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Giustizia e libertà

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(Palestina occupata)

PFLP: Il discorso di Netanyahu al congresso statunitense è il discorso di un oppressore razzista

(8 Giugno 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.pflp.ps

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha rilasciato un comunicato il 25 maggio 2011, descrivendo il discorso del Primo Ministro sionista Benjamin Netanyahu al congresso degli USA uno spudorato rigetto del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali del popolo arabo. Il comunicato affermava che il discorso di Netanyahu consiste in niente di nuovo, per quanto profondamente esecrabile, in quanto ha richiesto la liquidazione dei fondamentali diritti palestinesi e la distruzione dell’unità palestinese, presentando uno spudorato rigetto della legge internazionale, e un ovvio disprezzo verso gli arabi, i musulmani e la comunità internazionale.

Il PFLP ha notato anche l’entusiasta risposta dei membri del Consiglio USA e dei media statunitensi alle dichiarazioni di Netanyahu, e allo stesso tempo, l'opposizione al discorso di Netanyahu dapartedi manifestanti di base, una delle quali è stata attaccata quando ha iniziato a urlare contro Netanyahu nell'aula del Congresso. IL PFLP ha fatto appello al nostro popolo per rispondere al discorso di Netanyahu attraverso manifestazioni di massa e azioni il 5 giugno – l’anniversario della sconfitta del ’67 – continuando la resistenza popolare della protesta del 15 maggio e rivendicando i diritti palestinesi, incluso il primo e essenziale diritto al ritorno e la liberazione nazionale.

Il Fronte ha affermato che il primo ministro dello stato occupante, coloniale e razzista ha espresso un’enorme livello di immoralità, bigottismo e arroganza tra i sorrisi gli applausi dei membri del Congresso. Il Fronte ha fatto notare, che tali politiche di servilismo e compiacenza (la cosiddetta “moderazione”) su cui queste forze hanno fatto affidamento nel mondo arabo fin dalla firma degli accordi di Camp David da parte Anwar Sadat negli anni ’70 non costituisce più una indiscussa autorità– il popolo egiziano nella rivoluzione del 25 gennaio ha resa chiara la volontà di porre la parola fine da parte del popolo arabo al servilismo e alla compiacenza.

Il Fronte ha anche affermato che i membri del congresso USA –maestri e alleati di Netanyahu – sono ben consapevoli che il sionismo fu fondato come e continui ad essere un movimento razzista e reazionario basato su falsità e illegittimità, totalmente rigettato dal popolo della Palestina, della nazione araba, e senza dubbio dalla intera umanità, che non raggiungerà i suoi obiettivi di assoggettare il popolo della Palestina e della nazione araba, defraudandola delle sue terre e delle sue risorse. Il PFLP ha fatto appello alle forze politiche palestinesi affinché prendano le loro responsabilità e affrontino le sfide che ci aspettano nell’implementare una strategia nazionale unitaria basata sulla liquidazione degli accordi di Oslo e dei suoi tragici effetti sul nostro popolo, affermando che il movimento arabo per la liberazione e la democrazia aprirà la strada per il popolo arabo e palestinese per raggiungere l'autodeterminazione da loro stessi e la vittoria per la dignità, il diritto di liberare la nostra terra e il nostro popolo e raggiungere libertà, giustizia e unità.

Il Compagno Zulficar Swairjo, membro del Comitato Centrale del PFLP ha affermato alla TV di Al-Alam che Netanyahu ha provato nel suo discorso a eludere i fatti storici, la geografia e la legge internazionale. Ha affermato Swairjo: “Noi diciamo a Netanyahu, che rivendica la West Bank come sua terra ancestrale e promessa da Dio, che il popolo palestinese esiste in questa terra da migliaia di anni, e che i nostri diritti sono confermati dalla storia e dalla legislazione internazionale”.

Il Compagno Swairjo ha inoltre sottolineato che non vi è la possibilità per nessuna sorta di negoziati con quest’uomo e il suo governo, dato il suo rigetto di qualsiasi diritto legittimo del nostro popolo. Ha fatto appello alla leadership palestinese di rinunciare una volta per tutte ai negoziati alla luce della chiara posizione statunitense e di tornare invece al potere del popolo, alle rivoluzioni arabe, allo stato d'animo del popolo palestinese e di impegnarsi in azioni e strategie decise che permettano di confrontarsi con il nemico razzista.

Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina

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