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(20 Aprile 2012) Enzo Apicella

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Genova 10 anni fa

(20 Luglio 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.dirittidistorti.it

Fa caldo, luglio, tardo pomeriggio, sono alla Stazione dei treni a Velletri e in macchina aspetto che torni mia sorella, 20 anni, lei aveva un esame all’università, tutto normale, gli esami si fanno anche con il caldo, anche a luglio, poi magari andiamo al mare, raggiungiamo i nostri. Il caldo, la stazione, la rabbia, la tristezza, la voglia di prendermela con il primo che mi fosse passato davanti, il primo che invece di essere a Genova stava a casa, il primo così…io.

Prima di uscire di casa avevo appreso della morte di un giovane, Carlo, Carlo Giuliani, classe 1978. Io che avevo seguito in Tv e su internet la cronaca di quel giorno; io che poi l’autobus per Genova non si era più fatto, quelli dei Castelli non si erano più organizzati; io che non avevo avuto il coraggio di andare e ora ascoltavo impotente, triste e arrabbiata una cronaca che raccontava storie già sentite, passate, storie di giovani che manifestano contro i potenti, per un mondo più giusto, dove non conti solo il denaro e il far carriera, ma anche qualcos’altro, un qualcosa certo migliore di successo, denaro, individualismo. Giovani e non giovani cui lo Stato risponde ieri, come nel 2001 e come oggi, allo stesso modo: un colpo di pistola, quando va meglio un po’ di manganellate. Ieri come allora: hanno ammazzato un compagno.

Un carabiniere, un professionista della tutela e della difesa dei cittadini, contro un giovane in canottiera, una zecca, un comunista, un punkabbestia, come si sono affrettati a commentare, sia chi dava l’ordine di sparare e dirigeva le forze dell’ordine, sia chi non aveva avuto il coraggio di stare a Genova fianco a fianco con chi manifestava.

Un estintore contro una pistola. Poi un corpo inerme contro una camionetta, che passa una volta, poi ancora sopra quel corpo, tanto è un comunista. Una democrazia che in un lampo diventa barbarie, ingiustizia, morte di un ragazzo in canottiera bianca.

E non hanno più senso le parole, i commenti, le notizie sul G8; non ha senso enfatizzare le immagini delle distruzioni dei black bloc, Genova occupata dai militari, tutto finisce alle 17.27 del 20 luglio 2011 con la maglietta bianca e il sangue rosso di Carlo, che aveva avuto il coraggio – insieme a tanti – di dire no ai potenti, di ribellarsi, di partecipare invece di andare al mare.

Eppure era estate anche per lui, anche per lui erano 23 anni, anche per lui c’era la vita, quella vita che è anche non abbassare la testa, anche per noi Carlo era a Genova.

20-7-11

Alessandra Valentini
DirittiDistorti

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