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Monti Bildelberg

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(4 Maggio 2012) Enzo Apicella
32 dall'inizio dell'anno gli operai e i piccoli imprenditori travolti dalla crisi che hanno deciso di uccidersi

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Un coperchio da far saltare

Padroni e vertici sindacali si accordano ai danni della classe operaia.
Avanti con la mobilitazione unitaria delle forze proletarie !

(7 Luglio 2011)

Confindustria e vertici sindacali CGIL-CISL-UIL hanno firmato, in nome della “competitività delle imprese” (cioè dei profitti), un accordo sulla rappresentanza che introduce deroghe ai CCNL, norme antidemocratiche sulle RSU, la negazione dei referendum sui contratti e limitazioni al diritto di sciopero.

L’intesa serve ad aumentare lo sfruttamento e la flessibilità degli operai, ad imporre accordi antioperai come quelli di Pomigliano e Mirafiori, a spalancare la porta ad ulteriori attacchi padronali. Il suo obiettivo politico è mettere all’angolo i settori più combattivi della la classe operaia.

Sacconi e Tremonti plaudono, mentre il PD per tornare al governo si sforza di dimostrare ai padroni di saper garantire meglio di Berlusconi i loro interessi.

Per quanto riguarda i vertici CGIL, la loro firma scaturisce dall’accentuarsi della crisi che investe l’imperialismo italiano. In questo contesto, i capi e gli strati dirigenti socialdemocratici e social-liberisti si spostano a destra per sostenere le politiche della grande borghesia.

Una volta di più dimostrano il loro ruolo di agenti della borghesia all’interno del movimento operaio e popolare, strumento della parte più reazionaria ed aggressiva della borghesia.

Ci troviamo di fronte ad un punto di snodo.

Per rispondere efficacemente all’offensiva capitalista è necessario che la classe operaia e gli altri lavoratori sfruttati abbandonino i capi riformisti, socialdemocratici ed opportunisti per dare l’avvio ad una grande mobilitazione di massa.

All’unità di vertici fra i collaborazionisti dobbiamo contrapporre la più ampia unità di classe. Occorre compattare in un unico fronte tutti gli organismi operai che si rifiutano di pagare la crisi e resistono all’offensiva capitalista, senza cadere in posizioni settarie ed autoreferenziali.

La mobilitazione decisa ed unitaria può spezzare la tenaglia delle forze antioperaie, può far saltare il coperchio dell’accordo sulla rappresentanza.

Respingiamo l’intesa-truffa con il NO e la lotta nelle fabbriche e nelle strade.
Difendiamo e pratichiamo il diritto di decidere sui contratti.
Difendiamo la libertà di sciopero e di organizzazione scioperando e organizzandoci.
Rivendichiamo la cacciata dei segretari sindacali che hanno firmato l’accordo. Sono loro, sono i burocrati che devono essere espulsi dai sindacati, non i lavoratori combattivi.
Rafforziamo l’opposizione sindacale di classe dentro e fuori i sindacati confederali, unifichiamo i vari fronti di lotta.

Gli elementi migliori del proletariato devono porsi di fronte al compito della ricostruzione dello strumento indispensabile per dirigere le lotte contro il capitalismo, per il socialismo: il partito comunista marxista-leninista.
Questo compito si rivela sempre più decisivo e urgente.

2 luglio 2011

Piattaforma Comunista

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