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Esplosione in un impianto nucleare francese: un morto e 4 feriti

(12 Settembre 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

Esplosione in un impianto nucleare francese: un morto e 4 feriti

foto: www.radiocittaperta.it

12-09-2011/14:50 --- L’ennesima dimostrazione che il ‘nucleare sicuro’ è solo uno slogan vuoto e ipocrita viene oggi dal sud della Francia. Cioè nel paese che negli ultimi anni ha investito miliardi di euro nel tentativo di rilanciare l’atomo coinvolgendo il compiacente governo di Berlusconi e lobby economiche ed industriali trasversali agli schieramenti politici.

Nella località di Codolet, vicina alla città di Nimes, questa mattina è esploso un forno impiegato nel trattamento delle scorie nucleari. L’incidente nell’impianto di Marcoule, avvenuto intorno alle 11.40 di questa mattina, è stato reso noto solo dopo le 14 dalle autorità di Parigi. A detta dei testimoni l’esplosione nell’impianto di riprocessamento delle scorie è stata tremenda, ed ha generato un incendio che ha causato la morte di un dipendente e il ferimento grave di altri 4. Queste sono le scarne e parziali notizie diffuse finora dall’esecutivo di Parigi che naturalmente, così come avevano già fatto le autorità nipponiche dopo l’esplosione della centrale atomica di Fukushima, afferma che non ci sono fughe radioattive, che non ci sono rischi per la salute dei cittadini francesi e men che meno per quelli italiani (il confine ligure è a poco più di 200 km dalla fornace nucleare esplosa). Non ci sarebbe il pericolo di una fuga radioattiva, si diceva. Eppure pompieri e forze dell'ordine hanno stabilito un perimetro di sicurezza in via cautelativa attorno all’impianto di proprietà della società Socodei, filiale dell'Edf. Il sito produce il pericolosissimo e instabile combustibile Mox, che ricicla uranio ma soprattutto il plutonio impiegato dagli ordigni radioattivi. L'impianto di Marcoule, ricordano le agenzie di stampa, ha ospitato la prima centrale nucleare in Francia, con i primi reattori per uso militare finalizzati a costruire la bomba atomica, ma ora é stato per lo più riconvertito a impianto di trattamento delle scorie. E’ altissima la preoccupazione della popolazione che abita la regione che ospita la fornace, la Linguadoca Rossiglione, e anche la protezione civile della Liguria è stata messa in allarme. E mentre le notizie sulle conseguenze dell’incidente arrivano col contagocce nei suoi scarnissimi comunicati la Edf parla di ‘incidente industriale’ nel vano tentativo di ridimensionare l’allarme e la gravità dell’accaduto.

Ipocrisia atomica che non ha impedito che i titoli della lobby nucleare francese, in testa quello dell'EDF, crollassero in media del 5-6% trascinando giù una Borsa di Parigi già in notevole ribasso.

"Il fatto che stiamo parlando di un incidente ad un impianto nucleare della Francia ci fa capire come il tema della sicurezza nucleare sia sempre aperto e dietro l'angolo" ha commentato a caldo il geologo del Cnr, Mario Tozzi. "In Francia si parla molto della sicurezza dei loro reattori, che sono circa 50, ma ogni anno si verificano circa 100 incidenti negli impianti". "Si tratta -aggiunge Tozzi- di incidenti di piccola portata, a noi giungono notizie solo di incidenti di piu' grossa portata, ma comunque avvengono". "Tutti gli incidenti, anche questo di oggi, riaprono ogni volta il tema della sicurezza del nucleare e mi fa meglio comprendere l'importanza dell'addio italiano ed europeo all'energia dall'atomo". "Forse -conclude Tozzi- anche la Francia, che produce l'80% della sua energia dal nucleare, si dovrà porre il problema".

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

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