia della Cisgiordania. In seguito alle ripetute manifestazioni degli attivisti.

    (10 Aprile 2011)

    anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.nena-news.com

    La compagnia israeliana ahava abbandona covent garden

    foto: www.nena-news.com

    Roma, 09 Aprile 2011, Nena News -Il negozio della filiale britannica dell'israeliana Ahava abbandona il centro di Londra dopo anni di manifestazioni pro-palestinesi.

    I manifestanti sostengono che i cosmetici venduti nel negozio vengono prodotti in una fabbrica situata all'interno di un insediamento israeliano, Mitzpe Shalom in Cisgiordania, ma sono "erroneamente" etichettati come "Made in Israele".

    Il proprietario del negozio, attualmente a Monmouth Street, Covent Garden, è alla ricerca di altri locali dopo che i proprietari dei negozi vicini si sono lamentati a seguito delle proteste. I sostenitori affermano che è stato "cacciato" dal suo luogo dalle continue proteste "rumorose e intimidatorie".

    Una portavoce di Shaftesbury PLC, che possiede la proprietà del negozio, così come altri nella zona di Seven Dials, ha dichiarato: "Quando il contratto di affitto con Ahava scade a settembre, non offriremo il rinnovo".

    I manifestanti pro-palestinesi hanno protestato ogni due settimane per più di due anni sempre davanti al negozio, che aveva aperto nel mese di aprile 2007. Anche un gruppo di sostenitori pro-israeliani organizzavano contro-proteste.

    La polizia è stata chiamata per sorvegliare le proteste e ha organizzato un incontro lo scorso ottobre tra manifestanti e manager degli altri negozi.

    La scorsa settimana, si è svolto il processo di quattro manifestanti per violazione aggravata dal momento che si erano incatenatisi ad un blocco di cemento all'interno del negozio nel 2010.

    Colin George, responsabile di The Loft, un negozio di abbigliamento accanto a Ahava, ha dichiarato: "Sono contento che Ahava se ne vada. Ha portato ad un degrado della strada. Mi sono lamentato con i proprietari, come tutti gli altri. Tutti vorrebbero che se ne andassero. Vorrei che fossero andati via già due anni fa".

    "I manifestanti li seguiranno, ovunque si trovino. Forse dovrebbero avviare invece un business online".

    I conti di Ahava Regno Unito fino alla fine del 2009 dimostrano una perdita totale di più di £ 250.000 (sterline), pur avendo ricevuto più di £ 300.000 dalla società madre israeliana, senza alcun piano di rimborso.

    Odelia Haroush, direttore della filiale britannica di Ahava Dead Sea Laboratories UK, ha dichiarato: "Siamo ora nella fase di ricerca di un altro luogo".

    Ha dichiarato di essere alla ricerca di nuove proprietà da affittare, anche nelle aree nel nord-ovest di Londra.

    "Shaftesbury PLC possiede la maggior parte di Covent Garden e alcuni degli altri immobili nella strada", ha detto."Altri rivenditori sono furiosi con quello che sta succedendo e Shaftesbury PLC non vuole infiammare la situazione."

    "È molto importante per la società israeliana avere una presenza nel Regno Unito. Non si tratta solo di questione di soldi. C'è un grande mercato cosmetico e noi vogliamo giocare un ruolo".

    Fonte: The Jewish Chronicle

    http://www.thejc.com/news/uk-news/47284/protests-drive-ahava-out-covent-garden

    Traduzione a cura di Stop Agrexco Italia

    http://stopagrexcoitalia.org/


    Nena News

    Fonte

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