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L’inferno nell’inferno. Fiamme in uno slum di Nairobi

(13 Settembre 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.dirittidistorti.it

Una violenta deflagrazione, fiamme nello slum, almeno 120 morti (ma di ora in ora salgono le stime), centinaia di feriti, tutti gravemente ustionati, i soccorritori ancora al lavoro per recuperare i corpi delle vittime. Questo è lo scenario che da ieri si osserva nella bidonville di Sinai, nella zona industriale di Nairobi, a causa di una fuoriuscita di petrolio da un oleodotto. Un incidente che ha avuto conseguenze devastanti anche perché in molti, invece di fuggire, hanno cercato di recuperare il carburante fuoriuscito, probabilmente per rivenderlo al mercato nero. Una scelta suicida che però è facile comprendere: lo slum di Sinai è uno dei più popolati della capitale kenyota, migliaia di disperati che sopravvivono con meno di un euro al giorno, in baracche di lamiera ammassate fra loro, in pessime condizioni igieniche e sanitarie, con fogne all’aperto. Proprio in questi rigagnoli si è riversata la benzina che, secondo le prime ricostruzioni, ha preso fuoco da un semplice mozzicone di sigaretta. Le fiamme sono rapidamente divampate in tutta la baraccopoli, colpendo chi cercava di recuperare la benzina ma anche donne e bambini, tutti arsi vivi nell’incendio che ha reso difficili anche i soccorsi.
Si è consumata così l’ennesima tragedia della disperazione in una delle megalopoli più abitate del mondo, contornata da un centinaio di slum in cui si stima vivano circa 2 milioni di persone, con un reddito giornaliero inferiore a un euro, un tasso di scolarizzazione che non arriva al 5%, un elevato tasso di criminalità e una diffusione altissima di malattie, fra cui l’HIV (il 60% degli abitanti degli slum sono sieropositivi). In questo inferno incidenti come quello di ieri non sono una rarità, uno molto simile avvenne nel 2009, quando 122 persone furono bruciate vive dalle fiamme divampate mentre prelevavano carburante da una cisterna rovesciatasi in seguito ad un incidente.

13-09-2011

Valentina Valentini
DirittiDistorti

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