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Napoli est rifiuta i rifiuti

(26 Giugno 2011)

discarica abusiva Ponticelli

discarica abusiva a Ponticelli

Sono passati poche settimane da quando Silvio Berlusconi affermava che in pochi giorni l’emergenza rifiuti sarebbe stata risolta. Una sorta di disco rotto che si ripeteva ogni qualvolta tonnellate di rifiuti rimanessero per le strade dei quartieri del capoluogo campano.
Oggi la città è in una situazione insostenibile ed è seriamente a rischio epidemico. Tutto ciò mentre il governo Pdl-Lega continua a diffondere una marea di facendosi beffa della salute e della dignità dei proletari della nostra città.

La Lega ha affermato che non c’è emergenza rifiuti a Napoli, ma che sono i napoletani a non saper fare la raccolta differenziata per inciviltà. Giornali locali come Il Mattino addirittura hanno scritto infamanti articoli contro i disoccupati organizzati accusandoli di essere “la regia occulta” delle proteste. Nei comuni limitrofi di Napoli, e in zone del capoluogo dove è partita la raccolta differenziata, i napoletani hanno dimostrato di saperla fare egregiamente. Gruppi di proletari, tra cui proprio i precari Bros, che da anni chiedono di essere inquadrati nella gestione dello smaltimento dei rifiuti, hanno anche effettuato azioni dimostrative pulendo la città, smascherando le scempiate di governo e istituzioni sul loro conto e sui napoletani.

In realtà la gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti è un grosso business per capitalisti di Stato e di mafia. In Campania su 196 comuni sono presenti oltre 1200 discariche abusive.
L’obiettivo è quello di fare nuovi termovalorizzatori, nonché di aprire nuove discariche, dietro i quali ci sono interessi economici dei clan camorristici e di imprenditori come Gianni Lettieri, ex candidato sindaco di Napoli per il Pdl, e vari altri legati trasversalmente ai partiti politici della borghesia.
La speranza del governo è quella di arrivare al commissariamento dell’emergenza rifiuti per riportare la situazione sotto il controllo del binomio mafia-imprenditoria, che da oramai venti anni gestisce lo smaltimento dei rifiuti in Campania. Napoli est ne è forse la zona più colpita.

Alcune zone sono diventate delle vere e proprie discariche dove piccoli imprenditori di svariate aziende di Ponticelli e zone limitrofe - anche comuni dove la raccolta differenziata funziona bene - scaricano rifiuti speciali per evitare di pagare i rifiuti accumulati. Tra i rifiuti vi sono materiali altamente tossici, quali nichel, piombo e amianto che bruciati ed inalati provocano tumori ai polmoni e allo stomaco (nelle zone in cui sono presenti discariche abusive si è notato un forte aumento del tasso dei tumori e di mortalità).
Lungo le strade di Ponticelli, in particolare via argine e via fausto coppi cumuli di eco balle sono da anni sequestrate e mai state smaltite. E nelle immediate vicinanze famiglie di rom sono costrette a vivere in condizioni igienico sanitarie da terzo mondo.

Gli abitanti del luogo sono stanchi di vedere sotto le proprie abitazioni montagne di rifiuti di tutti i generi. Negli ultimi tempi sono sempre più frequenti episodi di rivolte da parte della popolazione oramai esasperata dalla situazione, che molto spesso ha organizzato autonomamente ronde di sorveglianza per evitare lo smaltimento abusivo di rifiuti. Lotte nelle quali noi compagni di Ponticelli siamo stati presenti.
I padroni delle aziende ,che cercano in ogni modo di risparmiare denaro, non solo sfruttando operai sottopagati , scaricano i loro materiali di scarto spesso tossici, in maniera illegale sotta casa della loro forza lavoro.
Naturalmente chi paga le conseguenze delle scellerate politiche dei governi di centro-destra e centro-sinistra, locali e nazionali, sono solo e sempre i proletari. Ci sarebbe da meravigliarsi se fuori le case di borghesi ci fossero cumuli di rifiuti solidi e speciali. Alla fine le zone designate per termovalorizzatori e discariche sono sempre quelle dei quartieri popolari, dove oltre il degrado culturale e sociale, provocato anche dalla disoccupazione, si aggiunge a quello ambientale.

E’ per questi motivi che il mese di giugno è partita la nostra campagna d’inchiesta, informazione e mobilitazione della popolazione del quartiere per difendere la salute degli abitanti.
Oltre le iniziative che sono già partite porteremo il problema in consiglio di Municipalità e Comunale, costringendo i politici a prendere posizione e a impegnarsi in prima persona per risolvere la situazione, convinti che solo una mobilitazione di lotta porterà risultati.

Siamo stanchi di rischiare malattie per mano di scellerate politiche borghesi, saremo noi proletari a fare i nostri interessi senza delega alcuna.

La lotta paga!


Napoli 24/06/2011

Comunisti di Ponticelli

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