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(7 Agosto 2011) Enzo Apicella
Dopo il declassamento dei titoli di stato USA, la Cina chiede garanzie e una risoluzione "strutturale" del debito nordamericano

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Pensioni salario reddito diritti. Quattro buoni motivi per lottare

Venerdì 12 marzo sciopero generale con manifestazioni locali

(22 Febbraio 2004)

Il Governo Berlusconi, come aveva promesso, sta portando in profondità l’attacco alle condizioni di vita e di lavoro di tutti. I salari e gli stipendi sono ormai talmente insufficienti a garantire le famiglie dei lavoratori che in tutte le categorie stanno ormai esplodendo conflitti durissimi, dai tranvieri ai vigili del fuoco, dall’ILVA di Genova ai lavoratori dell’Alitalia. Conflitti che stanno anche rimettendo in discussione tutta la gabbia delle leggi antisciopero con cui fino ad ora si era tentato di contenere le giuste rivendicazioni del mondo del lavoro. Intanto si conferma la presenza dei soldati Italiani in Iraq spostando nuovamente risorse dalle spese sociali alle imprese di occupazione militare. La precarietà è lo strumento, sempre più diffuso, attraverso cui le aziende e le amministrazioni pubbliche risparmiano sul costo del lavoro e contemporaneamente ottengono il controllo più stretto sui lavoratori che, in assenza di qualsiasi garanzia sul proprio futuro, diventano anche un elemento di ricatto per gli occupati stabili. I precari e i disoccupati sono ormai milioni, a loro oltre la precarietà non si offre altro. In Italia non c’è alcuna tutela economica per i periodi di disoccupazione o di precariato come invece esiste negli altri paesi europei. Le pensioni sono nuovamente sotto tiro. Il Governo ha deciso: allungamento per tutti della permanenza al lavoro – minimo 60 anni di età con 35 anni di contributi, o, comunque 40 anni di contributi -; ulteriore riduzione della copertura delle pensioni rispetto allo stipendio in godimento all’atto del pensionamento; parziale chiusura delle "finestre annuali di uscita" che passano da quattro a due, sarà, quindi sempre più difficile andare in pensione. I giovani, in nome dei quali si è di nuovo messo mano alle pensioni, e i precari, con questa riforma, avranno di fronte un futuro senza alcuna garanzia pensionistica. Ma lo scippo più forte è quello che si opererà sul TFR il cui utilizzo, per sostenere i fondi pensione gestiti dai sindacati concertativi, avverrà tramite il meccanismo del silenzio-assenso che in pratica vuol dire che se non ci sarà un esplicito rifiuto del lavoratore all’utilizzo dei suoi soldi accantonati per la liquidazione, questa finirà "d’ufficio" nei fondi pensione che servono a sostenere le aziende e rischiano di far fare ai nostri soldi la fine di quelli dei risparmiatori che hanno investito nella Parmalat o in Cirio. La tanto temuta decontribuzione per i neo assunti, che avrebbe prodotto un buco colossale nei conti dell’INPS non è scomparsa; il provvedimento è stato stralciato ed inserito nel Disegno di Legge 848 bis, quello stesso in cui è stata provvisoriamente collocata anche la scomparsa dell’articolo 18: una bomba ad orologeria pronta ad esplodere!

E’ TEMPO DI DARE UNA RISPOSTA FORTE E IMMEDIATA!

I tentennamenti di Cgil, Cisl e Uil, più preoccupati delle loro divisioni interne che degli interessi materiali dei lavoratori, rischiano di impedire una risposta forte ed immediata capace di cambiare profondamente la politica economica del governo. Le lotte che in questi mesi hanno interessato molte categorie, la disponibilità dei lavoratori a tornare ad essere protagonisti del loro futuro, anche respingendo gli accordi sottoscritti da Cgil, Cisl, Uil dicono chiaramente che si può invertire questa disastrosa tendenza ed impedire ulteriori peggioramenti della condizione di vita e di lavoro di tutti

PASSA DALLA TUA PARTE!

IL 12 MARZO SCIOPERA CON LA CUB PER:
- Veri aumenti salariali e il ripristino dell’adeguamento automatico dei salari al costo della vita (scala mobile)
- l’introduzione del reddito sociale per disoccupati e precari
- il ripristino del sistema retributivo per tutti nel calcolo della pensione, la disponibilita’ totale del tfr, l’aumento delle pensioni in godimento, il mantenimento delle pensioni di anzianita’, l’introduzione di garanzie per i giovani e i precari
- respingere le privatizzazioni delle aziende pubbliche e lo smantellamento di scuola, universita’ e sanita’ pubblica
- la reintroduzione del diritto di sciopero che oggi e’ di fatto impedito
- una legge sulla rappresentanza sindacale che metta fine al monopolio di cgil, cisl e uil
- ribadire il nostro no alla guerra e alle spese militari

VENERDI’ 12 MARZO SCIOPERO GENERALE CON MANIFESTAZIONI LOCALI

RDB/cub

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