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Libia. Il silenzio della voce del padrone

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(5 Ottobre 2011) Enzo Apicella

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“La battaglia per la Libia: uccisioni, sparizioni e torture”. Il rapporto di Amnesty

(15 Settembre 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.dirittidistorti.it

Amnesty International denuncia che durante il conflitto libico le forze pro-Gheddafi hanno commesso crimini di diritto internazionale su vasta scala, ma accusa anche le forze leali al Consiglio nazionale transitorio (Cnt) di violazioni dei diritti umani, che in alcuni casi si configurano come crimini di guerra. Secondo Amnesty le milizie degli insorti in Libia hanno commesso “serie violazioni dei diritti umani” e “probabilmente anche crimini di guerra”, ma il Cnt “ha mostrato riluttanza a ritenerle responsabili”. Nel rapporto di 107 pagine, intitolato "La battaglia per la Libia: uccisioni, sparizioni e torture", si sottolinea come “i miliziani dell'opposizione e i loro sostenitori hanno rapito, arrestato in modo arbitrario e ucciso ex membri delle forze di sicurezza, sospetti lealisti di Gheddafi, catturato soldati e cittadini stranieri, erroneamente sospettati di essere mercenari che combattevano al soldo delle forze di Gheddafi”. Nel documento si fa riferimento al linciaggio di africani sospettati di essere mercenari che combattevano dalla parte di Gheddafi, così come agli omicidi per vendetta e alle torture compiute nei confronti di alcuni soldati di Tripoli catturati. Un quadro completo della situazione deve ancora emergere, precisa Amnesty, che però ha chiesto alla leadership dell'opposizione di indagare sugli abusi commessi, combattere la xenofobia e il razzismo. “Il Cnt sta affrontando un difficile compito nel dominare i combattenti dell'opposizione e dei gruppi di vigilantes responsabili di seri abusi dei diritti umani, compresi possibili crimini di guerra, ma ha mostrato riluttanza nel ritenerli responsabili”, attacca Amnesty che tuttavia ha apprezzato il fatto che a maggio il Cnt abbia emesso direttive per sollecitare le sue forze ad agire nel rispetto delle norme e degli standard internazionali e che, ad agosto, il presidente del Cnt abbia chiesto alle forze anti-Gheddafi di astenersi da attacchi di rappresaglia. Ma Claudio Cordone, senior director di Amnesty International ha esortato il Cnt a fare di più: "Le nuove autorità devono girare completamente pagina rispetto alle violazioni degli ultimi quattro decenni e introdurre nuovi standard per porre i diritti umani al centro della loro agenda" .

Per leggere il rapporto completo: http://www.amnesty.it/

15-09-2011

Valentina Valentini
DirittiDistorti

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