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(1 Maggio 2009) Enzo Apicella

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Alle provocazioni della bindi rispondiamo con la lotta

(14 Giugno 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.slaicobas.it

Senza nessuna vergogna e con molta provocazione il dott. Maci ha proposto ai delegati, nell’incontro all’Assolombarda del 7 giugno 2011,le sue assurde proposte in risposta alla piattaforma presentata dai delegati delle RSU:

Congelamento del PLO e abolizione di tutte le indennità ottenute nell’ultimo accordo aziendale.
Modifica degli orari di lavoro, con previsione di maggior flessibilità ed utilizzo del ROL per le fermate produttive che verranno decise dalla Direzione.
Riduzione della paga per i nuovi assunti.
Spostamento di alcune produzioni per ridurre il costo del lavoro e i diritti dei lavoratori.
Naturalmente queste decisioni verranno prese unilateralmente o con i sindacati che concordano altrimenti nessun confronto con i delegati e i sindacati e le RSU.
Solo se cambiamo il nome a Maci e lo chiamiamo Marchionne i conti possono tornare; proprio in questo momento ai lavoratori della Bindi,diciamo con molta franchezza che se non ci mobilitiamo contro questo progetto, nè il presente nè il futuro sarà più tranquillo per noi e per quelli che verranno dopo di noi.
La famiglia degli imprenditori italiani più aggressiva e più repressiva, la FIAT, con a capo i suoi manager tra cui Marchionne, che abbiamo paragonato al dirigente della Bindi dott. Maci, sta facendo scuola; la sconfitta sindacale costruita a tavolino dai media, dai partiti e dai sindacati confederali, con i referendum a Mirafiori, a Pomigliano e alla Bertoni, hanno creato le condizioni perché tutte le aziende italiane vogliono emulare i padroni dell’auto italiani, e la Bindi non fa eccezione.

Lavoratori, Compagni !! Mai come in questo momento serve la resistenza e la lotta, perché se anche la Bindi, un’azienda che ha ottenuti consistenti profitti sempre e continuerà a farli, vuole ridurre lo stipendio ai lavoratori, ridurre i diritti e cancellare la trattativa sindacale, significa che tra qualche hanno torneremo alla schiavitù e al caporalato.

Maci ha dichiarato il 7% in meno di produzione rispetto al 2010 e non vuole rischiare per i prossimi mesi e si vuole attrezzare per tempo scaricando preventivamente il costo della flessibilità del mercato, se mai nel settore agroalimentare fosse costante e continua; nel frattempo la dirigenza della Bindi elimina i parcheggi per i dipendenti e apre a nuove soluzioni di mercato con il super spaccio in programma davanti allo stabilimento. Il signor Marchionne mentre manda in mezzo alla strada migliaia di lavoratori e ne riduce i diritti continua a guadagnare, da solo, l’assurdo stipendio annuo pari a quello di 6400 operai.

Il dott. Maci quando porta a casa ? quanto guadagnano i bellimbusti dell’Assolombarda che ne difendono gli interessi e le scelte ? questi signori devono rispondere anche a questo prima di provocarci gratuitamente ! Non bisogna aspettare il 29 giugno per far sentire la nostra voce, i delegati delle RSU hanno il dovere di coinvolgere i lavoratori con le assemblee e di organizzare la lotta !

Oggi più che mai i lavoratori della Bindi devono prendere coscienza che solo resistendo alle assurde proposte dell’azienda possono continuare a lavorare serenamente, a difendere la propria dignità e lo stipendio, altrimenti l’obiettivo di tutti i padroni sarà raggiunto anche a San Giuliano Milanese, ridurre il costo del lavoro e i diritti come per i proletari senza diritti e con stipendi da fame dei paesi dittatoriali e repressivi.

CONTRO LA PROPOSTA DELL'AZIENDA SCIOPERO SUBITO E ALLARGAMENTO DEL FRONTE DELLA LOTTA A TUTTE LE SOCIETA' PRESENTI IN BINDI E ALLE ALTRE AZIENDE VICINE A CIVESIO E A SAN GIULIANO MILANESE !!

San Giuliano Milanese, 13 giugno 2011

SLAI COBAS S.I.P.A. BINDI

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