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Albano: perquisiti 3 attivisti del Coordinamento No Inc. “No alle intimidazioni, il 18 corteo da Albano ad Ariccia”

(7 Giugno 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

Albano: perquisiti 3 attivisti del Coordinamento No Inc. “No alle intimidazioni, il 18 corteo da Albano ad Ariccia”

foto: www.radiocittaperta.it

07-06-2011/16:00 --- “Stamattina è scattato un blitz della Digos e della Questura nei confronti di 3 attivisti del Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano” – raccontava ieri a fine mattinata dai microfoni di Radio Città Aperta Emiliano Viti, del Coordinamento No Inc dei Castelli Romani.

“Alle cinque e mezza del mattino, quando gli agenti si sono presentati a casa dei tre compagni per effettuare le perquisizioni, l’accusa nei nostri confronti era di aver danneggiato e manomesso in passato alcuni automezzi che la Pontina Ambiente srl utilizzava per allargare la discarica di Roncigliano. Ma naturalmente, nonostante la lunga e accurata perquisizione non è emerso nessun elemento in qualche modo ricollegabile a episodi di danneggiamento nei confronti dei macchinari utilizzati all’interno della discarica. Come al solito è stato alzato un polverone con il solo scopo di criminalizzare una battaglia che in questo territorio ha avuto sempre un carattere fortemente popolare, un forte consenso e radicamento non solo ad Albano ma tra le popolazioni di tutti i Castelli Romani. Anche questa volta il Coordinamento, che già purtroppo in passato ha dovuto subire intimidazioni di vario tipo e operazione di discredito nei suoi confronti, saprà rispondere come ha sempre fatto. Per sabato 18 giugno confermiamo una grande manifestazione popolare che partirà alle 15.30 da Piazza Mazzini ad Albano e che sfilerà fino a Piazza di Corte ad Ariccia”.

All’indomani del blitz realizzato ieri all’alba dalla Digos su mandato del sostituto procuratore di Velletri Taglialatela i comitati della zona che si battono contro le devastazioni ambientali annunciano azioni di protesta contro le indebite intimidazioni già nei prossimi giorni. I danneggiamenti contestati ai tre – ma finora senza nessun riscontro – sarebbero quelli ai danni di alcune ruspe utilizzate nel movimento terro dalla Pontina Ambiente srl e dalla ditta Trasca srl avvenuto lo scorso aprile. Erano indumenti simili a quelli usati nel ‘sabotaggio’ che gli agenti cercavano nelle case perquisite ma che non hanno trovato.

I No Inc hanno sempre negato ogni legame con quell’episodio mentre in un comunicato diffuso ieri ricordano anzi che in precedente atto intimidatorio ad uno degli attivisti perquisiti ieri era stato dato alle fiamme un trattore. Che le perquisizioni di ieri siano una provocazione bella e buona proprio a pochi giorni dai referendum e dalla manifestazione già programmata per il 18 i No Inc lo mettono nero su bianco: "La mobilitazione contro l’inceneritore e per la chiusura della discarica di Albano è un grande ostacolo agli interessi e agli affari del sig. Cerroni che da decenni lucra sulla salute della popolazione con le sue discariche ed i suoi inceneritori laziali. Padroni e padroncini mettono in campo tutte le loro armi per fermarla e diffamarla. Per prime sono arrivate le minacce personali a carattere mafioso alle quali hanno fatto seguito l’ incendio del trattore ed ora le perquisizioni a casa di membri del comitato. Cos’altro si inventeranno Cerroni ed i suoi servi per fermare la volontà popolare?" ci chiedono i No Inc nel comunicato che poi prosegue: "E’ scontato che queste miserabili provocazioni - conclude il coordinamento del comitato No Inc - non fermeranno nemmeno per un attimo la mobilitazione popolare sia contro l’inceneritore momentaneamente bloccato dal TAR, sia contro l’infame ampliamento della discarica di Roncigliano, dove Pontina Ambiente srl sta completando un nuovo invaso, il VII, praticamente a ridosso del centro abitato".

E mentre a Napoli il nuovo sindaco De Magistris annuncia che si batterà contro l’inceneritore previsto in provincia – ma senza scatenare un braccio di ferro col presidente della Regione Caldoro che invece lo approva – una notizia ai quali i media non hanno dato nessuno spazio ci ricorda i rischi che i cosiddetti ‘termovalorizzatori’ comportano: rifiuti, anche pericolosi, usati al posto della lolla di riso e di altre biomasse nell'impianto di incenerimento Riso Scotti Energia, per fornire al Gestore dei Servizi Energetici di Roma, usufruendo di sovvenzioni pubbliche e quindi ad un prezzo superiore a quello di mercato, energia elettrica falsamente qualificata come derivante da fonti rinnovabili di biomasse. Su disposizione del giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Milano, Stefania Donadeo, gli uomini del corpo forestale dello Stato hanno eseguito stamattina le misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di Franco Centili, funzionario del Gestore dei Servizi Energetici, (G.S.E.) di Roma, mentre ai domiciliari sono finiti Angelo Dario Scotti, vice presidente del Cda di Riso Scotti Energia - R.S.E. , nonché presidente del Cda e amministratore delegato di Riso Scotti S.p.A., società proprietaria di fatto di R.S.E, Andrea Raffaelli, funzionario del G.S.E. di Roma, Elio Nicola Ostellino, consulente esterno di Assoelettrica e Nicola Farina, commercialista di fiducia del Gruppo Scotti. Nel novembre 2010 erano già stati decisi gli arresti domiciliari nei confronti di 7 indagati e disposto il sequestro preventivo dell'impianto di coincenerimento di R.S.E. Ora, da nuove intercettazioni è emerso, spiega la Forestale, il tentativo della R.S.E., "avallato e sostenuto dalla proprietà, di risolvere in modo favorevole alla società il contenzioso maturato con il G.S.E. attraverso l'intervento di persone amiche, dipendenti e/o collaboratori della P.A., in grado di modificare e/o annullare le determinazioni sfavorevoli assunte dal G.S.E".

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

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