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Cartelle pazze e multe assassine, i comitati: “Moratoria subito!”. Il 16 giugno manifestazione nazionale contro Equitalia

(7 Giugno 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

Cartelle pazze e multe assassine, i comitati: “Moratoria subito!”. Il 16 giugno manifestazione nazionale contro Equitalia

foto: www.radiocittaperta.it

07-06-2011/17:40 --- Dalle cartelle pazze (inviate più volte o ad indirizzi sbagliati o richiedenti pagamenti non più esigibili) alla mancata applicazione del rispetto delle cifre minime dei debiti per l'applicazione delle ganasce fiscali (ipoteche, fermi amministrativi, prelievi forzosi e blocco dei conti correnti ormai scattano per debiti risibili, mandando sul lastrico famiglie e imprese), dal rigido sistema di rateizzazione (che impedisce spesso anche a chi vorrebbe pagare di farlo) agli accanimenti sulle piccole imprese in crisi o sui lavoratori a partita IVA.
Non mancano di certo i motivi per protestare contro quello che è stato giustamente soprannominato il ‘business delle multe’.
L’episodio più eclatante è stato sicuramente il corteo di Cagliari che nonostante si svolgesse in un giorno lavorativo ha portato in piazza più di 20 mila persone contro la Gerit-Equitalia. Ma la lotta contro la società che gestisce la riscossione dei tributi e i suoi metodi intimidatori e persecutori ha visto iniziative praticamente in tutto il paese.
A Roma contro la sede di Equitalia in via Palmiro Togliatti lo scorso 26 maggio sono stati lanciati petardi e verdure. Al grido di ‘non ti paghiamo’ e ‘strozzini’ i comitati locali, i sindacati di base, i Blocchi Precari Metropolitani e la rete Roma Bene Comune hanno manifestato sfilando in corteo fino all’odiata sede, affollata di cittadini alle prese con cartelle pazze e multe assassine. Rivendicando il “diritto all’insolvenza”, cioè a non pagare. “Attraverso una normativa di emergenza – spiegava un’attivista romana ai microfoni di Radio Città Aperta - ora la Gerit/Equitalia è stata autorizzata dal governo ad intervenire direttamente sui conti correnti e a pignorare i beni. Spesso l’unica casa, per chi ce l’ha, o addirittura sequestrando dal giorno alla notte automobili, motorini, a volte l’intero garage”.

La rabbia monta, la protesta si allarga. E si organizza. Domenica a Roma si è tenuta un’assemblea nazionale.

“L’assemblea di domenica mattina è stato un passaggio importante nella battaglia contro Equitalia perché c’erano rappresentanti dei comitati provenienti da tutta Italia: dal Piemonte, dalla Campania, dalla Sicilia, dalla Sardegna, dalla Basilicata, naturalmente dal Lazio ecc” racconta sempre ai microfoni di RCA Andrea Mosetti, del Comitato Multassassina, attivo nella capitale ormai da anni.

L’assemblea si è tenuta proprio alla vigilia della presentazione degli emendamenti al Decreto Sviluppo nel quale sono comprese molte delle richieste che sono state avanzate finora dai comitati di tutta Italia per porre un’argine alla legge 3 del 2005 che ha istituito questo sistema nazionale di riscossione dei crediti che sempre più cittadini contestano. Al termine dell’assemblea i comitati e le realtà che hanno partecipato hanno lanciato per il 16 di giugno un altro appuntamento nazionale: questa volta i comitati e le rappresentanze dei movimenti delle varie regioni si sono date appuntamento, nel pomeriggio a partire dalle 15, davanti a Palazzo Montecitorio per una manifestazione che vuole ribarire il no a un sistema vessatorio e discriminatorio nei confronti di tante piccole imprese e di tanti lavoratori. “In questi 9 giorni che ci separano dal presidio lavoreremo per coinvolgere altre forze e altre realtà nella manifestazione, come ad esempio i sindacati, perché pensiamo che debba essere una battaglia di tutti. Intanto vogliamo chiedere una moratoria: dai vari territori ci arrivano dati sempre più allarmanti con milioni di famiglie, di lavoratori e di piccole aziende che non riescono più a far fronte a questo sistema di riscossione dei crediti la cui ingiustizia salta sempre di più agli occhi”. Multe assassine, cartelle pazze inviate erroneamente,

“A chi ci accusa di protestare perché non vogliamo pagare le tasse rispondiamo che in questi anni, con la scusa della lotta all’evasione si sta facendo una vera e propria mattanza di famiglie, di lavoratori e piccole imprese” conclude Andrea Mosetti, spiegando che a fronte di un valore complessivo dell’evasione fiscale pari a 120 miliardi di euro Equitalia, nonostante i suoi metodi alla ‘sceriffo di Nottingham’, è riuscita a recuperarne nel 2010 solo 9, tolti interamente alla gente comune e non certo ai grandi evasori che al contrario hanno potuto beneficiare di condoni e scudi fiscali. Il problema è che le multe – e le multe e le more sulle somme pagate in ritardo - sono ormai tra le voci più importanti del bilancio dei comuni italiani. Comuni vampirizzati dai continui tagli dei governi nazionali e che quindi si rivalgono, spesso con metodi discutibili, sui lavoratori, sui precari e sui piccoli imprenditori. I vigili urbani, in molti casi, sono diventati il ‘braccio armato’ di questo sistema di riscossione dei tributi, alimentando un mercato che, solo a Roma, porta la quantità di multe comminate nel 2010 a 3 milioni e 631 mila, con un incremento rispetto all'anno precedente del 25% (dati tratti da repubblica.it del 22/04/2011). In questo quadro le multe rappresentano una mannaia sempre pendente sulla testa di milioni di cittadini già alle prese con i tagli allo stato sociale e ai servizi, con la disoccupazione e una crisi che non sembra avere fine. Salvo diventare, come al ballottaggio di Milano, oggetto di promesse elettorali dell’ultim’ora…

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

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