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Anti-terrorismo, oppure repressione di “pericolosi” sovversivi?

Catturati il 1 aprile tra Perugia, Foligno e Spoleto: Moreno Pasquinelli, Maria Grazia Ardizzone e Alessia Monteverdi (tutti del “Campo Antimperialista”). “Oscurati” i siti internet della Voce Operaia e di Iraq Libero.

(2 Aprile 2004)

Il 1 aprile, con ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Perugia, sono stati catturati, tra Perugia, Foligno e Spoleto: Moreno Pasquinelli, Maria Grazia Ardizzone e Alessia Monteverdi (tutti del “Campo Antimperialista”), con l’accusa di avere aiutato militanti rivoluzionari turchi del Dhkp-c (Fronte del partito di liberazione del popolo rivoluzionario) in base all’art.270-ter c.p.; e 2 turchi, Er Avni di 33 anni, e Kilic Zeynep, una donna di 34 anni, in base all’accusa di associazione sovversiva finalizzata al terrorismo internazionale o di eversione dell’ordine democratico (art.270-bis c.p.). Secondo il procuratore della Repubblica, Nicola Mariano, i turchi sarebbero membri di alto livello dell'organizzazione. Decine di agenti di polizia, appoggiati da elicotteri, hanno perquisito un gran numero di case a Perugia. «Non si tratta di islamisti, qui siamo in presenza di una organizzazione turca molto forte, il Dhkp-c, che ha una grossa tradizione marxista leninista», ha detto Giampaolo Ganzer, comandante del Raggruppamento operativo speciale (Ros) dei carabinieri.

I tre italiani avrebbero fornito all'indagato turco un domicilio in Italia, la possibilità di utilizzo di telefoni cellulari, denaro, aiuti per trovare un lavoro e una copertura giuridica per ottenere il permesso di soggiorno: una delle arrestate sarebbe infatti la moglie, soltanto formale, del turco. Dalle indagini emergerebbe che proprio da Perugia sarebbero partite le rivendicazioni di alcuni attentati compiuti dal Dhkp-C nel 2003 e di quello fallito, il 10 agosto del 2003, vicino al salone dove si celebravano le nozze dell'ultimogenito del primo ministro turco, presente anche Silvio Berlusconi.

Contemporaneamente, sono stati sequestrati e “oscurati” i siti internet della Voce Operaia e di Iraq Libero. La motivazione è che gli arrestati fungevano da collegamento fra esponenti presenti in Italia e in Europa con le unità militari dell'organizzazione attive in Turchia. Questo - secondo gli investigatori - avveniva coordinando le diverse condotte del gruppo, agevolando il flusso di finanziamenti e di armi, suggerendo tecniche di dissimulazione delle comunicazioni e impartendo pacchetti d'ordine ai gruppi operativi in patria. Il collegamento sarebbe avvenuto principalmente per via telefonica e telematica, con messaggi protetti con programmi criptati.

Le operazioni si sono svolte prima dell'alba e nel quadro di un’operazione internazionale. In totale gli arrestati sono 41, catturati in Turchia, Belgio, Germania, Italia e Olanda. Tra di loro in Belgio c'e' Fehriye Erdal, una militante del Dhkp-c ricercata per l'assassinio di un uomo d'affari turco nel 1996. Le persone arrestate in Turchia sono 25. In Europa se ne sono aggiunte altre 16. Le operazioni sono scattate in tutti i paesi simultaneamente alle 5 (ore 2 di Greenwich). “C'e' stato un lungo processo di preparazione prima del via libera'', ha dichiarato una fonte degli Interni ad Ankara.

La Turchia da lungo tempo si lamentava con gli europei di dare ospitalita' ai membri del Dhkp-c, accusati di attacchi e omicidi ai danni di esponenti del governo turco.

Il gruppo è sorto nel marzo 1994 dalle ceneri del movimento di guerriglia Devrimci Sol (Dev Sol, Sinistra rivoluzionaria), a sua volta sorto nel 1978 da una scissione del fronte/partito di liberazione popolare turco. Il Dhkp-c, ha un suo seguito nei movimenti di occupazione delle case a Istanbul e in aree contadine abitate prevalentemente dall'etnia Alevit. Nella seconda metà degli anni Novanta, il Dhkp-c è stato considerato responsabile di numerosi attentati contro ex ministri e generali in pensione e dell'uccisione nel 1996 dell'industriale Ozdemir Sabanci, membro di una delle due principali famiglie imprenditoriali del paese. Il Dhkp-c e' diventato famoso per aver organizzato dall'anno 2000 una serie di scioperi della fame nelle carceri turche. Almeno 60 membri dell'organizzazione hanno perso la vita durante gli scioperi. Il Dhkp-c sarebbe coinvolto anche negli scontri mortali che nel 2000 hanno opposto le guardie carcerarie e i detenuti, con 30 morti (2 tra le guardie). Il Dhkp-c e' fuorilegge in Turchia ed è stato inserito nella lista dell'Unione europea dei gruppi terroristi nel maggio 2002.

Chi è Moreno Pasquinelli

Moreno Pasquinelli, originario di Foligno, 48 anni, è l'anima e il portavoce del Campo antimperialista di Assisi, attivo dal 2000. Per tanti anni aveva lavorato come cuoco in un ristorante ma ora gestisce una piccola ditta nel settore informatico. Ha sempre fatto parte di movimenti dell' estrema sinistra, tra cui 'Voce Operaia'. Nel campo di Assisi, organizzato in un camping, alle pendici del monte Subasio, venivano affrontati i temi della globalizzazione e dei diritti umani, nell' ottica di contribuire al rafforzamento della coscienza anticapitalista. Sono state ospitate le delegazioni di paesi dove ci sono movimenti di resistenza e realtà rivoluzionarie. Nel tempo sono intervenuti, tra gli altri, esponenti di movimenti curdi, baschi, colombiani, hezbollah, palestinesi, iracheni, turchi. Dopo i fatti di Genova aveva portato la propria testimonianza anche un black-block, un giovane inglese reduce dal G8 nel capoluogo ligure. Al termine del campo del 2000 era stato invece arrestato il cileno Jaime Prieto, esule in Sudafrica, che doveva scontare una condanna in Cile perchè accusato di aver partecipato ad un attentato a Pinochet e all' omicidio di un generale. Nell'edizione 2003 del campo, nel settembre scorso, Pasquinelli aveva lanciato la campagna «10 euro per la resistenza in Iraq». Il 20 marzo scorso il portavoce del campo era stato uno dei promotori della manifestazione a Roma per la resistenza irachena. Il campo antimperialista aveva recentemente condannato l'attentato di Madrid perchè erano stati colpiti e uccisi civili innocenti.

L’operazione giudiziaria in corso suscita perplessità e preoccupazione. Con la scusa dell’”anti-terrorismo” si stanno colpendo elementi politici che bene o male si rifanno al marxismo e al comunismo (anche se, pare, con un’impostazione più genericamente “antimperialista” che effettivamente anti-capitalista). Si oscurano siti internet, sui quali si può soltanto esprimere delle opinioni alla luce del sole (i messaggi “cifrati”, volendo, si possono mandare via e-mail). Come blog, non possiamo far altro che raccogliere notizie in merito; denunziare l’estensione della campagna statale di repressione, partita dalla caccia agli “anarco-insurrezionalisti”, all’area della sinistra marxista; ed esprimere la nostra solidarietà ai compagni arrestati, auspicando il loro pronto rilascio.

s.b.

Fonte

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