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Cosa si prepara dietro all'incontro tra Angeletti, Pezzotta ed Epifani previsto per la prossima settimana?

Sull'incontro di vertice del 10 febbraio tra Cgil Cisl Uil

(3 Febbraio 2004)

Il segretario generale della Cisl (Pezzotta) ha spedito una lettera ai suoi omologhi in Cgil e Uil proponendo un vertice nel quale affrontare diversi temi; pensioni, welfare, rappresentanza e contrattazione. In questo senso va anche una sua dichiarazione pubblica secondo il quale nell'incontro bisognera' "affrontare complessivamente tutti i problemi sul tappeto in modo chiaro, senza infingimenti. ...... e' necessario porre fine a posizioni, modi di fare, comportamenti che lasciano sempre un alone di incertezza. Per questo l'incontro serve a ricercare convergenze in una posizione di estrema chiarezza".

Angeletti (Uil) accetta la proposta di un vertice e sottolinea come sia necessario "un confronto vero e approfondito, perche' molte sono ancora le questioni tra noi aperte". Angeletti ha inoltre spiegato che " .. un confronto di ordinaria amministrazione, sarebbe inutile. Quello che serve e' una discussione seria, approfondita, che consenta di trovare soluzioni comuni ai molti problemi che tra noi restano ancora aperti e senza una risposta condivisa".

Pezzotta concede una sua apertura assicurando che sulle Pensioni "non si arriverà a una intesa separata" (anche se precisa che cio' non significa "inibire di dire alla nostra organizzazione come la pensa"), per poi affermare in modo abbastanza perentorio che occorre arrivare presto ad un chiarimento su "modi e forma delle presenze ai tavoli di confronto con le nostre controparti" sollecitando inoltre che siano affrontati e risolti i temi del "rinnovo dell'accordo interconfederale nell'artigianato, quello della politica dei redditi e dell'apertura del relativo confronto con il governo, con l'obiettivo di produrre una politica antinflattiva attraverso un governo dei prezzi, delle tariffe e della tutela del potere d'acquisto dei salari, degli stipendi, delle pensioni e dei redditi familiari, anche attraverso coerenti politiche fiscali". Si propone in pratica un confronto sulla riforma del sistema contrattuale in direzione del potenziamento della contrattazione decentrata e di modelli partecipativi". Dulcis in fundum Pezzotta ritiene che, "all'interno delle riforme del modello contrattuale si puo' anche affrontare la questione della rappresentanza e della rappresentativita".

Tradotto in altre parole la Cisl propone un vertice per:

- Isolare definitivamente la Fiom che col suo comportamento tiene aperte contraddizioni che per la Cisl sono assurde ed insostenibili in un sindacato moderno (sic!). Posizioni che assolitamente non vano inoltre generalizzate nelle politiche contrattuali e nei comportameti delle altre categorie Cgil. La Cisl vuole un patto d'acciaio tra le burocrazie su una base di merito comune e condivisa, nella quale risulti evidente, appunto, l'isolamento (e quindi la sconfitta) della Fiom anche in Cgil. Cioè ... è il sindacalismo rivendicativo e conflittuale che va definitivamente liquidato.
- Accellerare il confronto col Governo sul modello contrattuale. Un modello che nelle sue intenzioni deve basarsi su un maggiore peso della contrattaziione decentrata (aziendale e territoriale) a scapito di quella nazionale, che deve tutelare i salari essenzialmente sulla base d una contrattazione interconfederale sulle politiche di prezzo, rafforzando le politiche partecipative (leggi .. tavoli bilaterali e premi legati agli obiettivi di produttività e redditività di impresa). Praticamente lo smantellamento del carattere generale e solidaristico del CCNL. Operazione questa già abbondantemente avviata nella recente tornata contrattuale (a parte la contraddizione aperta dalla Fiom) anche con la firma delle categorie Cgil, che può meglio sostanziarsi con la firma del contratto interconfederale per l'artigianato che la Cisl preme per concludere.
- Mettere una definitiva pietra tombale sulle rappresentanze di base dei lavoratori inglobandole in un quadro di vincoli (regolamenti elettorali e di funzionamento) che le renda definitivamente subordinate e dipendenti alle organizzazioni sindacali nazionali, liquidando così i piccoli e residuali spazi di autonomia contrattuale e di iniziativa che tutt'ora rimangono.

Praticamente la Cisl prepara un incontro di vertice per provarci a rendere concreta, stabile e funzionale una mediazione tra un modello sindacale neocorporativo (Cisl e Uil) e il modello sindacale tutt'ora aancorato alle residue illusioni concertative (Cgil). Cosa questa che si gioca infatti sopratutto sul tipo di modello contrattuale da assumere come riferimento e sulle regole della rappresentanza.

La Uil si è dimostrata immediatamente disponibile a tentare di sancire unitariamente questa svolta. La Cgil per ora tace nel suo contradditorio agire fatto di parole d'ordine anche condivisibili e di una pratica invece quasi tutta ormai orientata a rendere possibile un nuovo Patto unitario basato sulla mediazione che ora la Cisl propone esplicitamente a livello generale e non solo nelle singole categorie dove ciò si è già concretizzato.

Cosa farà concretamente la Cgil lo vedremo già nei prossimi giorni, ma sappiamo che non sarà facile per la Cgil accettare di scendere sul piano del confronto proposto dalla Cisl.

Intanto c'è la decisione della Fiom Cgil che con il suo congresso anticipato mette proprio le mani sulla sostanza della questione dichiarando ormai superata l'esperienza concertativa e mettendo all'ordine del giorno della propria discussione (ma anche di tutta la Cgil) proprio la questione di un modello negoziale fortemente ancorato a difesa del contratto nazionale e finalmente liberato dai vinvoli e dalle subordinazione prodotte dalla concertazione.

Inoltre, speriamo, la sinistra sindacale in Cgil, coerentemente con i contenuti del suo documento congressuale non potrà non opporsi ad una disponibilità Cgil a cercare una nuova mediazione sindacale sulla base dei punti proposti dalla Cisl.

E c'è poi un vasto movimento di delegate e delegati Rsu, pronto a scendere in campo per dire che Cgil Cisl e Uil non hanno alcun mandato a trattare su nulla senza un mandato esplicito da parte dei lavoratori e che quello di cui i lavoratori hanno oggi bisogno è una vera svolta nell'iniziativa sindacale e non un ennesimo pasticcio come o peggio di quello che già si è dimostrato l'accordo del 23 luglio.

Per questo sosteniamo la decisione della Fiom di aprire anticipatamente il suo congresso, e per questo sosteniamo l'urgenza di una forte ripresa dell'iniziativa sui temi della rappresentanza e della democrazia nei luoghi di lavoro.

E lo strumento per fare tutto ciò è una piattaforma generale sul salario, contro il dilagare della precarietà lavorativa e della flessibilità della prestazione, per un modello contrattuale liberato dai vincoli della concertazione, per il diritto dei lavoratori ad eleggere liberamente tutti i loro rappresentanti nei luoghi di lavoro, di votare e decidere sulle piattafiorme e sugli accordi.

Dobbiamo contrapporre la necessità di un rilancio del sindacalismo partecipativo, rivendicativo e conflittuale, alle derive del sindacalismo neocorporativo e concertativo.

La prossima convocazione di una assemblea nazionale delle delegate e dei delegati Rsu, così come è stata decisa dai delegati riunitisi a Milano il 30 gennaio scorso, ben si inserisce nel percorso e nelle necessità di iniziativa che prima delineavamo.

Milano 1 febbraio 2003

Coordinamento Rsu

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