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Il Consiglio Provinciale di Verona approva due ordini del giorno anticostituzionali

(29 Febbraio 2004)

Nella seduta del consiglio provinciale di mercoledi 25 febbraio 2004 la maggioranza di centrodestra con il voto di un consigliere della Margherita ha approvato la proposta di legge regionale in tema di politiche rivolte ai Rom e ai Sinti riscrivendo in chiave restrittiva e di ordine pubblico la già esistente legge regionale n 54 del 1989. Ha approvato inoltre l'ordine del giorno della Lega di individuare un Commissario Straordinario che gestisca il periodo di transizione tra l'annullamento della "vecchia legge" e l'inserimento della "nuova". La persona che dovrebbe ricoprire questo ruolo è stata identificata nel ex Sindaco di Treviso, lo 'sceriffo' Gentilini, che a detta della Lega risulta essere un esperto di questioni relative ai Rom e ai Sinti.

Le due proposte approvate anche se possono passare come una mossa politica elettorale del centrodestra hanno in realtà una pesantissima portata di intolleranza e di istigazione all'odio razziale che va a sommarsi alla mobilitazione populista di questo periodo.

Sono sempre dell'idea che quando una Istituzione permette che al suo interno , a qualunque livello, sia possibile e regolamentare e mettere in discussione i Diritti e la Cittadinanza delle persone ci troviamo di fronte ad un grave rischio di ritorno al fascismo.

E questo rischio è tanto più grande quanto più tutto questo avviene dentro le regole democratiche.

Vale a dire che basta una maggioranza per giustificare anche un attacco alle libertà individuali.

E il tutto diventa Regime quando a difendere una maggioranza che sta devastando i diritti dei Rom e dei Sinti ricacciandoli al confino, sempre nel contesto democratico del rispetto delle regole istituzionali di un dibattimento consigliare, ci sono nella piazza una ventina di poliziotti in tenuta antisommossa, e cosa gravissima, dentro l'aula consigliare la Digos con tanto di telecamere.

Prima della votazione di queste proposte in cinque persone abbiamo espresso verbalmente il nostro dissenso. Abbiamo rotto la regola del silenzio che il pubblico deve rispettare in un aula del Consiglio. Siamo stati antidemocratici e per questo siamo stati querelati dal Presidente Galli Righi, il quale aveva perfino fatto togliere le sedie per il pubblico all'interno dell'aula e aveva dato l'ordine di non far entrare nessuno durante il dibattimento.

Il centrodestra tenta di affossare una buona legge regionale, frutto di un percorso europeo e nella quale si chiede, tra l'altro, ai comuni di attrezzarsi con aree di sosta e di attuare politiche a tutela della cultura dei Rom e dei Sinti. La cosa che si deve sapere è che spetta proprio alla Provincia far rispettare ai comuni l'applicazione della legge stessa.

E' chiaro che questa maggioranza non ha nessun interesse a far applicare una legge regionale che chiede ai comuni di accogliere i Rom e i Sinti, meglio allora dire che in questi anni è risultata fallimentare e sostituirla con una più in linea con un pensiero sempre più palesemente razzista.

Non abbassiamo la guardia,

Roberto Aere

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