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(30 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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Madrid: barbarie senza giustificazioni

La strategia della tensione non appartiene al popolo Basco

(12 Marzo 2004)

Apprendiamo dai telegiornali degli assurdi attentati che a Madrid hanno causato a tuttora più di 170 morti ed oltre 400 feriti.
Ancora una volta è stata colpita la popolazione civile. Le modalità riportano alla memoria le immagini degli ani '60 e '70 qui nello Stato italiano, quelle delle stragi di Piazza Fontana, dell'Italicus, di Brescia, via via fino alla strage di Bologna nell'80.
La barbarie violenta che sta dilagando in tutto il mondo, è arrivata così a due passi da qui. Dopo la prima guerra in Iraq, i bombardamenti e le guerre nei Balcani, l'Afghanistan, le Twin Towers, la seconda guerra nell'Iraq, senza dimenticare i fiumi di sangue che quotidianamente scorrono in Africa, Asia ed America Latina. Il prezzo più alto come sempre lo pagano i civili.
Stiamo leggendo ed ascoltando a ripetizione notizie, commenti, versioni, anatemi, attribuzioni di responsabilità smentite, poi reiterate, poi di nuovo smentite. Forse sarà utile fare un riepilogo di quanto accertato finora. A parte ovviamente il verificarsi degli attentati ed il numero terribilmente alto di vittime.
Il Governo spagnolo del Partido Popular accusa ETA di aver con queste azioni inteso influenzare le elezioni di domenica. ETA smentisce il suo coinvolgimento negli attentati.

La Sinistra Abertzale, per bocca di Arnaldo Otegi, sostiene di ritenere quasi impossibile pensare che l'organizzazione armata basca possa avere a che fare con tutto questo; piuttosto, come ipotesi, indicano come più probabile quella della pista fondamentalista islamica, dato l'alto livello di coinvolgimento dello Stato spagnolo nell'occupazione dell'Iraq. Circola insistentemente la notizia per cui proprio un gruppo di matrice islamica avrebbe rivendicato presso il Ministero degli Interni l'azione. Non vi sono smentite ufficiali, ma poco dopo il Ministro degli Interni spagnolo attribuisce con sicurezza ad ETA la paternità.

Fin qui i fatti. Ora alcune considerazioni:
1) Il Ministro spagnolo sostiene di essere certo della responsabilità di ETA a causa delle modalità dell'attentato e delle indagini poliziesche dei giorni precedenti. Sul discorso delle modalità, niente di più inesatto. Per chi conosce un minimo la storia del conflitto basco, è noto il fatto che, pur essendosi resa responsabile di gravissimi errori, costati la vita a civili, ETA non ha mai fatto sua la pratica delle bombe sui treni, senza contare il fatto che ogni volta, compresa quella dell'attentato all'Hypercor di Barcelona, costato la vita a 21 persone, ha avvisato la polizia della presenza di bombe prima che queste potessero esplodere. Nel caso dell'Hypercor, fu della polizia la scelta di non avvisare i frequentatori del supermercato e quindi di non evacuarlo. Ferma restando la gravissima responsabilità da parte di ETA che ha lasciato nelle mani dello Stato la gestione del fatto, mettendo così in gioco la vita della popolazione civile. Il discorso delle indagini si riferisce invece, stando a quanto riferito dai TG italiani, alla cattura giorni fa di un furgone con tre militanti di ETA a bordo che trasportava una ingente quantità di esplosivo. (Sarebbe interessante al proposito sapere che fine ha fatto questo esplosivo sequestrato).

2) Gli eventi di questi ultimi anni ci hanno, persino un po' troppo, abituati a “convivere”, perlomeno mediaticamente, con l'aberrazione delle continue stragi che colpiscono inermi cittadini. Come dicevamo sopra, questa pratica non è affatto nuova. A parte le stragi perpetrate da questo o quell'esercito in tempo di guerra, l'arcinota “Strategia della tensione” in Italia, e più recentemente la pratica delle azioni kamikaze, fanno purtroppo parte stabile della cronaca e della storia più recente. Ma proprio per questo, non bisogna farsi accecare nè dal dolore per le vittime, nè dalla rabbia che questi massacri provocano. Naturalmente, ben diversa origine e motivazioni hanno le stragi fasciste o di Stato da quelle dei kamikaze islamici. Le prime sono funzionali ad una politica volta a terrorizzare e manovrare conseguentemente la popolazione e la sua vita politica; le atre sono molto spesso dettate da livelli di disperazione (Palestina) o fanatismo (fondamentalisti). Sta di fatto che mai organizzazioni indipendentiste con origini genericamente progressiste o più direttamente di sinistra hanno adottato questo tipo di pratica, cioè quello dell'uccisione di massa. Al contrario, quelli che ora tuonano di difesa della democrazia nello Stato spagnolo, si tratti del PSOE, fautore della politica degli squadroni della morte (GAL) per la quale due ministri, Vera e Barrionuevo, sono stati condannati, anche se hanno poi beneficiato di una impunità di fatto, o il PP di Aznar, che oltre allo stesso tipo di pratica, con sequestri, torture ed uccisioni, si è di fatto impadronito della legalità per mettere fuorilegge o in grado di non nuocere politicamente chiunque non gli garbi, avrebbero molti interessi da cavare, manipolando l'accaduto a loro favore. Il PSOE come noto non vede di buon occhio l'incontro avuto da un rappresentante di un partito catalano con ETA, incontro che ha portato alla proclamazione da parte di questa di una tregua relativamente ai Paesi Catalani. Il PP d'altra parte, si vede in grossa difficoltà per queste elezioni, per cui non gli verrebbe poi così male cavalcare la tigre della fermezza contro il terrorismo. Il tutto lasciando ovviamente nel dubbio, visto che nemmeno su questo esistono certezze, di un loro coinvolgimento diretto nella strage, Italia docet.

3) Restando sul terreno della valutazione, sulla base di quanto è stato finora, va segnalato il fatto che la Sinistra basca in generale, ed ETA in particolare, ben poco di utile potrebbero trarre da azioni di questo tipo. Quando nel luglio del 1996 ETA uccise il consigliere del Partido Popular Miguel Angel Blanco, si scatenarono manifestazioni apparentemente di popolo, in realtà ampiamente orchestrate ed inscenate da formazioni della destra, anche estrema, non solo spagnola, la Sinistra Abertzale, per sua stessa ammissione, toccò con mano la superficialità dell'analisi fin lì compiuta. ETA stessa si rese conto di aver sottovalutato l'apparato mediatico e propagandistico a disposizione dello Stato, che aveva così potuto dare via libera ad una ondata di autentico razzismo antibasco, visto che anche persone che partecipavano alle manifestazioni di protesta venivano malmenate perchè in basco si esprimevano. Appare oltretutto poco probabile che una formazione come ETA, che ha dichiarato di volersi mettere momentaneamente da parte per lasciare spazio alle iniziative messe in campo dal resto della Sinistra Abertzale per aprire nuove strade ad una soluzione pacifica, si butti poi a testa bassa su una assurdità di queste proporzioni, vanificando così tutto quanto fatto in questi ultimi tempi. Oltretutto, non è suo costume smentire la paternità delle azioni, infatti nemmeno dopo l'Hypercor lo fece.

Abbastanza strano sarebbe compiere volontariamente una strage simile, visto che non ci sono statetelefonate di preavviso, e poi tirarsi indietro. Questo tipo di pratica, del colpire sulla massa, appartiene piuttosto o ai vari servizi segreti, più o meno deviati, o al fondamentalismo, che fra le altre cose da tempo promette massacri agli USA ed ai loro alleati.
Questo è quanto si può fondatamente affermare. Il resto è scoppio d'ira cieca, o peggio strumentalizzazione politica delle vittime. Da ore i TG, nonostante le smentite, continuano, facendo coro alle istituzioni spagnole, ad attribuire la colpa ad ETA. Addirittura il TG1 si è spinto oltre, in un bell'accesso di ritorno di fiamma reazionario, paragonando l'attentato contro il ministro fascista Carrero Blanco a quello contro il giudice Borsellino (?!?).
Per non parlare poi di quanti in queste ore rialzano la testa per sputare il loro livore antibasco, definendo la Sinistra Abertzale in generale come fascisti eccetera. Se si tratta solo di persone disinformate, che reagiscono ad un giustissimo moto di sdegno di fronte ad una barbarie come quella vista oggi a Madrid, forse è meglio cercare di documentarsi ed informarsi sulla reale natura di un conflitto e delle parti in causa.

Per quelli in malafede, nulla da dire, se non che la storia finisce puntualmente per smentirli.
Di fronta all'atrocità di quanto successo, per parte nostra, siamo vicini alle vittime ed ai loro parenti ed amici. Ci dichiariamo più che decisamente contrari a pratiche che colpiscono civili inermi, ed una volta di più, anche se siamo fermamente convinti che si tratti di questione estranea a questi fatti, auspichiamo una soluzione stabile e positiva del conflitto che affligge il popolo basco.

Irabazi Arte!

Genova 11 Marzo 2004 h 15,10

Solidali con Euskal Herria - Genova

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