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Fiat voluntas Usa

Fiat voluntas Usa

(24 Settembre 2012) Enzo Apicella
Nel suo discorso all'Unione Industriale di Torino Marchionne addossa le colpe della crisi Fiat all'Italia che non si libera dalle zavorre.

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APPUNTAMENTI
(Capitale e lavoro)

26 marzo: segnali di dissenso. Ma il conflitto è morto?

volantino distribuito alla manifestazione provinciale di Manfredonia (Foggia)

(27 Marzo 2004)

I sindacati sono in piazza. Nuovamente. Avete notato il ritmo frenetico di iniziative, manifestazioni, convegni organizzati dalle sigle sindacali in quest’ultimo periodo? Solo sabato scorso erano a Roma, intenti ad infiltrarsi nella grande manifestazione nazionale contro l’aggressione Nato all’Iraq. Oggi ripropongono i temi della contestazione alla politica economica del governo. Noi, da inguaribili scettici, non possiamo fare a meno di guardare con sospetto ad un simile iper-attivismo. Specie se questo avviene in piena campagna elettorale.

Ci chiedono di unirci, di dare tutti assieme la spallata al governo Berlusconi. Al governo della guerra all’Iraq, dell’attacco alle pensioni e delle riforme peggiorative al mercato del lavoro, del razzismo di Stato e della riabilitazione del fascismo.

Noi rispondiamo che “va bene”, si può fare. Ma per fare il favore a chi? Per accompagnare la risalita al potere del governo della guerra alla Jugoslavia, per sostituire Treu a Biagi, la Turco-Napolitano alla Bossi-Fini, Violante a Scajola, Prodi a Berlusconi?

No signori, noi non vi appoggiamo in questo piano scellerato. Non contate su di noi.

Noi, parte integrante delle cosiddette “fasce deboli”, non abbiamo voglia di rimanere “deboli” a vita. Vogliamo contare, incidere, far valere la nostra forza. Rigettiamo la flessibilità nelle sue varianti di “destra” e di “sinistra”; la svendita della nostra forza lavoro; la nuova servitù delle agenzie interinali; l’emigrazione forzata o il ricatto di un lavoro nocivo, magari mortale, la realtà delle gabbie salariali; le leggi razziste contro l’immigrazione e le avventure coloniali dei “nostri” militari. Chiediamo alla politica ufficiale: qualcuno può venire incontro a queste nostre richieste? Ci rispondiamo da soli: no. Nessuno.

Gli anni ingloriosi del governo di centro-sinistra sono ancora impressi nella nostra mente. Anni in cui la natura del capitalismo si è mostrata a tutti i politicanti, agli illusi e agli utili idioti: un sistema dove non c’è pietà per le classi subalterne, dove nessun padrone ne avrà mai, neppure se mostra all’occhiello lo stemma della Cgil o dei Democratici di Sinistra. Allora la nostra soluzione la troviamo da soli: rispolveriamo le vecchie parole d’ordine per una nuova lotta di classe. Senza guardare in faccia a nessuno. Come studenti, disoccupati, precari, lavoratori a nero, senza partito né sindacato, rilanciamo le nostre posizioni: autorganizzazione e contropotere.

Autorganizzazione, come quella degli autoferrotranviari milanesi e della loro lotta ad oltranza. Contropotere, per una politica che parta dal basso e miri ad un cambio radicale del sistema in cui viviamo, senza deleganti e delegati. Difesa dei diritti acquisiti e lotta senza compromessi: dobbiamo riconquistare tutto, a partire dalla dignità.

SIAMO IN PIAZZA PER IMPALLINARE BERLUSCONI E TUTTI I SUOI SIMILI, DI DESTRA E DI FINTA “SINISTRA”. SIAMO IN PIAZZA PER RIVENDICARE IL NOSTRO RUOLO DI GIOVANI MERIDIONALI E LA NOSTRA ESISTENZA PROLETARIA. LONTANI DA OGNI BACINO ELETTORALE, PER LA LOTTA DI CLASSE, CON IL PENSIERO E LA SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE AL FIANCO DEI PARTIGIANI IRACHENI E PALESTINESI!

Collettivo Comunista AgitProp - Laboratorio Politico Jacob - via M.Pagano, 38 - Foggia

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