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Libia: collateralismo della CGIL al PD

(14 Maggio 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in medioevosociale-pietro.blogspot.com

camusso e bersani

Il Direttivo della CGIL ha rifiutato l'approvazione di un ordine del giorno contro i bombardamenti in Libia. In questo rifiuto c'è solo un ottuso allineamento al PD, il neo collateralismo iniziato dopo Cofferati dalla gestione Epifani ed ora accentuato ultra petita dalla segretaria Camusso che si sta dimostrando persona attentissima sopratutto al teatro o teatrino della politica. Cofferati è stato davvero l'ultimo segretario della CGIL nel senso che ne esprimeva la volontà e che non aveva timore a collidere con la linea del PD quando era necessario.

Questo silenzio imposto sui bombardamenti che hanno già sconvolto e continuano a seminare morte e distruzione a pochi chilometri dai nostri confini sembra una reazione rabbiosa al trattato di pace che c hiudeva il doloroso capitolo del colonialismo italiano in Libia . Dal 1911 e fino alla seconda guerra mondiale è durato il regime di occupazione militare italiana che ha inflitto sofferenze inenarrabili alla popolazione come gasamenti con iprite e gas nervini, impalamenti, impiccagioni, decimazioni, espropri forzati. Non credo che la CGIL rifiutandosi di chiedere la fine dei bombardamenti (ieri l'ONU ha chiesto un cessato il fuoco) abbia onorato il suo buon nome e la sua grande tradizione di lotta per la pace e contro l'imperialismo fin dalle guerre di Corea e sopratutto del Vietnam.

Un rifiuto che è anche approvazione dell'intervento militare dell'Italia contro la Libia

che fino a ieri era in pace con noi, una pace durata quaranta anni e che era stata feconda di prosperità per l'Italia che intratteneva uno scambio commerciale annuale di trenta miliardi di euro ed occupava in Libia diecine di migliaia di lavoratori, tecnici, professionisti, ingegneri, imprenditori grandi e piccoli. Basti pensare per tutti agli interessi dell'Eni e della Finmeccanica. Basti pensare al metanodotto. La guerra contro la Libia anche se condotta dall'Italia è guerra contro l'Italia ed a vantaggio del neocolonialismo della triade USA, Gran Bretagna e Francia. La Francia aspira a sostituirci in Libia.

E' talmente grave la decisione della CGIL, l'inqualificabile disonore della approvazione dell'assassinio di massa con armi caricate all'uranio impoverito che avranno effetti spaventosi anche sulle future generazioni dei libici, da reclamare decisioni di disobbidienza da parte delle migliaia e migliaia di organizzazioni che fanno capo alla CGIL. Spero che a cominciare dalla Fiom si firmino ordini del giorno di solidarietà con la Libia e per la salvezza della vita di Gheddafi. L'omicidio di Gheddafi è la ragione dei bombardamenti. L'Occidente sa che Gheddafi rappresenta la Libia autonoma, indipendente, sovrana. Uccidendo Gheddafi si vuole uccidere la Libia moderna e farla regredire all'epoca del colonialismo italiano o inglese.

Il collateralismo al PD della CGIL è parte dell'anomalia italiana. Oggi si sviluppa all'interno del moderatismo e questo confligge con gli interessi rappresentati dalla stessa CGIL. Ma questo non sembra essere di freno alla segreteria della CGIL. Il peggioramento delle condizioni generali delle classi lavoratrici italiane conseguenza delle scelte di moderatismo non sembra frenare il gruppo dirigente CGIL che traduce burocraticamente ed ottusamente le volontà del partito di riferimento: il PD.

Pietro Ancona
già dirigente CGIL e membro del CNEL

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