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    Il Governo chiede introiti certi, Equitalia senza freni

    (3 Ottobre 2011)

    anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

    Il Governo chiede introiti certi, Equitalia senza freni

    foto: www.radiocittaperta.it

    03-10-2011/14:39 --- C'è chi l'ha definita l' ”arma finale” del Fisco verso i contribuenti che, guarda caso, spunta fuori quando il Governo chiede all'Agenzia delle Entrate di fare cassa, in fretta, con introiti certi.

    Con l'intento di semplificare e velocizzare la riscossione, l'art. 29 comma 1, D.L. n. 78/2010 ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento giuridico l'accertamento esecutivo.

    Si parla di mutui e di debiti con lo Stato contratti a partire dal 2007, imposte sui redditi, Iva e Irap. Dal primo ottobre l’accertamento diventa immediatamente esecutivo: basta un avviso per considerarti in mora. Trascorsi due mesi di mancato pagamento, l'Agenzia delle Entrate non invierà più la cartella esattoriale, che ricorsi compresi, portava al saldo dell'eventuale debito entro 15-18 mesi, ma girerà direttamente il "titolo di debito" ad Equitalia per l'accertamento esecutivo. Il cittadino dovrà versare subito l'intera cifra richiesta (maggiore imposta, interessi di mora per ritardato pagamento, aggi di riscossione e spese di esecuzione) o pagarne un terzo (più gli interessi maturati), se poi presenterà ricorso.

    Si passerà subito dalla parte del torto e, dopo altri 30 giorni, potranno scattare le misure cautelari: ipoteca per i debiti più consistenti, con avviso di procedura alla Centrale bancaria rischi e quindi il pericolo di chiusura di eventuali fidi con le attenuazioni introdotte a luglio, 20mila euro per l’ipoteca sulla prima casa, preavviso di 40 giorni per le ipoteche, due avvisi per le garanzie fiscali sotto i 2.000 e 72 mesi per le rate. Equitalia, senza muovere un passo, potrà pignorare il conto corrente dell’insolvente (rendendo impossibile il pagamento di dipendenti e fornitori), avviare i pignoramenti presso terzi dei crediti dei clienti, il blocco dei denari ancora depositati nelle casse di terzi e destinati alla persona sottoposta alla procedura di recupero.

    Anche in questo caso, la crisi e le leggi europee vengono evocate quale giustificazione per nuove norme inique, che, ancora una volta, scaricano i costi sulle fasce di popolazione più in difficoltà.

    Il direttore dell’agenzia delle entrate Befera è intervenuto al TG2, rispondendo così a chi insinua che questa sia l’ennesima ingiusta misura dell’ultima ora “è solo un adeguamento della legislazione italiana al sistema di riscossione previsto dalle norme europee, dove l’accertamento è sempre immediatamente esecutivo. Il tempo per pagare si è ridotto a due mesi, ma quelli sono i tempi che il contribuente ha per fare ricorso, dopodiché c’è una procedura amministrativa che dura 6/7 mesi per arrivare alla richiesta di pagamento. Comunque per applicare le ganasce fiscali su un importo inferiore ai 2mila euro occorre fare prima due solleciti, per l'ipoteca c'è il preavviso, e anche qui trascorrono altri mesi».

    Spiegazioni che però non hanno convinto molti.

    Tremonti ha offerto una legge che dà al Fisco poteri mai visti nella storia della Repubblica. Secondo alcuni, in Italia un potere simile non viene accordato dalla legge neppure ai pubblici ministeri nelle inchieste penali. Il cittadino deve saldare il suo presunto debito prima ancora dell'istruzione di un processo amministrativo che definisca chi ha ragione.

    Comitati e associazioni dei consumatori criticano l'accorciamento dei tempi per il ricorso e ricordano che in quattro casi su dieci i ricorsi danno poi ragione al contribuente.

    Andrea Mosetti dell’associazione Radici commenta ai microfoni di Radio Città Aperta: “In questi ultimi mesi di vita di Equitalia - poi sappiamo che finirà e nasceranno tutte le agenzie creditoriali governate direttamente dagli stessi comuni a province - gli è stata data ancora di più carta bianca, perché adesso basteranno 60 giorni per passare ai pignoramenti. E soprattutto sarà tutto esecutivo ancor prima dei livelli di giudizio: ancora quando non si sarà dichiarati colpevoli, e quando non sarà dichiarata la necessità di pagare da parte del cittadino, comunque sarà possibile requisire case o conti correnti. Questo quello che è stato determinato dalla nuova finanziaria, dai nuovi provvedimenti economici” continua Mosetti. “Questo è stato quello che è stato fatto approvare con tutte le urgenze della super crisi in corso. In mezzo a questo provvedimento che doveva necessariamente venire approvato in tempi brevissimi per salvare il nostro paese, in realtà sono state infilate tutta una serie di norme compresa questa, che riguarda Equitalia e che permette di pignorare e vendere le case degli italiani. Questo a Roma noi lo abbiamo evitato fino allo scorso anno, facendo picchetti di fronte alle agenzie dove si stava svolgendo la prima asta. E questo ha bloccato la messa all’asta degli immobili. Ma in questo momento a Equitalia viene concessa nuova linfa, con questo provvedimento che permette in 60 giorni di arrivare direttamente al pignoramento”.

    Claudia Cucco per Radio Città Aperta

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