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Torino. Punto info antirazzista

(22 Settembre 2011)


Giovedì 22 settembre
in via Po 16 dalle ore 17
punto info antirazzista

La guerra ai poveri in questi mesi si è inasprita. Con il pretesto della crisi il governo ha fatto una manovra di lacrime e sangue: chi ha già poco si ritrova con ancora meno.
Il governo – e l’opposizione - hanno le idee chiare. Se la crisi peggiora, il conto lo devono pagare i lavoratori, i pensionati, gli immigrati, i ragazzi schiacciati da una vita precaria.
Aumento dell’età pensionabile, ticket sanitari, blocco dei contratti, tredicesima a rischio, eliminazione di ogni garanzia per chi lavora fanno parte di un pacchetto avvelenato servito alla povera gente.

Meno tutela della salute, meno tempo dopo una lunga vita di lavoro, meno prospettive per chi oggi conduce un’esistenza precaria, meno speranza di accedere ad un’istruzione decente.
In questa guerra i più colpiti sono i lavoratori immigrati, costretti dalle leggi razziste a piegare la testa, pena la perdita del lavoro e quindi del permesso di rimanere in Italia.
Il lavoro, che ricatta la vita di tutti, è una vera catena per chi rischia, di finire in un CIE per essere poi deportato lontano dalla sua vita, dai suoi cari, dalla speranza di un futuro migliore.
I campi tende per immigrati, il prolungamento ad un anno e mezzo della detenzione nei CIE, la repressione sempre più dura verso chi lotta contro il caporalato, il lavoro servile, la reclusione amministrativa sono solo le punte di un enorme iceberg.

In questi mesi da Piacenza a Nardò si sono moltiplicati gli scioperi, i picchetti, le lotte degli immigrati.
Quest’estate il mare ha inghiottito le vite di decine uomini, donne e bambini che ceravano di bruciare la frontiera che divide i sommersi dai salvati. Nei Centri per immigrati ci sono state fughe, rivolte, pestaggi, arresti.

Intorno, fragoroso, il silenzio.
Tra l’ennesima storia di prostitute e magnaccia e la ridda di cifre sparata per convincerci che la crisi dei padroni la devono pagare i lavoratori, scompare un paese, ed una città, Torino, dove la crisi la stiamo pagando da anni, dove il governo continua a fare la guerra ai poveri, sperando che i poveri se la facciano tra loro.

Rompiamo il silenzio! L’indifferenza è complicità.
Chi ci governa e chi ci sfrutta teme la solidarietà e il mutuo appoggio tra gli sfruttati, teme che i lavoratori italiani e quelli nati altrove si accorgano che il nemico, quello vero, è lo stesso per gli uni e per gli altri: il padrone che ti sfrutta senza curarsi di carte, timbri, passaporti.
Tocca a noi imboccarci le maniche e far sì che la paura cambi di campo.

Federazione Anarchica Torino - FAI

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