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Libia

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(24 Febbraio 2011) Enzo Apicella
Libia: rivolta di popolo o guerra per il petrolio?

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Primo incontro anticapitalista mediterraneo. Marsiglia 7/8 maggio 2011

Documento finale

(19 Maggio 2011)

Organizzato dal NPA si è svolto a Marsiglia il 7/8 maggio un incontro tra organizzazioni anticapitaliste del Mediterraneo. Erano presenti 19 delegazioni ,rappresentanti 11 paesi: Marocco, Tunisia, Egitto, Libano, Irak, Grecia, Italia, Corsica, Spagna, Cipro del Nord, palestina

Appello dei partecipanti al primo incontro delle organizzazioni anticapitaliste del Mediterraneo , Marsiglia 7-8 maggio 2011

Questi primi incontri segnano un primo passo nella mutua conoscenza delle nostre organizzazioni e delle lotte che conduciamo nei nostri rispettivi paesi. Essi avvengono in un contesto internazionale caratterizzato dalla crisi globale del capitalismo mondializzato e dalla spinta rivoluzionaria dei popoli della regione araba. La crisi testimonia il livello parossistico raggiunto , a tutti i livelli, dalle contraddizioni del sistema dominante che si dimostra incapace di soddisfare i bisogni elementari della maggioranza dei popoli. Dovunque le classi dominanti conducono una guerra sociale aperta per farci pagare la crisi e perpetuare il dominio di una minoranza. Sia al Sud che al Nord del Mediterraneo le politiche attuali impongono un degrado delle condizioni di vita e di lavoro, all’ interno di un sistema globale di incremento della precarietà. Queste politiche allineano verso il basso le conquiste sociali e democratiche, quando esistono, ed impongono la concorrenza tra i popoli e tra i lavoratori. Il supersfruttamento delle risorse naturali e la mercificazione dei beni comuni accelerano il disastro ecologico. Rompere radicalmente con questo sistema e non regolamentarlo, aprire una via al socialismo come progetto di emancipazione sociale , democratica, ricostruire l’ unità degli interessi del mondo del lavoro , al di là delle frontiere, è di una attualità bruciante.
Le rivoluzioni che noi viviamo nei paesi del sud del Mediterraneo e in Medio-Oriente danno una nuova speranza e aprono nuove prospettive di lotta. Questi processi aprono non solamente la possibilità di finirla con le dittature ma anche con le politiche imposte dalla mondializzazione capitalistica. La sete di dignità, di giustizia sociale, di soddisfazione dell’insieme delle aspirazioni sociali e democratiche attraversano , oggi, l’insieme dei paesi della regione. L’ accumulazione di nuove vittorie sociali e democratiche, l’approfondimento del processo rivoluzionario permetterebbero di imporre una sconfitta politica all’imperialismo e peserebbero nel cambiamento dei rapporti di forza internazionali. E permetteranno alfine di far uscire il popolo palestinese da quella sua tragica solitudine e di dare un maggior impulso alla lotta contro lo Stato coloniale e sionista. La lotta contro l’intervento militare in Libia e le ingerenze imperialiste nella regione per soffocare i processi rivoluzionari è un elemento essenziale per il futuro. Occorre quindi , anche in questo quadro , combattere la Nato.
La solidarietà con tutti i popoli in lotta è ineludibile per tutte le organizzazioni. La loro lotta è la nostra. L’intervento militare imperialista con i suoi obiettivi non può spezzare questa solidarietà.
Al nord stesso del Mediterraneo esiste un’onda di resistenze sociali, di scioperi generali, di rifiuto della politica di austerità e delle devastazioni della crisi. In nessun luogo i popoli si rassegnano. In questo contesto, la lotta coordinata contro l’ imperialismo,contro l’offensiva delle borghesie per far pagare ai popoli la crisi,contro la colonizzazione in Irak,Afghanistan e Palestina, divengono uno degli obiettivi principali. La lotta contro l’Europa fortezza, contro la funzione di gendarme assegnata ad alcuni stati del sud, i razzismi di Stato e la crescita delle correnti di estrema destra ne è, quindi, il prolungamento necessario.

Dobbiamo, pertanto, sviluppare i cantieri di una lotta e di campagne internazionali comuni dal Marocco all’Iran.

Per il sostegno delle rivoluzioni, delle lotte popolari e dei settori che lottano contro la dominazione imperialista e le dittature. Gli stati imperialisti cercano di consolidare dei nuovi regimi sottomessi ai loro imperativi economici e politici per combattere ed appropriarsi dei processi rivoluzionari in corso appoggiandosi su movimenti politici borghesi che sono partiti integranti del sistema capitalista.
Noi denunciamo la repressione che si abbatte sui popoli insorti in Siria, Yemen, Bahrein e su tutti i popoli della regione.
Noi sosteniamo il diritto all’autodeterminazione dei popoli a tutti i livelli (Corsica, Sardegna, Paese Basco, Cipro, Kurdistan….) la loro autorganizzazione e la soddisfazione di tutte le loro aspirazioni sociali, democratiche e culturali. Noi denunciamo la repressione feroce che subisce, da diversi stati, il popolo curdo come pure il silenzio complice dei governi occidentali. Noi esigiamo lo smantellamento di tutte le basi e le installazioni militari a Cipro e il ritiro immediato delle forze d’occupazione turche e delle truppe e forze straniere: britanniche, statunitensi, greche, francesi….

Noi combattiamo:

Per la fine di ogni forma di sostegno, diplomatico, economico, finanziario e degli accordi securitari e militari degli Stati del nord con le dittature.
Per la fine dell’impunità di coloro che hanno depredato i propri paesi ed imposto degli stati di polizia.

Per il rifiuto di ogni ingerenza imperialista nella regione, ed il ritiro immediato delle forze d’intervento in Libia e delle truppe di occupazione in Iraq ed in Afghanistan.

Per lo smantellamento delle basi militari, la fine del commercio delle armi e la denuclearizzazione di tutta la regione mediterranea.

Perché gli stati del Mediterraneo e dell’Europa rompano i loro legami con la Nato nella prospettiva di una cooperazione multilaterale nella regione senza ingerenze militari.

Per l’ampliamento del movimento di solidarietà internazionale con il popolo palestinese sino alla realizzazione delle sue aspirazioni nazionali e lo smantellamento dello stato coloniale d’Israele: l’abolizione immediata del blocco di Gaza e la riapertura della frontiera con l’Egitto come esigono i rivoluzionari egiziani. L’abolizione dei trattati e delle relazioni con lo stato d’Israele, la liberazione senza condizioni dei prigionieri politici palestinesi, ed il diritto al ritorno dei rifugiati. Sosteniamo la campagna internazionale BDS (boicottaggio-disinvestimento-sanzioni) e la resistenza che sfida l’imperialismo e il sionismo in Libano ed in tutti i paesi occupati.

Per l’annullamento immediato e senza condizioni del debito illegittimo contratto dalle dittature e degli accordi di associazione firmati con l’Unione Europea e gli USA.

Per il rifiuto delle politiche di distruzione sociale e di austerità condotte in nome degli equilibri di bilancio, del debito pubblico e delle politiche di salvataggio delle banche e dei capitalisti.
Rifiutiamo queste politiche che precarizzano la popolazione, supersfruttano i lavoratori, aggravano l’oppressione delle donne e dei giovani, concentrano le ricchezze a profitto di una minoranza.

Per il diritto alla libera circolazione e per la sistemazione dei migranti, per la chiusura dei centri di detenzione. Per la regolarizzazione di tutti i sans papiers ed il rispetto del diritto d’asilo. Per l’abolizione degli accordi securitari che delegano ai paesi del sud la funzione di alleati della fortezza Europa e degli accordi di Schengen.

Per il sostegno delle lotte democratiche, culturali, dei disoccupati, dei senza diritti e degli oppressi. Nella prospettiva di una rimessa in discussione del sistema capitalista occorre necessariamente combattere il sistema patriarcale. Noi sosteniamo pertanto tutte le lotte di emancipazione delle donne contro le oppressioni che esse subiscono

Per lo sviluppo delle lotte ecologiche, nate dal rifiuto dei nostri popoli dell’appropriazione dei beni comuni da parte dei grandi gruppi capitalistici sostenuti dagli imperialismi, come l’acqua. Per il rifiuto del furto delle risorse energetiche fossili da parte delle classi dominanti, dell’estrazione del gas dalle scisti e dei rischi ancor maggiori derivanti dalle centrali nucleari.

Il nostro movimento, il movimento socialista, è il solo capace di giocare un ruolo motore per l’amplificazione, la convergenza delle lotte popolari e per una vera rivoluzione verso l’uguaglianza e la libertà. Beninteso il cammino verso una vera emancipazione sarà lungo. Ma già sin d’ora è necessario sviluppare le convergenze delle lotte, rinforzare la collaborazione ed il dibattito tra le correnti anticapitaliste e rivoluzionarie per fronteggiare insieme i nostri nemici comuni.
Questi Incontri Anticapitalisti Mediterranei non sono che un inizio. Questa conferenza invia dunque il messaggio a tutti i movimenti di massa e a tutti i socialisti che solo la loro unità nel mondo condurrà alla vittoria.

18-05-2011

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