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Libia: il CNT vittima della balcanizzazione

(27 Settembre 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

Libia: il CNT vittima della balcanizzazione

foto: www.radiocittaperta.it

27-09-2011/13:05 --- L'aviazione della Nato ha lanciato nuovi attacchi aerei contro le posizioni delle forze di Gheddafi a Sirte, aprendo la strada all'avanzata dei combattenti del Consiglio nazionale transitorio le cui milizie avrebbero preso il controllo del porto e di alcuni quartieri della città, ancora in parte occupata dalle forze leali a Gheddafi.

Le forze del governo provvisorio in precedenza si erano già ritirate da Sirte e dall'altra roccaforte di Gheddafi, Bani Walid, dopo aver incontrato la resistenza lealista. Conquistare Sirte - fra Tripoli e la città orientale di Bengasi - sarebbe un'impresa importante per il Cnt, che sta cercando di costruirsi una credibilità come governo in grado di unire tribù e regioni della Libia.

Credibilità già messa in dubbio dal continuo slittamento della formazione del governo provvisorio a data da destinarsi, a causa dei disaccordi sulla ripartizione degli incarichi ministeriali. Le difficoltà nei colloqui tra le varie parti erano già state confermate sabato scorso dal presidente del Cnt, Moustapha Abdel Jalil.

"Ci stiamo confrontando con la mentalità libica che vuole che ogni tribù, ogni regione, ogni città abbia la sua parte nel nuovo governo. Ma noi non abbiamo ancora liberato tutto il territorio", aveva spiegato Jalil, confermando "le divergenze nei punti di vista" tra i membri del Consiglio transitorio e del suo ufficio esecutivo.

Qualcuno, all'interno dello stesso Cnt, ha ammesso che si tratta di una vera e propria "lotta per il potere"."Questa gente che dirige il Cnt o l'ufficio esecutivo è un prodotto puro del sistema Gheddafi. Stanno riproducendo questo stesso sistema" nelle loro trattative e nella gestione del paese, ha detto un esponente del Consiglio di Bengasi a condizione di anonimato. D'altra parte, ha insistito la fonte, "chi detiene il potere detiene la ricchezza", ovvero il petrolio della Libia.

Prosegue intanto la manipolazione mediatica: i giornali italiani hanno ripreso due giorni fa la notizia della presunta scoperta di una "fossa comune ad Abu Salim", notizia diffusa da Al Jazeera - fonte che proprio sulla copertura del conflitto libico è ormai piuttosto screditata: ma a una lettura che vada oltre il titolo (depistante) del dispaccio della Cnn si apprende che secondo lo staff medico presente sul posto, i resti trovati ad Abu Salim non sono umani. I giornali italiani sembrano non voler apprendere la lezione dello scorso febbraio, quando la notizia del ritrovamento di quella che fu subito spacciata per una fossa comune si rivelò una completa bufala. Bufala che però ha contribuito alla preparazione del terreno mediatico utile all’avvio della guerra e dei bombardamenti della Nato.

Mila Pernice, Radio Città Aperta

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