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25/09 - lavoratori petroliferi colombiani continuano a lottare nonostante la feroce repressione del regime

(26 Settembre 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.nuovacolombia.net

25/09 - lavoratori petroliferi colombiani continuano a lottare nonostante la feroce repressione del regime

foto: www.nuovacolombia.net

Il regime colombiano, per affrontare le legittime proteste della comunità di Puerto Gaitán (dipartimento del Meta), da anni in lotta per esigere alle istituzioni delle risposte ai problemi sociali, ambientali, lavorativi ed economici che affliggono la zona, ha reagito inviando i famigerati squadroni antisomossa dell'Esmad che hanno attaccato indiscriminatamente la popolazione civile, compresi donne e bambini, utilizzando lacrimogeni e proiettili di gomma, e decretando il coprifuoco.

Le proteste hanno preso forza e vigore a causa dell'arbitrario e illegittimo licenziamento di 1100 lavoratori -da parte della multinazionale petrolifera della Cepcolsa- che si erano affiliati all’Unione Sindacale Operaia (settore petrolchimico).

L'altra multinazionale che sfrutta i giacimenti della zona, la Pacific, ha convertito i pozzi e le istallazioni petroliferi, in cui lavorano 13.000 operai, in un vero e proprio campo di concentramento dove non vengono rispettati i più elementari diritti umani e sindacali.

I lavoratori -e le comunità in cui vivono- del Meta, del Caquetá e di altri dipartimenti continuano a resistere con scioperi, picchetti, blocchi dell’estrazione di greggio, assemblee permanenti, ecc. E il movimento guerrigliero, in particolar modo le FARC (molto presenti e radicate nei suddetti dipartimenti), attacca permanentemente i camion cisterna delle multinazionali e le infrastrutture petrolifere in generale, dimostrando non solo la solidarietà insorgente nei confronti dei lavoratori in lotta, ma anche la decisione di sabotare con qualunque mezzo lo storico e crescente saccheggio di materie prime, servite su un piatto d’argento dal governo Santos al gran capitale transnazionale.

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