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(Dalla parte di Cuba)

Il terrorista Luis Posada Carriles libero, i 5 Eroi cubani in carcere

(13 Aprile 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in ciptagarelli.jimdo.com

L'assassino Luis Posada Carriles libero

foto: ciptagarelli.jimdo.com

Lo scorso 8 aprile, dopo un giudizio durato 13 settimane, il tribunale di El Paso ha dichiarato il notissimo terrorista Luis Posada Carriles “non colpevole” dell’imputazione di “spergiuro, ostruzione della giustizia e frode migratoria”. Il Ministero degli esteri cubano ha definito queste imputazioni “un insulto al popolo di Cuba e alle famiglie che portano il lutto per le azioni di Posada”.

Già, perché l’assassino di Fabio Di Celmo doveva rispondere solo di questo, alla faccia delle migliaia e migliaia di “espaldas mojadas” (schiene bagnate), i migranti che tentano di attraversare il Rio Grande per entrare negli USA e vengono ammazzati a centinaia e lasciati marcire nel deserto. Lui, invece, è entrato illegalmente (anzi, legalmente, secondo il tribunale di El Paso) negli Stati Uniti su uno yacht, e ora può ritornarsene tranquillamente a Miami. Lì continuerà a raccontare – come ha già fatto molte volte - di essere l’organizzatore del primo attentato aereo della storia, quello contro un aereo della Cubana de Aviaciòn che cadde alle Barbados nel 1976 portandosi dietro 73 vite umane, tra cui quelle della squadra giovanile di scherma cubana. E ripeterà - come ha detto in un’intervista alla giornalista Ann Louise Bardach del New York Times - che Fabio Di Celmo “si era trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato”, durante l’estate del 1977 in cui numerose bombe scoppiarono in hotel e installazioni turistiche a Cuba.

Una vita impegnata, quella di Posada Carriles. Collaboratore della polizia batistana e tramite tra questa e l’FBI dal 1954. Dopo il trionfo della Rivoluzione cubana comincia ad organizzare gruppi terroristici. Si trasferisce a Miami nel 1961, sotto l’ala della CIA, e dopo pochi mesi lo si può trovare in Guatemala e Nicaragua, addestrando i mercenari che poco dopo sbarcheranno a Playa Giròn e verranno sconfitti sonoramente dal popolo cubano. Dal 1962, anno in cui diventa membro effettivo della CIA, agli anni ’80 porterà il suo “valido” aiuto a tutte le dittature del Cono Sur, dal Guatemala al Cile, al Salvador, all’Argentina, al Venezuela, dove diventa il “commissario Basilio” della DISIP (la polizia segreta venezuelana). Nel 1963, secondo alcuni rapporti dell’FBI, si segnala la sua presenza a Dallas, il giorno dell’uccisione di Kennedy. Oltre all’organizzazione di vari attentati contro Fidel Castro, lo si sospetta della sparizione di funzionari cubani assassinati in Argentina nell’agosto 1976. E’ stato il contatto in Salvador del tenente Oliver North, che coordinava le azioni della Contra in Nicaragua. Ha lavorato nell’Operazione Condor e nel piano Gladio.

Quanto sopra è solo un breve riassunto delle attività di uno dei migliori “figli di puttana” USA che ha detto in un’altra intervista “La CIA ci insegnò tutto. Ci insegnò a usare esplosivi, assassinii, bombe, sabotaggi. Quando i cubani lavorano per la CIA li si chiama patrioti”. Tante attività e tanti segreti, che gli garantiscono evidentemente l’impunità.

Cuba e il Venezuela hanno ripetutamente chiesto agli Stati Uniti la sua estradizione. I governi italiani no.

Posso solo dire che mai ho immaginato nella mia lunga vita – ho 90 anni – che un paese con una grande storia, un popolo di grandi emigranti come quello degli Stati Uniti, nel 2011 non abbia ancora il senso della giustizia. In un paese senza giustizia non si può vivere” ha detto Giustino Di Celmo, l’anziano padre di Fabio.

Ma se Posada Carriles passeggia impunito per le strade di Miami, qualcun altro ha pagato per i suoi crimini.

Sono Antonio Guerrero Rodrìguez , ingegnere, poeta, 2 figli; Fernando Gonzàlez Llort , sposato, laureato all' Instituto di relazioni internazionali (ISRI), del Ministero delle relazioni estere di Cuba; Gerardo Hernàndez Nordelo, sposato, laureato all' ISRI, caricaturista; Ramòm Labanino Salazar, sposato, 3 figlie, laureato in Economía all' universita de La Habana; René Gonzàlez Sehwerert, sposato, 2 figlie, pilota e istruttore di volo.

Sono i 5 Eroi cubani che si trovavano negli Stati Uniti per ottenere informazioni sui piani delle organizzazioni terroriste che, ancor oggi, hanno la loro base a Miami, come la FNCS (Fondazione Cubano-Americana), Hermanos al Rescate, Alpha 66 ecc.ecc.

Arrestati e condannati a pene dai 30 anni a vari ergastoli, da più di 10 anni languono nelle carceri statunitensi per aver cercato di proteggere il loro (e non solo, visti i trascorsi di Posada Carriles) popolo.

La scrittrice e giornalista argentina Stella Calloni scrive: “Non è un’azione terrorista quella della giustizia che libera un terrorista che ha commesso crimini di lesa umanità? E’ ora di fermare la mano del crimine e la dittatura terrorista mondiale, i cui tentacoli crescono giorno per giorno”. “Con questa sentenza, si aprono le porte ai criminali del mondo, come l’ha fatto il Consiglio di Sicurezza dell’ONU aprendo la porte alle guerre pirriche (1), inviando la gendarmeria mondiale contro i popoli indifesi davanti ad un tale potere di attacco.

Oggi, adesso, chiediamo con una sola voce la libertà immediata dei cinque compagni cubani, che sono stati ingiustamente condannati per il solo fatto di cercare di fermare la mano del crimine contro il loro popolo. Questa è la doppia morale, liberare un terrorista confesso e incarcerare coloro che lottano contro il terrorismo. Questo è il messaggio: quello dell’ingiustizia, dell’impunità e delle guerre del potere egemonico”.

Quanto è successo ad El Paso ci riguarda tutti.

(1) guerra in cui il vincitore riceve più danno del vinto.

Daniela Trollio
Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”

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