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(13 Novembre 2012) Enzo Apicella

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Monza. Contro l’europa delle banche! Noi il debito non lo paghiamo!

(5 Ottobre 2011)

TUTTI IN PIAZZA VENERDI’ 07 OTTOBRE A MONZA - PRESIDIO (dalle ore 16,00 alle 19,00) presso la Prefettura di Monza in via Prina.

Il governo Berlusconi sta distruggendo conquiste sociali, diritti e libertà. Noi diciamo NO al governo unico del capitalismo internazionale, delle banche e della finanza che sacrifica tutto per difendere i ricchi e la speculazione sia in Italia che in Europa. Vogliamo costruire un’alternativa a una politica antipopolare che è la stessa, sia per i governi di centrodestra che di centrosinistra!

PER CAMBIARE DAVVERO BISOGNA:

1) Non pagare il debito. Colpire a fondo la speculazione finanziaria e il potere bancario. Vanno nazionalizzate, senza indennizzo, le grandi banche (salvaguardando i risparmi dei cittadini); va attuata una vera imposta patrimoniale e tassati i grandi patrimoni, le transazioni finanziarie, colpiti i paradisi fiscali. In sostanza bisogna attuare una politica alternativa al patto di stabilità imposto dal Fondo Monetario Internazionale, dall’Unione Europea e dal patto di Maastricht.

2) Drastico taglio alle spese militari e cessazione di ogni missione di guerra. Dalla Libia all’Afghanistan. Tutta le risorse risparmiate vanno rivolte a finanziare le spese sociali: scuola pubblica, beni comuni (a partire dall’acqua) sanità. Una politica di pace e accoglienza, apertura a tutti i paesi del Mediterraneo, sostegno alle rivoluzioni del Nord Africa e alla lotta del popolo palestinese per l’indipendenza contro l’occupazione israeliana.

3) Giustizia e diritti per tutto il mondo del lavoro. Basta con la precarietà. Abolizione di tutte le leggi sul precariato e riaffermazione del contratto a tempo indeterminato dentro un contratto nazionale inderogabile. Riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a parità di salario con l’aggancio de salari all’aumento reale del costo della vita. Parità completa di diritti per il lavoro migrante col diritto di voto e cittadinanza per i migranti. Eliminazione delle pensioni d’oro e dei bonus per i super manager. Istituzione di un reddito sociale finalizzato alla ricerca di un posto di lavoro e ricostruzione di un sistema pensionistico pubblico che garantisca pensioni dignitose ai lavoratori.

4) I beni comuni per uno sviluppo alternativo. Occorre un piano per il lavoro basato su migliaia di piccole opere, in alternativa alle grandi opere che dovranno essere (dall’alta velocità in val di Susa allo ponte sullo stretto di Messina) cancellate. I beni pubblici dovranno tornare sotto la mano pubblica a partire dall’acqua, l’energia, la rete, i servizi. Bisogna garantire a tutti la casa, la sanità, la pensione, l’istruzione.

5) Una rivoluzione per la democrazia. Prima di tutto è indispensabile una legge sulla democrazia sindacale che ridia voce ai lavoratori in alternativa e contro lo sciagurato accordo del 28 giugno siglato fra Confindustria e Cgil-Cisl-Uil. Dovranno essere drasticamente abbattuti i costi del sistema politico: dal finanziamento ai partiti agli stipendi dei parlamentari e degli alti burocrati. Dovranno essere aboliti i privilegi e le esenzioni di cui ancor oggi godono le istituzioni ecclesiastiche. Si dovrà tornare ad un sistema democratico parlamentare per l’elezione delle rappresentanze. Il fiume di risorse così risparmiate dovranno essere impiegate per la creazione di nuovi posti di lavoro nella scuola, nella sanità nella ricerca.

Piena solidarietà ai lavoratori che, anche a Monza e in Brianza, lottano per i lori diritti e per il posto di lavoro, ai giovani e agli studenti che si battono per la scuola pubblica (dalle lavoratrici della cooperativa CESED, ai lavoratori della DECATHLON, agli studenti dell’Istituto d’Arte). Occorre lavorare per unificare il fronte delle lotte a partire dalla manifestazione nazionale a Roma del prossimo 15 ottobre.

Unione Sindacale di base (Monza e Brianza) – Partito Comunista dei Lavoratori (sezione Brianza) - F.O.A Boccaccio.

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